Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5768 del 03/03/2021

Cassazione civile sez. trib., 03/03/2021, (ud. 06/11/2020, dep. 03/03/2021), n.5768

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. CAVALLARI Dario – rel. Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 17724/2014 R.G. proposto da:

Opossum srl, rappresentata e difesa dall’Avv. Marina Cucchiarini, con

domicilio eletto in Roma, presso la Cancelleria della Corte di

cassazione;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate;

– costituita ai soli fini della partecipazione all’udienza di

discussione –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale d n.

195/3/14, depositata il 31 gennaio 2014.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 6 novembre

2020 dal relatore Dario Cavallari.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Opossum srl ha impugnato un atto di rettifica e liquidazione concernente imposta di registro, ipotecaria e catastale.

La CTP di Rimini, con sentenza n. 02/02/2012 ha in parte accolto il ricorso.

La società contribuente ha proposto appello, che la CTR di Bologna, nel contraddittorio delle parti, con sentenza n. 195/3/14, ha accolto, rigettando l’appello incidentale della P.A.

La Opossum srl ha proposto ricorso in cassazione sulla base di due motivi.

Parte intimata si è costituita al solo fine di partecipare all’udienza di discussione.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo, parte ricorrente lamenta la violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., in relazione al D.M. n. 169 del 2010, artt. 46,47,48 e 49, perchè il giudice di appello la aveva condannata a pagare le spese di lite in modo generico.

In particolare, la CTR non avrebbe distinto fra primo e secondo grado e fra gli importi da corrispondere e non avrebbe motivato in ordine allo scostamento dalla nota spese depositata dall’Agenzia delle Entrate e dal tariffario di cui al D.M. n. 169 del 2010. Inoltre, non avrebbe tenuto conto del valore e della complessità della controversia.

Il motivo è inammissibile per difetto di specificità.

Infatti, in tema di liquidazione delle spese processuali, è inammissibile il ricorso per cassazione che, nel censurarne la complessiva quantificazione operata del giudice di merito, non indichi le singole voci della tariffa, per diritti ed onorari, risultanti nella nota spese, in ordine alle quali quel giudice sarebbe incorso in errore (Cass., Sez. 1, n. 20808 del 2 ottobre 2014).

In aggiunta a ciò, la parte, la quale intenda impugnare per cassazione la liquidazione delle spese, dei diritti di procuratore e degli onorari di avvocato, per pretesa violazione dei minimi tariffari, ha l’onere di specificare analiticamente le voci e gli importi considerati in ordine ai quali il giudice di merito sarebbe incorso in errore, con la conseguenza che deve ritenersi inammissibile il ricorso che contenga il semplice riferimento a prestazioni che sarebbero state liquidate in eccesso rispetto alla tariffa massima (Cass., Sez. 62, n. 30716 del 21 dicembre 2017).

In particolare, parte ricorrente ha omesso di riportare nell’atto di impugnazione il contenuto almeno essenziale della menzionata nota spese, e l’elenco delle voci che avrebbero dovuto essere differenziate, come sarebbe stato, invece, suo onere.

Del tutto priva rilievo, stante anche la palese genericità, è la questione della non distinzione fra spese di primo e di secondo grado che, peraltro, la CTR non era tenuta a compiere.

Inoltre, si osserva che la società contribuente non ha fornito alcuna indicazione che consentisse di valutare l’incidenza, sulla quantificazione delle spese, del valore e della complessità della controversia.

2. Con il secondo motivo, la Opossum srl lamenta la violazione dell’art. 93 c.p.c., perchè la CTR non si sarebbe pronunciata sulla richiesta di distrazione delle spese in favore del difensore.

La doglianza è inammissibile.

Infatti, in caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un’espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c., e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma. La procedura di correzione, oltre ad essere in linea con il disposto dell’art. 93 c.p.c., comma 2, – che ad essa si richiama per l’ipotesi in cui la parte dimostri di aver soddisfatto il credito del difensore per onorari e spese -, consente il migliore rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, garantisce con maggiore rapidità lo scopo del difensore distrattario di ottenere un titolo esecutivo ed è un rimedio applicabile, ai sensi dell’art. 391 bis c.p.c., anche nei confronti delle pronunce della Corte di cassazione (Cass., Sez. 6 – 3, n. 12437 del 17 maggio 2017).

3. Il ricorso va dichiarata inammissibile.

Alcuna statuizione deve essere assunta in ordine alle spese di lite, stante la condotta difensiva di controparte.

Sussistono le condizioni per dare atto, ai sensi della L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, che ha aggiunto al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, il comma 1 quater, dell’obbligo, per parte ricorrente, di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione integralmente rigettata.

PQM

La Corte:

– dichiara inammissibile il ricorso;

– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della società ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 5 Sezione Civile, tenuta con modalità telematiche, il 6 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 3 marzo 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA