Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5688 del 02/03/2021

Cassazione civile sez. VI, 02/03/2021, (ud. 09/12/2020, dep. 02/03/2021), n.5688

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – rel. Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 13871-2019 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, presso la quale è domiciliata in Roma, alla via dei

Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

B.G.;

– intimato –

e contro

AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE, C.F. (OMISSIS), in persona del

Direttore pro tempore;

– intimata –

avverso la sentenza n. 9329/18/2018 della Commissione Tributaria

Regionale della CAMPANIA, depositata il 24/10/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/12/2020 dal Consigliere Dott. LUCIOTTI Lucio.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo, cui non replicano gli intimati B.G. e Agenzia delle entrate – Riscossione, avverso la sentenza in epigrafe indicata con cui la Commissione tributaria regionale della Campania dichiarava l’inammissibilità per tardività dell’impugnazione proposta dall’Agenzia delle entrate avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Napoli, che aveva accolto il ricorso proposto dal B. avverso un estratto di ruolo riferito ad una cartella di pagamento relativa ad IRPEF ed ILOR dovuto dal predetto contribuente per l’anno d’imposta 1984.

2. Sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi del novellato art. 380-bis c.p.c. risulta regolarmente costituito il contraddittorio.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con il motivo di ricorso la difesa erariale deduce la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 51 e 38 nonchè art. 327 c.p.c., per avere la CTR ritenuto tardivo e, quindi, inammissibile l’appello dell’ufficio nonostante il deposito della distinta/elenco delle raccomandate postali attestante l’avvenuta tempestiva presentazione del plico all’ufficio postale di spedizione con timbro a secco leggibile.

2. Al riguardo pare opportuno preliminarmente ricordare che “Nel giudizio tributario, la prova del perfezionamento della notifica a mezzo posta dell’atto d’appello per il notificante nel termine di cui all’art. 327 c.p.c., è validamente fornita dall’elenco di trasmissione delle raccomandate recante il timbro datario delle Poste, non potendosi attribuire all’apposizione di quest’ultimo su detta distinta cumulativa altro significato se non quello di attestarne la consegna all’ufficio postale” (Cass. n. 22878 del 2017; v. anche Cass. n. 24568 del 2014 e n. 7312 del 2016). Peraltro, “La giurisprudenza chiarisce, sul punto, che la veridicità dell’apposizione della data mediante il timbro postale a calendario è presidiata dal reato di falso ideologico in atto pubblico, poichè si riferisce all’attestazione di attività compiute dal pubblico agente nell’esercizio delle sue funzioni in relazioni alla ricezione (Cass. pen., 14.4.1994 – Cass. pen. 1996, 93, s.m.). Infatti, riguardo al timbro postale mancante di firma si ritiene che si ha atto pubblico in senso tecnico giuridico pur in difetto di sottoscrizione dell’atto stesso, esistendo la possibilità d’identificarne la provenienza e non richiedendone la legge la sottoscrizione ad substantiam (Cass. pen.,10.1. 1989 – Cass. pen. 1991, I, 418, s.m.; conf. 1.3.1985 -Cass. pen. 1986, 1083, s.m.; 27.5.1982 – Cass. pen. 1983, 1980, s.m.; v. sull’accettazione del plico Cass. pen., 27.1.1987 – Cass. pen. 1988, 826, s.m.)” (Cass., Sez. U., n. 13452 del 2017, p. 5.9, v. anche p. 5.10).

a) che il termine di impugnazione della sentenza di primo grado, che la stessa CTR afferma essere stata pubblicata in data 11/04/2017, andava a scadere, applicato il termine semestrale di cui all’art. 327 c.p.c. e la sospensione per trentuno giorni dei termini per il periodo feriale, il giorno di sabato 11/11/2017, differito, ex art. 155 c.p.c., commi 4 e 5, al giorno 13/11/2017 (come ritiene la stessa CTR);

b) che dall’elenco delle raccomandate consegnate all’ufficio postale, depositato dall’Agenzia delle entrate unitamente al ricorso d’appello ed allegato al ricorso in esame, risulta che il piego postale venne spedito in data 13/11/2017, ovvero l’ultimo giorno utile per impugnare.

4. Pertanto è errata in diritto la statuizione d’appello che ha considerato quale data di spedizione dell’appello quella del 15/11/2017 di avvio alla spedizione da parte dell’ufficio postale del plico che, come detto, l’appellante Agenzia delle entrate aveva consegnato ben due giorni prima.

5. Conclusivamente, quindi, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla competente CTR, in diversa composizione, che provvederà anche a regolamentare le spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

accoglie il motivo di ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Campania, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 9 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 2 marzo 2021

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