Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5667 del 09/03/2010

Cassazione civile sez. III, 09/03/2010, (ud. 09/02/2010, dep. 09/03/2010), n.5667

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI NANNI Luigi Francesco – Presidente –

Dott. PETTI Giovanni Battista – Consigliere –

Dott. FILADORO Camillo – rel. Consigliere –

Dott. URBAN Giancarlo – Consigliere –

Dott. LANZILLO Raffaella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

D.C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato

in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la Cancelleria della CORTE DI

CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato TATONE FIORELLO con

studio in 65122 PESCARA Via Pisa, 29 con delega in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

FONDIARIA ASSICURAZIONI SPA, CURATELA FALL LIVEROTTI & FIGLI

SDF,

L.R.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 518/2004 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,

emessa il 16/03/2004; depositata il 28/07/2004; R.G.N.282/2001;

udita la relazione della causa svolta nella Udienza pubblica del

09/02/2010 dal Consigliere Dott. FILADORO Camillo;

udito l’Avvocato TATONE FIORELLO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ABBRITTI Pietro, che ha concluso per l’accoglimento.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza 16 marzo – 28 luglio 2004 la Corte di appello dell’Aquila riformava la decisione del Tribunale di Pescara del 14 – 26 marzo 2001, nella parte in cui la stessa aveva accolto la domanda di D.C.F. intesa ad ottenere il risarcimento dei danni, derivati dall’incidente stradale del (OMISSIS), dalla compagnia di assicurazione CIDAS (poi POLARIS) e La Fondiaria Assicurazioni spa, confermando la condanna del conducente e proprietario del camion a bordo del quale il D.C. era trasportato.

Osservavano i giudici di appello che l’autocarro di convenuto non era autorizzato al trasporto di persone, sicche’, in base alle disposizioni all’epoca vigenti, la copertura assicurativa obbligatoria della responsabilita’ civile derivante dalla circolazione dei veicoli non poteva estendersi anche al terzo trasportato.

Avverso tale decisione il D.C. ha proposto ricorso per Cassazione, sorretto da due motivi.

Gli intimati non hanno svolto difese.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 342, 345, 346 c.p.c.. in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, per non avere la Corte aquilana decretato la inammissibilita’ dell’appello per introduzione di nuove domande, obliterando la eccezione sollevata dalla appellata, “in limine litis” nella comparsa di costituzione, nullita’ dell’appello per mancata specificita’ dei motivi e comunque per difetto di motivazione della Corte territoriale, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5.

Le censure sono prive di fondamento.

Per il disposto dell’art. 345 c.p.c., comma 2, nel testo anteriore alla sostituzione apportata, dalla L. n. 353 del 1990, art. 52 decorrente dal 30/4/1995, le parti possono proporre in appello nuove eccezioni, dovendosi intendere per tali, oltre alle mere difese rappresentate dalle contestazioni dell’altrui diritto e dalle deduzioni di fatti con esso genericamente incompatibili, anche le eccezioni in senso stretto, cioe’’ quelle intese a paralizzare la difesa avversaria, sempre che l’eccezione formulata con l’atto d’appello sia diretta all’esclusivo fine della reiezione della domanda (Cass. 11806 del 2001, cfr. Cass. 5673 del 2003).

La sentenza impugnata, che ha ritenuto ammissibile la eccezione dell’appellante Fondiaria, relativa alla mancata copertura assicurativa del terzo trasportato, e sufficientemente specifici i motivi di impugnazione non merita, pertanto, censura alcuna.

Tra l’altro, secondo la giurisprudenza di questa Corte, ai fini della specificita’ dei motivi richiesta dall’art. 342 c.p.c., l’esposizione delle ragioni di fatto e di diritto, invocate a sostegno dell’appello, puo’ sostanziarsi anche nella prospettazione delle medesime ragioni addotte nel giudizio di primo grado, purche’ cio’ determini una critica adeguata e specifica della decisione impugnata e consenta al giudice del gravame di percepire con certezza il contenuto delle censure, in riferimento alle statuizioni adottate dal primo giudice (Cass. s.u. n. 28057 del 25 novembre 2008).

Nel caso di specie, la Corte territoriale ha premesso che la decisione di primo grado aveva accolto la domanda attrice – anche nei confronti della compagnia di assicurazione- sull’erroneo presupposto che la assicurazione obbligatoria di cui alla L. n. 990 del 1969 comprendesse anche la responsabilita’ per i danni causati alle persone trasportate su camion destinati al trasporto di cose ed ha sottolineato che la censura formulata dalla societa’ di assicurazione si limitava a denunciare una erronea applicazione, da parte del primo giudice, della legge vigente al momento del fatto (senza portare a sostegno della eccezione fatti nuovi, rispetto a quelli che gia’ formavano oggetto di esame del giudizio di primo grado).

Con il secondo motivo il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 1292 c.c., art. 1917 c.c., comma 2 in tema di solidarieta’ e di rivalsa nelle obbligazioni, degli artt. 106, 269, 342, 346, 347 c.p.c. nonche’ dell’art. 2054 c.c. della L. n. 990 del 1969 (artt. 1 e 4), del D.L. n. 857 del 1976 (art. 1), della L. n. 39 del 1977 (art. 1), della L. n. 142 del 1992 (art. 27), in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, per avere i giudici di appello erroneamente riformato il capo della sentenza di primo grado che riconosceva la responsabilita’ solidale della compagnia di assicurazione e del conducente e proprietario dell’autocarro.

Il motivo e’ fondato, alla luce della decisione n. 6316 del 16 marzo 2009 delle sezioni unite di questa Corte, per la quale:

“In tema di assicurazione obbligatoria per la responsabilita’ civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, la modifica apportata dal D.L. 23 dicembre 1976, n. 857 (convertito nella L. 26 febbraio 1977, n. 39) alla L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 1, comma 2 ha introdotto – in base ad un’interpretazione compatibile con le direttive comunitarie in materia e che tenga conto della evoluzione giurisprudenziale relativa all’art. 2054 c.c. – la regola generale dell’estensione dell’assicurazione stessa ai danni prodotti alle persone dei trasportati, gia’ prima dell’entrata in vigore dell’ulteriore modifica introdotta dalla L. 19 febbraio 1992, n. 142”.

“Ne consegue che, nel menzionato periodo, risultano coperti dall’assicurazione obbligatoria anche i danni sofferti dai soggetti trasportati su veicoli destinati al trasporto di cose, che viaggino nella parte progettata e costruita con posti a sedere per passeggeri”.

Con tale decisione, le sezioni unite di questa Corte hanno risolto il contrasto di giurisprudenza insorto all’interno di questa stessa Corte, in ordine alla copertura assicurativa della persona trasportata a bordo della cabina di un autocarro, anteriormente alla L. n. 142 del 1992, sulla base della L. n. 990 del 1969.

La sentenza della Corte d’appello – che ha deciso in difformita’ di tale recente decisione – deve essere cassata, con rinvio ad altro giudice che procedera’ a nuovo esame, sulla base del principio di diritto sopra enunciato.

Nessun provvedimento in ordine alle spese del presente giudizio, non avendo gli intimati svolto difese.

PQM

LA CORTE Accoglie il ricorso per quanto di ragione. Cassa e rinvia alla Corte di appello dell’Aquila, in diversa composizione.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 9 febbraio 2010.

Depositato in Cancelleria il 9 marzo 2010

 

 

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