Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5620 del 08/03/2010

Cassazione civile sez. II, 08/03/2010, (ud. 12/11/2009, dep. 08/03/2010), n.5620

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – rel. Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

PREFETTURA – UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO DI NOVARA, in persona

del Prefetto pro tempore, e MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del

Ministro pro tempore, entrambi rappresentati e difesi per legge

dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma,

via dei Portoghesi n. 12, sono domiciliati;

– ricorrenti –

contro

D.C.P.;

– intimato –

avverso la sentenza del Giudice di pace di Novara n. 1946/05,

depositata in data 28 novembre 2005;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

12 novembre 2009 dal Consigliere relatore Dott. PETITTI Stefano;

lette le conclusioni del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. LECCISI Giampaolo, che ha concluso per il rigetto del

ricorso per manifesta infondatezza;

sentito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

PRATIS Pierfelice, che si e’ riportato alle conclusioni scritte.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che, con sentenza depositata in data 28 novembre 2005, il Giudice di pace di Novara ha accolto l’opposizione proposta da D.C. P. avverso il verbale di contestazione della infrazione di cui all’art. 142 C.d.S., comma 9, accertata a mezzo telelaser LTI 20 – 20;

che il Giudice di pace ha rilevato che l’amministrazione opposta non aveva prodotto lo scontrino che l’apparecchiatura telelaser avrebbe dovuto emettere all’atto dell’accertamento;

che a detto scontrino doveva riconoscersi efficacia probatoria, anche se sussidiaria rispetto al verbale, in quanto lo scontrino stesso, in caso di contestazione o di impugnazione del verbale, forma parte integrante del verbale, sicche’ dalla mancata produzione dello stesso discendeva che la Prefettura non aveva fornito la prova dei rilievi effettuati con l’apparecchiatura elettronica;

che non si poteva, tenuto conto della struttura prescelta dal legislatore per la regolamentazione del procedimento di opposizione a sanzione amministrativa, disporre l’acquisizione d’ufficio del predetto scontrino;

che, pertanto, l’opposizione doveva essere accolta ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 23, comma 12 in quanto non erano state prodotte prove sufficienti della responsabilita’ dell’opponente;

che, per la cassazione di questa sentenza, hanno proposto ricorso la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Novara e il Ministero dell’interno sulla base un unico motivo;

che le amministrazioni ricorrenti deducono violazione e falsa applicazione dell’art. 142 C.d.S., comma 6, del D.P.R. n. 495 del 1992, art. 345, artt. 2697 e 2700 c.c., e della L. n. 689 del 1981, art. 13;

che, sostengono le amministrazioni, il Giudice di pace non avrebbe tenuto conto della L. n. 689 del 1981, art. 13 il quale consentirebbe che dell’accertamento a mezzo telelaser non sia rilasciato lo scontrino (come del resto e’ stata ritenuta non necessaria l’allegazione della fotografia in caso di accertamento della violazione dei limiti di velocita’ a mezzo autovelox);

che, inoltre, ai sensi dell’art. 345 reg. esec. C.d.S., e’ sufficiente che le apparecchiature elettroniche siano, come nella specie, state omologate;

che, ancora, il verbale attestante gli estremi del veicolo che aveva superato i limiti di velocita’, pur se non supportato da traccia documentale emessa dall’apparecchio telelaser, avrebbe dovuto essere considerato atto dotato di efficacia probatoria fino a querela di falso, posto che il contenuto della verbalizzazione era costituito da un fatto avvenuto sotto la percezione sensoriale dell’agente e non da una sua valutazione;

che, infine, il Giudice di pace avrebbe errato a non attribuire al verbale, pur in mancanza dello scontrino, la natura di prova liberamente valutabile dal giudice, rispetto alla quale l’opponente non aveva fornito la prova contraria;

che l’intimato non ha svolto attivita’ difensiva;

che la Procura Generale presso questa Corte, nella requisitoria scritta, ha concluso per il rigetto del ricorso per manifesta infondatezza dei motivi.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il Giudice di pace, con la sentenza impugnata, ha ritenuto insufficientemente provato l’eccesso di velocita’, non disattendendo l’efficacia probatoria del verbale ex art. 2700 c.c., circa l’avvenuto accertamento dell’infrazione a mezzo telelaser da parte degli agenti addetti all’apparecchiatura elettronica, ma solo perche’, in difetto della produzione, da parte della pubblica amministrazione, dello scontrino, la cui emissione costituisce una fase necessaria e integrante dell’accertamento strumentale, ha dubitato dell’adeguato impiego o, comunque, dell’attendibilita’ tecnica dell’accertamento strumentale per uso o funzionamento improprio dell’apparecchiatura stessa;

che, in proposito, deve rilevarsi che tale essendo la tesi sostenuta dal giudice di pace a fondamento della decisione di accoglimento del ricorso in opposizione – tesi che, in realta’, non puo’ ritenersi rispondente agli orientamenti di questa Corte sul punto, essendosi chiarito che, ai fini della validita’ dell’accertamento della violazione a mezzo telelaser, non e’ richiesto che detta apparecchiatura sia anche munita di un dispositivo in grado di assicurare una documentazione, con modalita’ automatiche quali la ripresa dell’immagine visualizzata sul display (fotografia) o la riproduzione meccanica dei dati visualizzati (scontrino), dell’accertamento dell’infrazione (Cass., n. 15775 del 2009, in motivazione; implicitamente, v. anche Cass., n. 14097 del 2008) -, il ricorso non puo’ trovare accoglimento, non essendo stata puntualmente impugnata la particolare motivazione, sotto il profilo probatorio, addotta dal Giudice di pace;

che, invero, solo se nel verbale fosse stato anche precisato che lo scontrino era stato in realta’ emesso dal telelaser, la relativa circostanza, anche in mancanza dell’allegazione dello stesso al verbale, avrebbe potuto ritenersi assistita da efficacia probatoria privilegiata ex art. 2700 c.c.;

che, tuttavia, nel ricorso non viene precisato – ne’ del resto la circostanza emerge dalla sentenza impugnata – che tale menzione a verbale fu effettuata dai verbalizzanti, limitandosi l’amministrazione ricorrente a sostenere, senza riscontro probatorio e pur a fronte di uno specifico motivo di opposizione, che lo scontrino era stato emesso;

che, in conclusione, stante la particolarita’ della situazione probatoria rappresentata al giudice dell’opposizione, deve ritenersi che questi abbia, con un incensurabile apprezzamento di fatto, dubitato del corretto impiego del telelaser, accogliendo quindi l’opposizione ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 23, comma 12;

che il ricorso deve quindi essere rigettato;

che non vi e’ luogo a provvedere sulle spese del giudizio di legittimita’, non avendo l’intimato svolto attivita’ difensiva in questa sede.

PQM

LA CORTE Rigetta il ricorso.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte suprema di Cassazione, il 12 novembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 8 marzo 2010

 

 

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