Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5613 del 21/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 21/02/2022, (ud. 14/01/2022, dep. 21/02/2022), n.5613

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 319-2020 proposto da:

FALLIMENTO n. (OMISSIS) (OMISSIS) A RL, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

RASELLA 155, presso lo studio dell’avvocato ILARIA MUAGRIDA, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

COMUNE CASTELLAMMARE di STABIA, in persona del legale rappresentante

pro tempore, domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato MARIA ANTONELLA VERDE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 2678/2019 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 17/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 14/01/2022 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO

PIETRO LAMORGESE.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Corte d’appello di Napoli, con la sentenza indicata in epigrafe, ha rigettato il gravame incidentale del Fallimento (OMISSIS) avverso l’impugnata sentenza che, giudicando nella controversia con il Comune di Castellammare di Stabia, aveva rigettato la domanda della (OMISSIS) di condanna dell’ente appaltante al pagamento di importi a titolo di saldo e riserve, in relazione a un contratto di appalto stipulato tra le parti nel luglio 2000 per la costruzione di una scuola media (per altro verso, il tribunale aveva accolto – e la corte rigettato il relativo gravame del comune – la richiesta declaratoria di illegittimità della determina comunale che aveva dichiarato le opere realizzate dall’impresa non collaudabili).

Il Fallimento (OMISSIS) propone ricorso per cassazione, notificato al Comune di Castellammare di Stabia che ha svolto difese.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con un unico motivo il ricorrente denuncia violazione dell’art. 115 c.p.c., e art. 24 Cost., del principio del contraddittorio e nullità della sentenza impugnata, per avere la Corte territoriale erroneamente confermato la valutazione del Tribunale di insussistenza di ragioni di opportunità o necessità per rinnovare le operazioni peritali mediante la nomina di un nuovo c.t.u. ed erroneamente ritenuto infondato il motivo di gravame volto a fare dichiarare la nullità della consulenza per avere il consulente acquisito documenti non prodotti dalle parti.

Il motivo è inammissibile perché, non cogliendo le rationes decidendi, si risolve in un improprio tentativo di rivisitazione dei fatti di causa. Ed infatti, la Corte – per quanto ancora interessa – ha giudicato infondato il motivo di appello del Fallimento, circa la nullità della consulenza tecnica d’ufficio per avere il consulente utilizzato documenti (copie di elaborati progettuali e quadro economico in calce al computo metrico) non prodotti dalle parti in causa, trattandosi di documenti inidonei ad inficiarne le conclusioni, in quanto ininfluenti e non decisivi; inoltre, ha giudicato inammissibile il motivo concernente l’omessa valutazione delle critiche alla relazione tecnica, per mancata specificazione delle censure e perché il Fallimento non aveva replicato all’elaborato peritale con il quali il c.t.u. aveva risposto alle note tecniche del consulente di parte.

Il ricorso è inammissibile. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile, condanna il ricorrente alle spese, liquidate in Euro 5600,00, oltre accessori di legge.

Dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello, ove dovuto, per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 14 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 21 febbraio 2022

 

 

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