Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5597 del 08/03/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 5597 Anno 2018
Presidente: GENOVESE FRANCESCO ANTONIO
Relatore: NAZZICONE LOREDANA

ORDINANZA
sul ricorso 8009-2017 proposto da:
ZAKIR MUHAMMAD, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
RENZO DA CERI n.195, presso lo studio dell’avvocato ALBERTO
PUGLIESE, rappresentato e difeso dall’avvocato MICHELE
GATTO;
– ricorrente contro
MINISTERO DELL’INTERNO PRESSO LA COMMISSIONE
TERRITORIALE PER IL RICONOSCIMENTO PROTEZIONE
INTERNAZIONALE ANCONA;
– intimato –

Data pubblicazione: 08/03/2018

avverso la sentenza n. 1104/2016 della CORTE: IY_APPELLO di
ANCONA, depositata il 22/09/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 12/01/2018 dal Consigliere Dott. LOREDANA
NAZ LI CON E.

– che la parte ricorrente ha proposto ricorso avverso la sentenza
della Corte d’appello di Ancona del 22 settembre 2016, la quale ha
respinto l’impugnazione dell’ordinanza del Tribunale della stessa città,
a sua volta reiettiva del ricorso avverso il provvedimento negativo della
Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione
internazionale;
– che non svolge difese il Ministero intimato;
– che sono stati ritenuti sussistenti i presupposti ex art. 380-bis
c.p.c.;
– che il ricorrente ha depositato memoria;
CONSIDERATO
– che l’unico motivo verte sulla violazione e falsa applicazione
dell’art. 3, comma 5, d.lgs. 19 novembre 2007, n. 251 e 8 d.lgs. 25
luglio 1998, n. 286, oltre che sull’omesso esame di fatto decisivo, per
avere la corte del merito ritenuto non credibile il racconto del
richiedente, mentre essa avrebbe dovuto verificare l’effettuazione di
ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda e la non
contraddittorietà con la situazione del paese;
– che il ricorso è inammissibile;
– che, invero, la corte territoriale ha ritenuto, sulla base del
principio della considerazione dello sforzo ragionevole del richiedente
e del dovere di cooperazione col medesimo, che il racconto da lui
compiuto non riesca a rendersi credibile, sia pure nell’ambito
Ric. 2017 n. 08009 sez. M1 – ud. 12-01-2018
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RILEVATO

dell’onere probatorio cd. attenuato, avendo egli narrato di essere
pakistano, senza particolare orientamento politico, e che, svolgendo il
lavoro di autista, ha ricevuto minacce di morte, per avere propiziato
l’arresto di un proprio cliente terrorista arrestato per detenzione di
esplosivi: narrazione, tuttavia, priva di qualsiasi riscontro, anche attesa

egli avrebbe redatto; la corte svolge numerose considerazioni sulle
ragioni della ritenuta genericità ed illogicità di detto racconto; infine, ha
riscontrato l’assenza di situazioni di violenza indiscriminata nella zona
di provenienza del soggetto o di conflitto armato; neppure vi è
allegazione di situazioni integranti il presupposto per il permesso di
soggiorno in considerazione di motivi umanitari;
– che la sentenza impugnata è stata, dunque, fondata su di una
pluralità di criteri, mentre l’art. 3, comma 5, d.lgs. n. 251 del 2007 in
ogni modo richiede, in mancanza di idonee prove delle non lineari
dichiarazioni del richiedente, almeno che sia stata

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