Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5581 del 08/03/2010

Cassazione civile sez. trib., 08/03/2010, (ud. 25/01/2010, dep. 08/03/2010), n.5581

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – rel. Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato,

nei cui uffici, in Roma, Via dei Portoghesi, 12 è domiciliata;

– ricorrente –

contro

B.V., residente a (OMISSIS), rappresentato e difeso,

giusta delega in calce al controricorso, dagli Avv.ti TRINCHIERI

Raniero e Domenico Naso, nel cui studio, in Roma, Salita San Nicola

da Tolentino, 1/B, è elettivamente domiciliato;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 21/41/2007 della Commissione Tributaria

Regionale di Milano – Sezione n. 41, in data 08/02/2007, depositata

il 15 maggio 2007.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

25 gennaio 2010 dal Relatore Dott. Antonino Di Blasi.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

La Corte:

Considerato che nel ricorso iscritto al n. 5066/2008 R.G., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“1 – E’ chiesta la cassazione della sentenza n. 21-41-2007, pronunziata dalla CTR di Milano Sezione 41 l’8/02/2007 e DEPOSITATA il 15 maggio 2007.

Il ricorso, che attiene ad impugnazione del silenzio rifiuto sulla domanda di rimborso Irap, censura l’impugnata decisione per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3, nonchè per insufficiente motivazione su fatto controverso e decisivo.

2 – L’intimato, giusto controricorso, ha chiesto che il ricorso venga dichiarato inammissibile e, comunque,rigettato per infondatezza.

3 – Alle prospettate censure, deve rispondersi, sia con il richiamo a quanto enunciato dalla Corte di Cassazione in pregresse condivise pronunce, nelle quali si è affermato il principio secondo cui a norma del combinato disposto del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, primo periodo, e art. 3, comma 1, lett. c), l’esercizio delle attività di lavoro autonomo è escluso dall’applicazione dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) solo qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata; il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui (Cass. n. 3680/2007, 3678/2007, n. 3676/2007, n. 3672/2007), sia pure rifacendosi al consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui ricorre il vizio di motivazione della sentenza, denunziabile in sede di legittimità, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nella duplice manifestazione di difetto assoluto o di motivazione apparente, quando il Giudice di merito ometta di indicare, nella sentenza, gli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento ovvero indichi tali elementi senza una approfondita disamina logica e giuridica, rendendo in tal modo impossibile ogni controllo sull’esattezza e sulla logicità del suo ragionamento (Cass. n. 1756/2006, n. 890/2006).

3 bis – La decisione impugnata non appare in linea con i principi affermati dalle ricordate pronunce, essendo pervenuta alle rassegnate conclusioni, sulla base dell’apodittica affermazione che il contribuente svolgeva la propria attività di consulente presso altri studi professionali senza alcuna organizzazione propria ed autonoma, ponendo a base del decisum non già concreti elementi e dati fattuali, bensì altra affermazione contenuta nella decisione di primo grado e criticata con l’appello, e, quindi, senza effettuare alcuna effettiva verifica in ordine alla sussistenza o meno degli elementi indice dell’autonoma organizzazione e senza, nemmeno, argomentare in ordine a quegli altri utilizzati nel percorso decisionale, e, fra l’altro, così esprimendo condivisione e facendo propria, – in contrasto con il dato fattuale incontestato, evidenziato in ricorso e desumibile dalla documentazione fiscale in atti, secondo cui nell’anno 1998 il contribuente aveva dichiarato di avere corrisposto a terzi compensi per ben L. 51.800.000, – l’affermazione che il contribuente aveva svolto la propria attività senza l’ausilio di alcun collaboratore o dipendente.

4 – Si ritiene, dunque, sussistano i presupposti per la trattazione del ricorso in Camera di consiglio e la definizione, con il relativo accoglimento per manifesta fondatezza, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c., del terzo mezzo, assorbiti gli altri.

Il Relatore Cons. Dott. Antonino Di Blasi”.

Considerato che la relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori;

Visti il ricorso, il controricorso e tutti gli altri atti di causa;

Considerato che il Collegio condivide tutte le argomentazioni, in fatto ed in diritto, svolte nella relazione;

Ritenuto che, in base a tali condivisi motivi ed ai richiamati principi, va accolto, per manifesta fondatezza, il motivo del ricorso con cui viene denunciato il vizio di motivazione, ed assorbite le altre doglianze;

Considerato, altresì, che, per l’effetto,- cassata l’impugnata decisione – la causa va rinviata ad altra sezione della CTR della Lombardia, perchè proceda al riesame e, quindi, adeguandosi ai richiamati principi, decida nel merito ed anche sulle spese del presente giudizio di cassazione;

Visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

P.Q.M.

accoglie nei sensi di cui in motivazione il ricorso, cassa, in relazione, la sentenza impugnata e rinvia, anche per la pronuncia sulle spese, ad altra Sezione della CTR della Lombardia.

Così deciso in Roma, il 25 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 8 marzo 2010

 

 

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