Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 554 del 11/01/2017

Cassazione civile, sez. VI, 11/01/2017, (ud. 10/11/2016, dep.11/01/2017),  n. 554

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – rel. Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22095/2015 proposto da:

M.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA F.

CONFALONIERI 5, presso lo studio dell’avvocato ANDREA MANZI, che lo

rappresenta e difende unitamente agli avvocati ANGELO DI LORENZO e

RAFFAELLA RAMPAZZO, in virtù di mandato speciale in calce al

ricorso;

– ricorrente –

contro

G.G., M.L., G.G.B.,

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA GIOSUE’ BORSI 4, presso lo

studio dell’avvocato FEDERICA SCAFARELLI, che li rappresenta e

difende unitamente e disgiuntamente agli avvocati LUCIA CASELLA e

GIOVANNI SCUDIER, giusta procura speciale a margine del

controricorso;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 635/2014 del TRIBUNALE di PADOVA, emessa il

31/01/2014 e depositata il 24/02/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. PASQUALE D’ASCOLA.

Fatto

FATTO E RAGIONI DELLA DECISIONE

Ritenuto che, con sentenza in data 24.2.2014, il Tribunale di Padova ha rigettato la domanda proposta da M.G. relativa a una servitù di passaggio su un terreno sito in (OMISSIS), mentre ha accolto la domanda riconvenzionale dei convenuti M. e G., condannando l’attore al ripristino della servitù;

che, con ordinanza resa pubblica mediante deposito in cancelleria il 3 febbraio 2015 e comunicata il 10 febbraio 2015, la Corte d’appello di Venezia ha dichiarato l’inammissibilità del gravame interposto da Marcato per mancanza di ragionevoli probabilità di accoglimento;

che per la cassazione della sentenza della Corte d’appello il soccombente ha proposto ricorso, con atto notificato il 9 settembre 2015, sulla base di unico motivo;

che gli intimati hanno resistito con controricorso;

che la relazione preliminare ex art. 380 bis c.p.c., ha rilevato la tardività del ricorso;

Considerato che è stato depositato in cancelleria atto di rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti sottoscritto per accettazione della rinuncia, da parte dell’avv. Casella, difensore della parte resistente;

che, essendo sopravvenuta la rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, va dichiarata l’estinzione dal processo;

che, poichè la parte controricorrente ha aderito alla rinuncia, non vi è luogo a pronuncia sulle spese del giudizio di cassazione.

Ritenuto che in caso di pronuncia di estinzione del giudizio è da escludere l’accertamento relativo al raddoppio del contributo unificato (Cass. 19560/15; 23175/15; 22716/16).

PQM

La Corte dichiara estinto il giudizio.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della NON sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 2, il 10 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 11 gennaio 2017

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