Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5436 del 03/03/2017

Cassazione civile, sez. trib., 03/03/2017, (ud. 13/02/2017, dep.03/03/2017),  n. 5436

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BIELLI Stefano – Presidente –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso iscritto al n. 5426/2012 R.G. proposto da:

Agenzia delle Entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla Via dei

Portoghesi n. 12 è domiciliata;

– ricorrente –

contro

Metallindustria s.r.l.;

– intimata –

e nei confronti di:

Equitalia Esatri s.p.a.;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Lombardia n. 18/22/11 depositata il 21 gennaio 2011.

Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 13 febbraio 2017

dal Consigliere Dott. Enrico Carbone.

Udito l’Avv. Giovanni Palatiello per la ricorrente.

Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. DE RENZIS Luisa, che ha concluso per l’accoglimento

del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Su ricorso di Metallindustria s.r.I., la Commissione tributaria provinciale di Milano annullava parzialmente in ordine alle sanzioni la cartella di pagamento n. (OMISSIS) emessa nei confronti della società per recupero IVA in sèguito a controllo automatizzato del modello Unico 2005.

La Commissione tributaria regionale della Lombardia respingeva l’appello dell’Agenzia delle Entrate, giudicando legittima la riduzione sanzionatoria disposta in primo grado perchè l’omesso invio della comunicazione di irregolarità e dell’avviso bonario aveva impedito alla contribuente di ottenere l’abbattimento delle sanzioni e la rateazione del pagamento.

L’Agenzia ricorre per cassazione sulla base di cinque motivi.

Metallindustria s.r.l. resta intimata, come l’agente della riscossione Equitalia Esatri s.p.a..

Il Collegio ha deliberato di adottare la motivazione semplificata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il primo motivo di ricorso denuncia violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis, comma 3, il secondo violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 6, comma 5.

I motivi vanno scrutinati insieme, perchè formulati in chiave unitaria avverso la sovrapposizione operata dal giudice d’appello tra gli istituti della comunicazione di irregolarità e dell’avviso bonario.

1.1. I motivi sono fondati.

La comunicazione di irregolarità è prescritta del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis, comma 3, solo per l’ipotesi in cui dai controlli automatici emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione dei redditi, non anche nell’ipotesi di mero omesso o tardivo versamento, ipotesi quest’ultima nella quale neppure spetta la riduzione delle sanzioni (Cass. 10 giugno 2015, n. 12023, Rv. 635672; Cass. 6 luglio 2016, n. 13759, Rv. 640341).

L’avviso bonario previsto dalla L. n. 212 del 2000, art. 6, comma 5, deve essere inviato nei soli casi in cui sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione dei redditi, ciò che non si verifica nei casi di mero omesso o insufficiente versamento di imposte dovute in base alla dichiarazione stessa (Cass. 25 maggio 2012, n. 8342, Rv. 622681; Cass. 8 luglio 2014, n. 15584, Rv. 631667).

Nella specie, la sentenza d’appello conferma trattarsi “non di rettifica bensì di iscrizione dell’IVA, riportata in dichiarazione dalla contribuente e non versata” (terza pagina).

Pertanto, non era obbligatorio l’invio della comunicazione di irregolarità, nè quello dell’avviso bonario, e il giudice d’appello ha errato in iure nel collegare effetti giuridici all’omesso invio di tali atti.

2. Il terzo motivo di ricorso denuncia violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, il quarto omessa motivazione su fatto controverso e decisivo, il quinto violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 462 del 1997, art. 3-bis, L. n. 244 del 2007 , art. 1, comma 144.

2.1. I motivi sono assorbiti.

Essi concernono rispettivamente l’idoneità della motivazione della cartella, l’effettivo invio della comunicazione di irregolarità e la possibilità di accesso alla rateazione, tutte questioni rese inattuali dalla riconosciuta insussistenza dell’obbligo di invio della comunicazione.

3. Il ricorso deve essere accolto nei primi due motivi, assorbiti gli altri; la sentenza va cassata in relazione ai motivi accolti, con rinvio per nuovo esame e regolamento delle spese.

PQM

Accoglie il ricorso nei primi due motivi, assorbiti gli altri; cassa la sentenza in relazione ai motivi accolti e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 13 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 3 marzo 2017

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