Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5431 del 07/03/2018


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 5431 Anno 2018
Presidente: CAPPABIANCA AURELIO
Relatore: LOCATELLI GIUSEPPE

ORDINANZA
sul ricorso 20490-2011 proposto da:
GI & GI SRL, elettivamente domiciliato in ROMA LARGO
SOMALIA 67, presso lo studio dell’avvocato RITA
GRADARA, che lo rappresenta e difende unitamente agli
avvocati GASPARE FALSITTA, GAETANO SIGNORIELLO, LUIGI
CORRADI;
– ricorrente contro
2017
3174

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende;
– controrícorrente avverso la sentenza n. 28/2011 della COMM.TRIB.REG. ditte.

Data pubblicazione: 07/03/2018

Rid-mwBO-ItettlA,

depositata il 07/03/2011;

udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 21/12/2017 dal Consigliere Dott.

GIUSEPPE LOCATELLI.

N.R.G.20490/2011

FATTI DI CAUSA
La società GI & GI srl, corrente in Emilia Romagna, affidava in
subappalto alla Tecno Costruzioni, srl con sede in Sardegna, l’esecuzione
delle opere edili relative alla costruzione di uno stabilimento industriale
nella provincia di Oristano, commissionato dalla società Progetto 2000
srl.

notificava alla società GI & GI s.r.l. un avviso di accertamento relativo
all’anno di imposta 2002, con il quale contestava la fittizietà, totale o
parziale, delle fatture emesse dalla società Tecno Costruzioni e
contabilizzate dalla GI & GI, con conseguente disconoscimento delle
detrazioni dell’Iva per euro 252.876 ed irrogazione delle relative sanzioni.
Contro l’avviso di accertamento la società GI & GI proponeva ricorso
alla Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia, che lo
accoglieva con sentenza n.30 del 2009.
L’Agenzia delle Entrate proponeva appello alla Commissione tributaria
regionale che lo accoglieva con sentenza del 7.3.2011, confermando la
pretesa fiscale.
Contro la sentenza di appello la società GI & GI propone ricorso per
cassazione sulla base di tre motivi. Deposita memoria.
L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

RAGIONI DELLA DECISIONE
Il ricorso deve essere rigettato.
1.Primo motivo:”Violazione dell’art.56 d.P.R. 26 ottobre 1972 n.633 e
dell’art.7 legge 27 luglio 2000 n.212, anche in relazione ai principi
costituzionali del contraddittorio e della parità delle armi, riguardo
all’art.360 n.3 cod.proc.civ. Al processo verbale di constatazione redatto
dalla Guardia di Finanza di Cagliari a carico della Tecno Costruzioni srl ,
pur costituendo l’unica origine e l’unica fonte delle rettifiche a carico della
GI & GI srl, non è mai stato esibito alla odierna ricorrente , né è mai
stato prodotto nel presente giudizio in violazione di quanto
reiteratamente richiesto dal contribuente e dal giudice di primo grado”.
Il motivo è infondato. Nel caso di specie l’avviso di accertamento
(riportato per esteso nel controricorso) da un lato richiamo il processo

A seguito di verifica della Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate

verbale di constatazione

redatto dalla Guardia di Finanza di Reggio

Emilia a carico della GI & GI e ad essa consegnato ( verbale che già
riportava le contestazioni essenziali di cui al p.v.c. della Guardia di
Finanza di di Cagliari); dall’altro riproduce per esteso, nelle parti di
interesse, il contenuto del processo verbale di constatazione redatto
dalla Guardia di Finanza di Cagliari a carico della società Tecno
Costruzioni srl, con la conseguenza che, secondo quanto osservato dal

proprie difese in riferimento a tutti i punti oggetto di contestazione.
2.Secondo motivo: “Insufficiente motivazione circa un fatto
controverso e decisivo per il giudizio in relazione all’art.360 n.5
cod.proc.civ.. La Commissione tributaria regionale non ha tenuto conto
di una circostanza decisiva relativa alla riduzione degli importi fatturati
disposta dalla Tecno Costruzioni s.r.l. a seguito di precise contestazioni
sollevate dalla GI & Gi”
Il motivo è inammissibile perché la questione relativa alla entità degli
importi fatturati è estranea alla ratio decidendi, basata sulla inesistenza
totale o parziale delle operazioni fatturate da Tecno Costruzioni e
contabilizzate da GI & GI, secondo quanto accertato dal giudice di
appello.
3.Tgio motivo: “Insufficiente motivazione circa un fatto controverso e
decisivo per il giudizio, in relazione all’art.360 n.5 cod.proc.civ. La
Commissione tributaria regionale ha ritenuto “non credibile” la
circostanza relativa al sostenimento di ingenti costi di bonifica, ignorando
l’esistenza di due perizie giurate che erano state depositate in causa
dalla contribuente e che davano conto dell’incremento dei costi dovuti ad
imprevisti problemi tecnici.”
Il motivo è inammissibile per estraneità della questione alla ratio
decidendi. La Commissione tributaria regionale ha confermato l’avviso di
accertamento impugnato sulla base degli elementi di fatto indicati in
motivazione (importi fatturati non corrispondenti agli stati di
avanzamento lavori; fornitura di materiali di cui non risultava il previo
acquisto da parte della venditrice), valutati quali “indizi gravi , precisi e
concordanti” della fittizietà, parziale o totale, delle fatture emesse dalla
subappaltatrice Tecno Costruzioni e contabilizzate dalla appaltatrice GI &

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giudice di appello, la contribuente aveva potuto svolgere pienamente le

GI. Non ha invece valenza decisiva ai fini della decisione l’osservazione,
aggiunta, circa l’aspetto antieconomico di un appalto la cui esecuzione
comportava gravi perdite per la società appaltatrice e subappaltatrice.
Spese regolate come da dispositivo.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Condanna la società ricorrente al rimborso delle

oltre eventuali spese prenotate a debito.
Così deciso il 21.12.2017.

Presidente
Aurelio Cappabi nca

spese in favore della Agenzia delle Entrate, liquidate in euro novemila

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