Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5419 del 07/03/2018


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 5419 Anno 2018
Presidente: CAPPABIANCA AURELIO
Relatore: LOCATELLI GIUSEPPE

ORDINANZA
sul ricorso 10300-2010 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende;
– ricorrente contro

2017
3144

CRITELLI TERESA;
– intimata

avverso

la

sentenza

COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST.
03/03/2009;

n.

44/2009

della

di PESCARA, depositata il

Data pubblicazione: 07/03/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 20/12/2017 dal Consigliere Dott.

GIUSEPPE LOCATELLI.

N.R.G.10300/2010

FATTI DI CAUSA
L’Agenzia delle Entrate rigettava la domanda di condono presentata
da Critelli Teresa ai sensi dell’art.12 legge n.289 del 2002, avente ad
oggetto la cartella di pagamento relativa ad Irpef anno di imposta 1997.
Contro il diniego di condono Critelli Teresa proponeva ricorso alla
Commissione tributaria provinciale di Chieti che lo accoglieva con

L’Agenzia delle Entrate proponeva appello alla Commissione tributaria
regionale che lo accoglieva con sentenza del 3.3.2009. Il giudice di
appello riteneva che la norma di cui all’art.12 comma 2 ter della legge
n.289 del 2002, che consente la definizione agevolata dei ruoli emessi e
affidati ai concessionari per la riscossione dal 1 gennaio 2001 al 30
giugno 2001, doveva essere interpretata nel senso che, entro i termini
stabiliti dalla norma, era sufficiente che il ruolo fosse stato emesso
dall’Amministrazione finanziaria, anche se non ancora trasmesso al
concessionario.
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso con unico motivo deducendo
“Violazione e falsa applicazione dell’art.12 comma 2 ter legge n.289 del
2002 in relazione all’art.360 n.3 cod.proc.civ.”
Con ordinanza del 15.3.2017 questa Corte ha disposto la
rinnovazione della notificazione del ricorso per cassazione, ritualmente
effettuata dalla Agenzia delle Entrate .
L’intimato non resiste.

RAGIONI DELLA DECISIONE
Il ricorso è fondato.
Secondo il dato testuale ed inequivoco dell’art.12 comma 2 ter della
legge n.289 del 2002, la definizione agevolata dei carichi di ruolo
pregressi è ammessa in riferimento ai carichi “inclusi in ruoli emessi da
uffici statali ed affidati al concessionario del servizio nazionale della
riscossione dal 30 gennaio 2001 al 30 giugno 2001”.Nel caso di specie è
pacifico, secondo lo stesso giudice di appello, che la cartella di
pagamento notificata al contribuente è relativa ad un ruolo consegnato
all’esattore in data 10 dicembre 2001. Ne consegue l’inammissibilità della

sentenza n.65 del 2006.

domanda di condono e la legittimità del provvedimento di rigetto
dell’ente impositore.
Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, alla cassazione
della sentenza deve seguire la decisione della causa nel merito, con il
rigetto del ricorso introduttivo della contribuente.
Spese regolate come da dispositivo.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel
merito rigetta il ricorso introduttivo della contribuente. Compensa le
spese di giudizio dei gradi di merito; condanna l’intimata al rimborso, in
favore della Agenzia delle Entrate, delle spese del giudizio di legittimità ,
liquidate in euro millesettecento oltre eventuali spese prenotate a debito.
Così deciso il 20.12.2017.
\Kky\

Presidente
Aurelio Cappabianca

P.Q.M.

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