Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5387 del 18/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 18/02/2022, (ud. 17/11/2021, dep. 18/02/2022), n.5387

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCIOTTI Lucio – Presidente –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 576/2021 R.G., proposto da:

F.L., rappresentata e difesa dall’Avv. Vincenzo Poidimani e

dall’Avv. Salvatore Bianca, entrambi con studio in Siracusa,

elettivamente domiciliata presso l’Avv. Ornella Russo, con studio in

Roma, giusta procura in calce al ricorso introduttivo del presente

procedimento;

– ricorrente –

contro

l’Agenzia delle Entrate, con sede in Roma, in persona del Direttore

Generale pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, con sede in Roma, ove per legge domiciliata;

– controricorrente –

Avverso la sentenza depositata dalla Corte Suprema di Cassazione il

24 settembre 2020, n. 20044;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio non

partecipata del 17 novembre 2021 dal Dott. Lo Sardo Giuseppe.

 

Fatto

RILEVATO

che:

F.L. ha proposto ricorso per la revocazione della sentenza depositata dalla Sezione Tributaria della Corte Suprema di Cassazione il 24 settembre 2020 n. 20044, la quale, in controversia avente ad oggetto l’impugnazione di diniego di rimborso della prima rata dell’imposta sostitutiva versata per la rivalutazione di un terreno per il caso di futura alienazione, ha accolto il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate nei confronti della medesima per la cassazione della sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Regionale di Palermo – Sezione Staccata di Siracusa il 13 ottobre 2015 n. 4315/16/2015, cassando la sentenza impugnata e rinviando al giudice di appello per il prosieguo. La Corte Suprema di Cassazione ha ritenuto che la scelta del contribuente per l’applicazione dell’imposta sostitutiva fosse irretrattabile e che il relativo pagamento fosse sempre dovuto anche nel caso in cui il terreno non avesse acquisito in seguito la vocazione edificatoria. L’Agenzia delle Entrate si è costituita con controricorso. Ritenuta la sussistenza delle condizioni per definire il ricorso ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., la proposta formulata dal relatore è stata notificata ai difensori delle parti con il decreto di fissazione dell’adunanza della Corte. La ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

Con unico motivo, si denuncia violazione e/o falsa applicazione della L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 91, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 67, comma 1, lett. a e b, e dell’art. 1428 c.c., in relazione all’art. 391-bis c.p.c. e all’art. 395 c.p.c., n. 4, per essere stato erroneamente accolto il ricorso per cassazione, dal momento che il terreno soggetto a rivalutazione era pervenuto alla contribuente per successione a causa di morte da oltre cinque anni e non poteva divenire edificabile per i vincoli risultanti dal certificato di destinazione urbanistica.

Ritenuto che:

1. Il ricorso è inammissibile.

1.1 Si premette che l’istanza di revocazione implica, ai fini della sua ammissibilità, un errore di fatto riconducibile all’art. 395 c.p.c., comma 1, n. 4, il quale consiste in un errore di percezione, o in una mera svista materiale, che abbia indotto il giudice a supporre l’esistenza (o l’inesistenza) di un fatto decisivo, che risulti, invece, in modo incontestabile escluso (o accertato) in base agli atti e ai documenti di causa, sempre che tale fatto non abbia costituito oggetto di un punto controverso su cui il giudice si sia pronunciato. L’errore in questione presuppone, quindi, il contrasto fra due diverse rappresentazioni dello stesso fatto, delle quali una emerge dalla sentenza, l’altra dagli atti e documenti processuali, sempreché la realtà desumibile dalla sentenza sia frutto di supposizione e non di giudizio (tra le tante: Cass., Sez. 5^, 22 ottobre 2019, n. 26890; Cass., Sez. 5, 27 novembre 2020, n. 27131; Cass., Sez. 5, 17 agosto 2021, n. 22994; Cass., Sez. 5, 20 ottobre 2021, n. 29042).

1.2 Nella specie, si deve escludere la sussistenza stessa di un errore revocatorio, che la ricorrente ha ravvisato nel “mancato esame dei documenti della causa e delle ragioni obiettive che escludono la plusvalenza”, avendo ignorato – a suo dire – i vincoli di inedificabilità evincibili dal certificato di destinazione urbanistica in allegato alla vendita del terreno a terzi (21 luglio 2008), la provenienza ereditaria in suo favore del medesimo terreno e la risalenza della successione per causa di morte (29 febbraio 1988) ad oltre venti anni prima del pagamento della prima rata dell’imposta sostitutiva (6 giugno 2008).

Difatti, il giudice di legittimità ha tenuto conto di tali risultanze nello scrutinio del ricorso per cassazione, avendo dato atto dell’acquisto a titolo ereditario e della inedificabilità per la soggezione a vincoli paesaggistico-ambientali del terreno rivalutato mediante la perizia estimativa, sul presupposto che tali circostanze dovessero essere note alla contribuente e non impedissero la corresponsione dell’imposta sostitutiva per beneficiare del più conveniente trattamento fiscale sulla plusvalenza in occasione di una futura vendita a terzi.

In tale prospettiva, la sentenza impugnata ha evidenziato che “nella vicenda all’esame di questa Corte, non può dubitarsi che attraverso la redazione della perizia giurata e il pagamento della prima rata dell’imposta sostituiva sui redditi, la contribuente intese avvalersi del regime previsto dalla L. n. 448 del 2001, art. 7, in relazione al terreno ricevuto in successione ereditaria; e ciò in vista della programmata cessione a titolo oneroso del detto terreno”. Per cui, si è detto che: “E’ irrilevante, in sostanza, la circostanza che al momento della effettiva cessione il detto terreno non possedesse alcuna vocazione edificatoria e, quindi, la contribuente ai sensi del TUIR, art. 67, comma 1, lett. b), non fosse tenuta a versare alcunché all’erario a titolo di redditi diversi, avendo in precedenza la medesima liberamente scelto di avvalersi dello speciale regime previsto dalla legge del 2001, corrispondendo spontaneamente la prima rata dell’imposta sostitutiva determinata sulla base della perizia giurata di stima dalla medesima prodotta”.

Ne’ la conclusione può mutare per la considerazione che l’inedificabilità del terreno avrebbe carattere definitivo (e non temporaneo) in base alla prescrizioni imposte dalla legislazione statale e regionale, dal momento che tali limitazioni erano ben conosciute o conoscibili dalla contribuente, delle quali, quindi, non si poteva non tener conto in occasione dell’opzione per l’assolvimento dell’imposta sostitutiva ai fini dell’estimazione peritale del valore imponibile. Per cui, un eventuale errore dovrebbe essere imputabile, al più, alla stessa contribuente, che ha operato tale scelta nella prospettiva di un trattamento fiscale più favorevole della plusvalenza immobiliare, pur nella consapevolezza del rischio di non potersene avvalere in futuro per il regime vincolistico del terreno.

1.3 Se ne è coerentemente desunto che la L. 28 dicembre 2001, n. 448, art. 7, pur attribuendo alla libera scelta del contribuente la facoltà di accedere all’imposta sostitutiva mediante adempimento delle condizioni previste, stabilisce, però, che, una volta soddisfatte tali condizioni (redazione della perizia e versamento dell’intero importo o – indifferentemente – della prima rata di esso entro i termini previsti dalla medesima norma), si determina l’irreversibile perfezionamento dell’obbligazione tributaria, per cui il contribuente non può più ottenere il rimborso delle somme corrisposte, sia che abbia scelto di avvalersi del pagamento rateale che di quello in un’unica soluzione (Cass., Sez. 5, 10 dicembre 2015, n. 24953; Cass., Sez. 5, 21 febbraio 2020, n. 4659). Per cui, l’imposta sostitutiva L. 28 dicembre 2001, n. 448 ex art. 7, in quanto frutto di una libera scelta del contribuente, il quale opta per la rideterminazione del valore del bene con conseguente versamento del dovuto nella prospettiva di un risparmio in caso di futura cessione, non rientra tra le dichiarazioni di scienza suscettibili di essere corrette in caso di errore, bensì tra le manifestazioni di volontà irretrattabili, salvo che nel caso di errore obiettivamente riconoscibile ed essenziale ai sensi dell’art. 1428 c.c. (Cass., Sez. 5, 2 agosto 2017, n. 19215; Cass., Sez. 5, 20 luglio 2018, n. 19382; Cass., Sez. 5, 21 febbraio 2020, n. 4659).

2. Le spese giudiziali seguono la soccombenza e sono liquidate nella misura fissata in dispositivo.

PQM

La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso; condanna la ricorrente alla rifusione delle spese giudiziali in favore della controricorrente, liquidandole nella misura di Euro 4.100,00 per compensi, oltre a spese prenotate a debito; dà atto, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale effettuata da remoto, il 17 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 18 febbraio 2022

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA