Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5372 del 02/03/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 02/03/2017, (ud. 19/01/2017, dep.02/03/2017),  n. 5372

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – rel. Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5104/2016 proposto da:

IMMOBILIARE MILLA DI P.M. SAS, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

SILVIO PELLICO 24, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE VALVO,

rappresentata e difesa dall’avvocato ALBERTO VALINTINI, giusta

procura in calce al ricorso

– ricorrente –

e contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 1362/29/2015, emessa il 10/07/2015 della

COMMISSIONI TRIBUTARIA REGIONALE di FIRENZE, depositata il

27/07/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 19/01/2017 dal Consigliere Relatore Dott. ENRICO

MANZON;

disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del

Presidente e del Relatore.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

Con sentenza in data 10 luglio 2015 la Commissione tributaria regionale della Toscana dichiarava inammissibile l’appello proposto da Immobiliare Milla sas di M.R. e famiglia avverso la sentenza n. 91/3/12 della Commissione tributaria provinciale di Prato che ne aveva respinto il ricorso contro il provvedimento di irrogazione sanzioni per IVA ed altro 2005. La CTR osservava in particolare che la procura al difensore dell’appellante era stata rilasciata da una persona fisica che non ne aveva titolo -in quanto ormai ex socio accomandatario in quanto cedente la sua quota di partecipazione ad altro soggetto – e non potendosi riconoscere effetto sanante alla successiva ratifica da parte di quest’ultimo, poichè intervenuta oltre il termine di costituzione dell’appellante, stante la previsione di cui all’art. 125 c.p.c., comma 2.

Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione la società contribuente, ora denominata Immobiliare Mila sas di P.M. in virtù di detta cessione, deducendo un motivo unico.

L’Agenzia delle Entrate si è costituita tardivamente al solo fine di partecipare al contradditorio orale.

Con l’unico mezzo dedotto la ricorrente lamenta violazione/falsa applicazione di plurime disposizioni legislative e vizio motivazionale, poichè la CTR ha ritenuto non sanabile il vizio della procura per proporre il gravame, in quanto rilasciata da persona fisica che non ne aveva la legittimazione.

La censura è fondata.

Vi è infatti da ribadire che “In tema di processo tributario, in ragione del principio di integrazione delle norme non incompatibili del codice di rito civile, è applicabile il disposto di cui all’art. 182 c.p.c. (come modificato dalla novella di cui alla L. n. 69 del 2009), con la conseguenza che il difetto di legittimazione processuale della persona fisica, che agisca in giudizio in rappresentanza (organica) di un altro soggetto, può essere sanato, in qualunque stato e grado del giudizio (e, dunque, anche in appello), con efficacia retroattiva e con riferimento a tutti gli atti processuali già compiuti, per effetto della costituzione in giudizio del soggetto dotato dell’effettiva rappresentanza, che manifesti la volontà, anche tacita, di ratificare la precedente condotta difensiva del “falsus procurator”. (In applicazione dell’anzidetto principio, la S.C. ha riconosciuto efficacia sanante alla costituzione in appello del liquidatore nominato a seguito dello scioglimento della società, rispetto al ricorso proposto in primo grado dal precedente legale rappresentante ormai privo di poteri al momento della sottoscrizione dell’atto di impugnazione)” (Sez. 6-5, Ordinanza n. 3084 del 17/02/2016, Rv. 638909).

Avendo disatteso tale principio, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va cassata con rinvio al giudice a quo per nuovo esame.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Toscana, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 19 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 2 marzo 2017

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