Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5354 del 02/03/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 02/03/2017, (ud. 13/01/2017, dep.02/03/2017),  n. 5354

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAGONESI Vittorio – Presidente –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – rel. Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10885/2014 proposto da:

REGIONE ABRUZZO, C.F. (OMISSIS), in persona del Presidente pro

tempore della Giunta Regionale, elettivamente domiciliata in ROMA,

VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che

la rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente –

contro

BANCA NAZIONALE DEL LAVORO S.P.A., P.I. (OMISSIS), in persona del

Direttore della Direzione Legale, elettivamente domiciliata in ROMA,

LUNGOTEVERE FLAMINIO, 76, presso lo studio dell’avvocato CARLO

MACCALLINI, che la rappresenta e difende giusta procura speciale

notarile del 21/05/2014 rep. (OMISSIS);

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1203/2013 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,

emessa e depositata il 17/12/2013;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 13/01/2017 dal Consigliere Relatore Dott. ANDREA

SCALDAFERRI.

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con la sentenza in epigrafe indicata la Corte d’appello di L’Aquila ha rigettato il gravame proposto dalla Regione Abruzzo avverso la sentenza con la quale il Tribunale di L’aquila aveva dichiarato l’estinzione del giudizio promosso nei confronti della Banca Nazionale del lavoro s.p.a. per ottenere il riconoscimento dell’applicazione del tasso ufficiale di sconto per il fondo di rotazione e sulle somme ivi giacenti, con la conseguente condanna della banca al pagamento dell’importo corrispondente agli interessi calcolati al suddetto tasso.

2. Avverso tale pronuncia la Regione Abruzzo ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi, cui resiste con controricorso la Banca Nazionale del Lavoro.

3. A norma dell’art. 380 bis c.p.c., comma 1 (nel testo modificato dalla L. n. 197 del 2016), è stata fissata adunanza camerale su proposta del relatore. Nel termine stabilito dall’art. 380 bis, comma 2, la ricorrente ha depositato memoria.

4. In esito alla odierna adunanza, il Collegio ritiene che il ricorso non merita accoglimento.

Il primo motivo si mostra inammissibile, atteso che la questione (non solo di diritto ma anche di fatto), concernente l’applicabilità nella specie del D.L. n. 39 del 2009, art. 5, comma 2 – che prevede il rinvio d’ufficio delle udienze già fissate prima del sisma – anzichè del comma 1 – che prevede la sospensione ed il conseguente onere di riassunzione dei processi pendenti – non risulta trattata in alcun modo nel giudizio di appello, che dalla sentenza qui impugnata (in difetto di contrarie indicazioni specifiche nel ricorso) risulta piuttosto essersi incentrato sulla sola questione – presupponente l’applicazione del comma 1 – della idoneità della istanza di riassunzione prodotta in copia dalla odierna ricorrente a contrastare l’attestazione della Cancelleria della inesistenza di qualsivoglia istanza depositata dalla parte stessa in data anteriore alla scadenza del termine per la riassunzione. D’altra parte, la denuncia dell’error in procedendo sarebbe comunque inammissibile perchè non sostenuta dalla specifica indicazione, e dal deposito insieme con il ricorso (art. 366 c.p.c., n. 6 e art. 369 c.p.c., n. 4), degli atti processuali e dei documenti su cui si fonda, così da non consentire al Collegio di procedere alla verifica di quanto lamentato (cfr. Cass. S.U. sentenza n. 807 del 22/05/2012).

Anche il secondo motivo è inammissibile, là dove, dolendosi del vizio di motivazione, identifica il fatto decisivo che afferma non esaminato nella mancata considerazione della straordinaria eccezionalità dell’evento sismico, che avrebbe causato enormi disagi alle strutture giudiziarie ed al funzionamento dei processi. Non si tratta invero di un fatto decisivo e discusso, bensì di una argomentazione, basata peraltro su un contesto pacifico in cui anche questo processo, al pari di altri, si è svolto e che ha costituito la ragione della emanazione della normativa speciale di cui al richiamato D.L. n. 39 del 2009.

Nè merita accoglimento il terzo motivo, che denuncia la violazione dell’art. 153 c.p.c., comma 2, per non avere la corte distrettuale valutato se la istanza di riassunzione prodotta in copia potesse costituire, quale preteso “indizio dell’intervenuto assolvimento dell’onere”, causa non imputabile della decadenza maturata. Da un lato, si evidenzia anche qui la novità della questione posta nel ricorso, che non risulta essere stata prospettata in tali termini al giudice di merito, il quale ha rettamente valutato come generica la prospettazione formulata dall’appellante a sostegno della istanza di rimessione in termini, per l’appunto basata su non conducenti argomentazioni di carattere generale quali quelle riguardanti la straordinaria eccezionalità dell’evento sismico. Dall’altro, la sentenza impugnata ha comunque argomentatamente escluso non solo che la copia prodotta della istanza di riassunzione, priva di data di deposito in Cancelleria, potesse costituire prova dell’assolvimento tempestivo dell’onere, ma anche che potesse valere a giustificare comunque la condotta inerte della odierna ricorrente, la quale nessuna censura specifica ha sul punto formulato.

5. Si impone dunque il rigetto del ricorso, con la compensazione tra le parti delle spese di questo giudizio stante la particolarità delle questioni poste nella specie.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e compensa tra le parti le spese di questo giudizio di cassazione.

Dà inoltre atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 13 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 2 marzo 2017

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