Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5328 del 04/03/2011

Cassazione civile sez. VI, 04/03/2011, (ud. 20/12/2010, dep. 04/03/2011), n.5328

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PROTO Vincenzo – Presidente –

Dott. CECCHERINI Aldo – Consigliere –

Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – rel. Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 4085/2010 proposto da:

EQUITALIA PRAGMA SPA (OMISSIS) in persona dell’Amministratore

Delegato legale rappresentante Agente della Riscossione per la

Provincia di Pescara, Gruppo Equitalia SpA, elettivamente domiciliata

in ROMA, VIA BISSOLATI 76, presso lo studio dell’avvocato RICCI

Sante, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato CIMETTI

MAURIZIO, giusta mandato a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO ROSSIKOL 96 SRL, ROSSIKOLL 96 SRL;

– intimate –

avverso il decreto n. 1307/09 del TRIBUNALE di PESCARA del 6.11.09,

depositato il 04/12/2009;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

20/12/2010 dal Consigliere Relatore Dott. RENATO BERNABAI.

E’ presente il Procuratore Generale in persona della Dott.ssa

IMMACOLATA ZENO.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

– che è stata depositata in cancelleria la seguente relazione, in applicazione dell’art. 380 bis cod. proc. civ.:

Con ricorso depositato il 31 luglio 2009 l’Equitalia Pragma s.p.a., quale agente della riscossione della provincia di Pescara, proponeva opposizione allo stato passivo del fallimento ROSSIKOL 96 s.r.l, pendente dinanzi al Tribunale di Pescara, per ottenere l’ammissione al rango privilegiato ex art. 2752 cod. civ. – anzichè chirografario, come riconosciuto dal giudice delegato – del credito tributario e contributivo di Euro 18.161,72 vantato a titolo di I.r.a.p..

Nella contumacia della curatela, il Tribunale di Pescara con decreto emesso il 4 dicembre 2009 rigettava l’opposizione, motivando che le norme in tema di privilegio erano di stretta interpretazione, e quindi insuscettibili di analogia, e che l’art. 2752 cod. civ., nel testo anteriore alla sua novellazione con D.L. 1 ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, in L. 29 novembre 2007, n. 222 (interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l’equità sociale), non menzionava l’Irap tra le imposte il cui credito era assistito da privilegio generale sui mobili.

Avverso il provvedimento l’Equitalia Pragma s.p.a. proponeva ricorso per cassazione notificato l’8 febbraio 2010 e affidato a due motivi.

Il fallimento Rossikol 96 s.r.l. non svolgeva attività difensiva.

Così riassunti i fatti, il ricorso appare prima facie manifestamente fondato (art. 375 cod. proc. civ., n. 5).

Come già statuito da questa Corte, il privilegio generale mobiliare previsto dall’art. 2752 cod. civ., comma 1, espressamente esteso ai crediti per imposta regionale sulle attività produttive (Irap) dal D.L. 1 ottobre 2007, n. 159, art. 39, convertito con emendamenti dalla L. 29 novembre 2007, n. 222, deve essere riconosciuto ai detti crediti anche per il periodo anteriore all’entrata in vigore di tale modifica, alla stregua di un’interpretazione estensiva del testo originario della norma, giustificata dall’esigenza di certezza nella riscossione del credito, ai fini del reperimento dei mezzi necessari per consentire allo Stato e agli altri enti pubblici di assolvere i loro compiti istituzionali, nonchè dalla causa del credito, avente ad oggetto un’imposta erariale reale, introdotta in sostituzione dell’Ilo.r. e soggetta alla medesima disciplina, per quanto riguarda l’accertamento e la riscossione (Cass., sez. 1^, 1 marzo 2010, n. 4861).

– che la relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata al difensore della parte ricorrente, che non ha depositato memoria;

– che all’udienza in Camera di consiglio del 20 Dicembre 2010 il P.G. non ha mosso rilievi critici alla relazione.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

– che il collegio, discussi gli atti delle parti, ha condiviso la soluzione prospettata nella relazione e gli argomenti che l’accompagnano;

– che il primo motivo del ricorso dev’essere dunque accolto, assorbito il secondo: con la conseguente ammissione al privilegio ex art. 2752 cod. civ. del credito di Euro 18.161,72;

– che l’incertezza interpretativa della fattispecie giustifica la compensazione delle spese processuali.

P.Q.M.

Accoglie il primo motivo del ricorso, assorbito il secondo, cassa il decreto impugnato e, decidendo nel merito, ammette al privilegio ex art. 2752 cod. civ., il credito di Euro 18.161,72;

– compensa tra le parti le spese di giudizio.

Così deciso in Roma, il 20 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 4 marzo 2011

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