Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 530 del 11/01/2017

Cassazione civile, sez. VI, 11/01/2017, (ud. 23/11/2016, dep.11/01/2017),  n. 530

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25828/2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

e contro

M.P.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 672/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di BARI del 06/03/2015, depositata il 30/03/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

23/11/2016 dal Consigliere Dott. MAURO MOCCI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., Delib. di procedere con motivazione sintetica ed osserva quanto segue:

L’Agenzia delle Entrate ricorre per cassazione contro la decisione della CTR pugliese di cui in epigrafe, che aveva rigettato il suo appello avverso la sentenza della CTP di Bari. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto il ricorso di M.P. contro la liquidazione, a regime ordinario, dell’imposta di registro e dell’imposta ipotecaria, dovute per l’acquisto di un fondo rustico.

La CTR ha sostenuto che il disposto di cui alla L. n. 604 del 1954, in ordine alla necessità della certificazione da parte dell’ispettorato agrario competente, sarebbe venuta meno a seguito della L. 26 febbraio 2010, n. 25 e della successiva legge di stabilità finanziaria 2011. In ogni caso, sarebbe stato incontestato il possesso dei requisiti di legge per la fruizione delle agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina.

Il ricorso è affidato a due motivi.

Con il primo rilievo, la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.L. n. 194 del 2009, art. 2, comma 4 bis, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3. La CTR avrebbe errato nel ritenere l’applicabilità retroattiva della norma di cui al D.L. n. 194 del 2009, art. 2, comma 4 bis, che invece sarebbe stata utilizzabile dal 28 febbraio 2010, data di entrata in vigore della legge di conversione.

Con il secondo rilievo, la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 604 del 2005, artt. 3 e 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3. Il M. avrebbe omesso di produrre il certificato richiesto nel termine di tre anni dalla registrazione dell’atto: tale omissione non sarebbe dipesa dal mancato rilascio del certificato, quanto piuttosto dall’inerzia e negligenza del contribuente.

L’intimato non si è costituito.

Il motivo è inammissibile.

La motivazione della CTR si fonda su una duplice ratio decidendi.

Per un verso, si sostiene – erroneamente – che la funzione della certificazione dell’Ispettorato Provinciale sia venuta meno a seguito della L. 13 dicembre 2010, n. 220, comunque inapplicabile ad un atto registrato il 29/05/2007.

Per altro verso si afferma “In ogni caso, posto che risulta accertato in atti e non è contestato che il contribuente appellato è in possesso dei requisiti di legge per la fruizione delle agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina, le stesse devono essere pienamente riconosciute e concesse”. In tal modo, la CTR sembra aver comunque proceduto ad un accertamento autonomo in ordine all’esistenza dello “status” di coltivatore diretto, come avrebbe potuto del resto fare, dovendosi escludere che l’esercizio del potere di certificazione relativo alla sussistenza o meno di tale “status” – potere attribuito dalla legge all’Ispettorato Provinciale Agrario – possa svolgere alcun effetto preclusivo o condizionante rispetto alla piena tutela del diritto soggettivo all’agevolazione fiscale (Sez. 6-5, n. 10248 del 02/05/2013).

Il suddetto punto della decisione – di per sè solo idoneo a sorreggere l’impianto motivazionale – non è stato oggetto di specifica censura. Nulla per le spese, in mancanza della costituzione del controricorrente.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 23 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 11 gennaio 2017

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