Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5264 del 17/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 17/02/2022, (ud. 14/12/2021, dep. 17/02/2022), n.5264

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6433-2021 proposto da:

Z.P. difensore di sé medesimo;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;

– intimato –

avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di NAPOLI, depositata il

01/02/2021;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

14/12/2021 dal Consigliere Dott.ssa GIANNACCARI ROSSANA.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– l’Avv. Z.P. propose opposizione avverso il decreto di liquidazione del compenso per l’attività svolta, quale difensore d’ufficio nell’ambito di un processo penale, in favore di F.A., col quale, a fronte di una richiesta di Euro 1540,00, era stata liquidata la somma di Euro 754,00, comprensiva delle spese per il recupero del credito.

– il Tribunale di Napoli, con ordinanza dell’1.2.2021 rigettò l’opposizione dell’Avv. Z., ritenendo che non costituisse violazione di legge l’inosservanza del protocollo stipulato con il Consiglio dell’Ordine Forense e che l’attività difensiva svolta non era connotata da particolare complessità;

– per la cassazione di tale provvedimento ha proposto ricorso lo Z. sulla base di un unico motivo;

– non ha svolto attività difensiva il Ministero della Giustizia;

il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., di manifesta fondatezza del ricorso.

Diritto

RITENUTO

che:

– con l’unico ed articolato motivo di ricorso, si deduce la nullità dell’ordinanza, in quanto il giudice di merito avrebbe omesso di pronunciarsi sugli altri motivi di opposizione aventi ad oggetto la violazione dei criteri utilizzati per la determinazione del compenso, con particolare riferimento all’omessa distinzione dei compensi per fasi del giudizio, alla non considerazione delle spese sostenute per il recupero del credito, oltre all’omessa motivazione dell’ordinanza. Il Tribunale avrebbe, infatti, limitato l’esame del ricorso alla doglianza inerente la difformità della somma liquidata rispetto ai criteri previsti da Protocollo redatto con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.

– il motivo è fondato;

– indipendentemente dall’individuazione specifica delle norme violate, il ricorso consente di individuare il contenuto della censura, riconducibile alla violazione dell’art. 132 c.p.c.;

– per costante giurisprudenza di questa Corte, la liquidazione delle spese processuali non può essere compiuta in modo globale per spese e competenze di procuratore e avvocato, dovendo invece essere eseguita in modo tale da mettere la parte interessata in grado di controllare se il giudice abbia rispettato i limiti delle relative tabelle e così darle la possibilità di denunciare le specifiche violazioni della legge o delle tariffe (ex multis Cassazione civile sez. VI, 11/12/2019, n. 32394).

– nel caso di specie, la motivazione si basa sull’assenza di vincolatività del Protocollo, ma non individua spese e competenze in modo distinto per le diverse fasi, né indica le spese sostenute per il recupero del credito;

– il ricorso va, pertanto, accolto;

– l’ordinanza impugnata va cassata, con rinvio al Tribunale di Salerno in persona di altro magistrato;

– il giudice di rinvio provvederà anche in ordine alle spese relative al presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie il ricorso, cassa l’ordinanza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, al Tribunale di Napoli in persona di altro magistrato.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Seconda Sezione Civile, il 14 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 17 febbraio 2022

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