Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5247 del 21/02/2019

Cassazione civile sez. I, 21/02/2019, (ud. 20/12/2018, dep. 21/02/2019), n.5247

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IOFRIDA Giulia – Presidente –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – rel. Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 5878/2014 r.g. proposto da:

B.E.P. – STUDIO LEGALE, (p. iva (OMISSIS)),

associazione professionale con sede in (OMISSIS), in persona del suo

Presidente e legale rappresentante pro tempore Avv.

G.M., rappresentata e difesa, giusta procura speciale apposta in

calce al ricorso, dall’Avvocato Prof. Giulio Ponzanelli e dagli

Avvocati Marco Passalacqua ed Angelo Bonetta, con i quali

elettivamente domicilia presso il loro studio in Roma, alla via

Salaria n. 259;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) s.p.a., in liquidazione, in persona dei suoi

curatori Avv. M.V.M. e Dott.ri F.C. e

C.P..

– intimati –

avverso il decreto del TRIBUNALE di MILANO depositato il 29/01/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

20/12/2018 dal Consigliere dott. Eduardo Campese.

Fatto

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

1. L’associazione professionale B.E.P. – Studio Legale ha proposto ricorso per cassazione, con due motivi, avverso il decreto del Tribunale di Milano del 29 gennaio 2014, n. 1664, nella parte in cui non le aveva riconosciuto il privilegio ex art. 2751-bis c.c., n. 2, sul proprio credito ammesso al passivo del fallimento della (OMISSIS) s.p.a. in liquidazione. La curatela fallimentare non si è costituita.

2. La trattazione del ricorso è stata fissata in camera di consiglio e non sono state depositate memorie ex art. 380-bis.1 c.p.c..

3. Il Collegio rileva che, successivamente alle comunicazioni relative alla fissazione dell’adunanza camerale, è stato depositato in cancelleria, dall’associazione professionale predetta, un atto di rinuncia al ricorso, sul presupposto dell’essere “stato regolato il proprio credito nell’ambito del concordato fallimentare omologato dal Tribunale di Milano; pertanto la ricorrente non ha ulteriore interesse nel coltivare il ricorso”.

3.1. L’atto è ritualmente sottoscritto dalla parte e dai suoi difensori, ed è stato anche notificato alla odierna intimata, sicchè risulta conforme a quanto prescritto dall’art. 390 c.p.c., ed impone la declaratoria di estinzione di questo procedimento, senza necessità di statuizione sulle spese, rendendo, altresì, inapplicabile il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (cfr. Cass. n. 25485 del 2018; Cass. n. 19071 del 2018; Cass. n. 23175 del 2015).

PQM

La Corte dichiara estinto il giudizio.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione prima civile della Corte Suprema di cassazione, il 20 dicembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 21 febbraio 2019

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