Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5219 del 06/03/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 5219 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: CARBONE ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 6326/2017 R.G. proposto da
Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura
generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla via dei
Portoghesi n. 12 è domiciliata;
– ricorrente contro
Diquattro Giuseppe, rappresentato e difeso dall’Avv. Giuseppe
Lanza, domiciliato presso la cancelleria della Corte, per procura in
calce al controricorso;
– con troricorrente avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della
Sicilia n. 2902/17/16 depositata 1’8 agosto 2016.
Udita la relazione svolta dal Consigliere Enrico Carbone
nell’adunanza ex art. 380-bis c.p.c. del 25 gennaio 2018.

Data pubblicazione: 06/03/2018

ATTESO CHE
Circa il diniego di rimborso opposto a Giuseppe Diquattro per le
ritenute subite come lavoratore dipendente nel triennio 19901992, l’Agenzia delle entrate impugna per cassazione il rigetto
dell’appello erariale contro l’annullamento di primo grado.

Il ricorso denuncia violazione dell’art. 9, comma 17, I. 289/2002,
artt. 11, 14 preleggi, art. 3, comma 1, I. 212/2000, art. 3,
comma 3, d.lgs. 472/1997, art. 2033 c.c. (primo motivo),
violazione dell’art. 9, comma 17, I. 289/2002, art. 1, comma
665, I. 190/2014, artt. 12, 14 preleggi, art. 112 c.p.c. (secondo
motivo), violazione dell’art. 9, comma 17, I. 289/2002, art. 1,
comma 665, I. 190/2014, art. 21, comma 2, d.lgs. 546/1992,
artt. 12, 14 preleggi, art. 112 c.p.c. (terzo motivo), per aver il
giudice d’appello ammesso il sostituito d’imposta al rimborso per
il sisma siciliano del dicembre 1990, senza peraltro rilevare la
tardività dell’istanza di ripetizione.
Il ricorso è infondato: il rimborso d’imposta previsto dall’art. 1,
comma 665, I. 190/2014 a favore dei soggetti colpiti dal sisma
siciliano del dicembre 1990 può essere richiesto non soltanto dal
sostituto d’imposta che ha effettuato il versamento, ma anche
dal percipiente le somme assoggettate a ritenuta nella qualità di
lavoratore dipendente, ciò corrispondendo all’unitarietà del
rapporto sostanziale presupposto dalla sostituzione d’imposta
(Cass. 14406/2016 Rv. 640556, Cass. 15026/2017 Rv. 644551,
Cass. 17472/2017 Rv. 644905); d’altronde, l’istanza di rimborso
qui presentata il 26 gennaio 2009 era sicuramente tempestiva,
poiché, a norma dell’art. 1, comma 665, cit., il relativo termine
biennale decorre solo dall’entrata in vigore della I. 31/2008
(Cass. 15252/2016 Rv. 640825).

2

Il Collegio ha deliberato di adottare la motivazione semplificata.

- La legittimazione del sostituito d’imposta ha trovato conferma
nell’art.

16-octies d.l. 91/2017, conv. I. 123/2017, che ha

testualmente incluso nel perimetro di godimento del beneficio ex
art. 1, comma 665, cit. «i titolari di redditi di lavoro dipendente
[…] in relazione alle ritenute subite»; il limite introdotto dalla

concorrenza dell’apposito stanziamento con riduzione del 50% in
ipotesi di eccedenza delle richieste non incide sul titolo della
ripetizione, ma unicamente sull’esecuzione dello stesso,
delineandosi come un posterius rispetto all’odierno giudizio.
– Il ricorso deve essere respinto, con aggravio di spese giusta
regola di soccombenza; prenotando a debito, l’Agenzia delle
entrate non ha obbligo di versare l’ulteriore importo per
contributo unificato

ex

art. 13, comma

1-quater,

d.P.R.

115/2002 (Cass. 5955/2014 Rv. 630550, Cass. 1778/2016 Rv.
638714).
P. Q. M.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente a rifondere al
controricorrente le spese del giudizio di legittimità, che liquida in C
800,00 per compensi, oltre spese generali al 15% e accessori di
legge.
Così deciso in Roma, il 25 gennaio 2018.

norma sopravvenuta laddove autorizza il rimborso fino a

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