Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5216 del 21/02/2019

Cassazione civile sez. III, 21/02/2019, (ud. 04/12/2018, dep. 21/02/2019), n.5216

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. DI FLORIO Antonella – rel. Consigliere –

Dott. GIANNITI Pasquale – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

Dott. MOSCARINI Anna – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 23796/2016 proposto da:

P.A., D.A., elettivamente domiciliati in ROMA,

VIA COSSERIA 2, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCA BUCCELLATO,

rappresentati e difesi dall’avvocato LUCA MARCHI giusta procura in

calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

MINISTERO SALUTE, in persona del Ministro pro tempore, elettivamente

domiciliato a ROMA ex lege, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO

che lo rappresenta e difende per legge;

– controricorrenti –

contro

GESTIONE LIQUIDATORIA EX USL N. (OMISSIS) DI AREZZO;

– intimata –

nonchè da:

GESTIONE LIQUIDATORIA EX USL N. (OMISSIS)3 DI AREZZO, in persona del

suo Commissario Liquidatore Dott. D.E., elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA CRATILO DI ATENE 31, presso lo studio

dell’avvocato DOMENICO VIZZONE, rappresentata e difesa dagli

avvocati MARINO BIANCO, MARINA BIANCO giusta procura a margine del

controricorso e ricorso incidentale;

– ricorrente incidentale –

contro

P.A., D.A., elettivamente domiciliati in ROMA,

VIA COSSERIA 2, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCA BUCCELLATO,

rappresentati e difesi dall’avvocato LUCA MARCHI giusta procura in

calce al controricorso;

– controricorrenti all’incidentale –

avverso la sentenza n. 262/2016 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 25/02/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

04/12/2018 dal Consigliere Dott. ANTONELLA DI FLORIO.

Fatto

RITENUTO

che

1. D.A. e P.A. (coniugi) ricorrono, affidandosi a dieci motivi illustrati anche con memoria, avverso la sentenza della Corte d’Appello di Firenze che, riformando parzialmente la pronuncia del Tribunale che aveva interamente respinto le loro pretese volte ad ottenere il risarcimento del danno per contagio da HCV (patologia contratta dal primo in ambito ospedaliero e trasmessa alla moglie per contatto), aveva accolto soltanto la domanda risarcitoria del D. relativa alla mancanza di consenso informato al momento degli interventi sanitari ai quali era stato sottoposto, rigettando per il resto l’impugnazione proposta.

2. Gli intimati hanno resistito: in particolare, la Gestione liquidatoria della ex USL n. (OMISSIS) di Arezzo, sulla scorta di un unico motivo, ha proposto appello incidentale.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. E’ stata prodotta dal ricorrente solo in data 30.11.2018 la documentazione informatica asseverata con sottoscrizione autografa, relativa alla notifica a mezzo PEC della sentenza impugnata: pertanto, in ordine alla valutazione concernente la procedibilità del ricorso, assume rilievo la recentissima ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite (Cass. 28844/2018) che ha ritenuto meritevole di ulteriore riflessione la questione e che ha posto i seguenti quesiti, il primo dei quali strettamente attinenti all’oggetto di preliminare esame nella presente controversia:

a. “se in mancanza del deposito della copia autentica della sentenza, da parte del ricorrente o dello stesso controricorrente, nel termine di venti giorni dall’ultima notificazione del ricorso, il deposito in cancelleria nel suddetto termine di copia analogica della sentenza notificata telematicamente, senza attestazione di conformità del difensore della L. n. 53 del 1994, ex art. 9, commi 1 bis e 1 ter, o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, comporti l’improcedibilità del ricorso anche se il controricorrente non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all’originale notificato o intervenga l’asseverazione di conformità all’originale della copia analogica sino all’udienza di discussione o all’adunanza in camera di consiglio”;

b. “se il deposito in cancelleria nel termine di venti giorni dall’ultima notificazione del ricorso di copia analogica della relazione di notifica telematica della sentenza, senza attestazione di conformità del difensore della L. n. 53 del 1994, ex art. 9, commi 1 bis e 1 ter, o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, comporti l’improcedibilità del ricorso anche se il controricorrente non abbia disconosciuto la conformità della copia informale della relazione di notificazione o intervenga l’asseverazione di conformità all’originale della copia analogica sino all’udienza di discussione o all’adunanza in camera di consiglio”;

c. “se ai fini dell’assolvimento dell’onere di deposito della copia autentica della decisione notificata telematicamente nel termine di venti giorni dall’ultima notificazione del ricorso, sia sufficiente per il difensore del ricorrente, destinatario della suddetta notifica, estrarre copia cartacea del messaggio di posta elettronica certificata pervenutogli e dei suoi allegati (relazione di notifica e provvedimento impugnato), ed attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità agli originali digitali della copia formata su supporto analogico, o sia necessario provvedere anche al deposito di copia autenticata della sentenza estratta direttamente dal fascicolo informatico”.

2. Pertanto, ritenendosi necessario attendere il pronunciamento delle sezioni unite di questa Corte, la causa deve essere rinviata a nuovo ruolo.

PQM

La Corte:

rinvia a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile, il 4 dicembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 21 febbraio 2019

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