Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5209 del 17/02/2022

Cassazione civile sez. un., 17/02/2022, (ud. 09/11/2021, dep. 17/02/2022), n.5209

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SPIRITO Angelo – Primo Presidente f.f. –

Dott. MANNA Felice – Presidente di Sez. –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. CARRATO Aldo – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – rel. Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8127/2021 proposto da:

ASSOCIAZIONE PROPRIETARI DI CASA – CONFEDILIZIA DI PIACENZA, in

persona del legale rappresentante pro tempore, P.R.,

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CELIMONTANA 38, presso lo

studio dell’avvocato PAOLO PANARITI, che li rappresenta e difende

unitamente all’avvocato VITTORIO ANGIOLINI;

– ricorrenti –

contro

CONSORZIO DI BONIFICA DI PIACENZA, in persona del Presidente pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FLAMINIA 195, presso

lo studio dell’avvocato SERGIO VACIRCA, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato MICHELE DE FINA;

– controricorrente –

per regolamento di giurisdizione in relazione al giudizio pendente n.

593/2021 del TRIBUNALE di PIACENZA.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

09/11/2021 dal Consigliere Dott. MARCO MARULLI;

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale

CORRADO MISTRI, il quale conclude chiedendo che la Corte di

Cassazione, accogliendo il ricorso per regolamento preventivo di

giurisdizione, voglia dichiarare la giurisdizione del giudice

ordinario.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1.1. Con ricorso per il regolamento preventivo della giurisdizione, l’Associazione Proprietari di Casa – Confedilizia di Piacenza e P.R., nella loro veste di consorziati del Consorzio di Bonifica di Piacenza, chiedono che sia dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda da loro proposta nei confronti del citato Consorzio avanti al Tribunale di Piacenza avente ad oggetto il riconoscimento del diritto dei medesimi ad esprimere, in occasione delle elezioni indette per il rinnovo delle cariche consortili, il proprio voto in forma telematica, giusta la previsione a tal fine figurante all’art. 18, comma 8, dello statuto consortile, in forza della quale sarebbe stato obbligo del Consorzio adottare entro due anni dalla sua entrata in vigore uno specifico regolamento, soggetto ad approvazione regionale, disciplinante le modalità di esercizio del diritto di voto in forma telematica e le operazioni relative alle verifiche e allo scrutinio dei voti così espressi, con salvaguardia di principi di unicità del voto, di sicurezza della sua provenienza, di segretezza e di non modificabilità.

1.2. Al fine dichiarato i ricorrenti premettono che, poiché il Consorzio, all’atto di indire le predette elezioni con Delib. 21 settembre 2020, n. 9, aveva inteso espressamente inibire con Delib. 21 settembre 2020, n. 10, la possibilità di esercitare il voto in via telematica, con pregiudizio del diritto loro accordato dalla citata norma consortile, avevano instato in via d’urgenza il prefato Tribunale di Piacenza perché, riconosciuto il fumus della domanda e l’irreparabilità del pregiudizio sofferto per via della citata Delib. n. 10 del 2020, che precludeva de facto la loro partecipazione al voto, ancorché ragioni oggettive legate all’emergenza pandemica sconsigliassero una presenza di persona, fosse disposta la sospensione delle operazioni elettorali e fosse ordinato al Consorzio di attivarsi al fine di dare attuazione alla previsione statutaria in punto di voto telematico.

1.3. Il conforme pronunciamento adottato in sede monocratica dal Tribunale con ordinanza 11.12.2020 – che, per quanto qui rileva, ricusando il difetto di giurisdizione accampato dal Consorzio, si era dato cura di puntualizzare che i ricorrenti, promuovendo il ricorso, avevano lamentato “una lesione dell’effettività nell’esercizio del diritto di elettorato attivo” e che la disposizione dell’art. 18 “appare prevedere un esplicito vincolo conformativo in capo al Consorzio ed ai suoi organi” – era fatto oggetto di reclamo avanti al collegio, che con ordinanza 17.2.2021 accoglieva la sollevata eccezione di giurisdizione, ravvisando nella specie la sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo e revocava, di conseguenza, i provvedimenti inibitori ed ordinatori adottati in prima istanza. Osservava, nell’occasione, il decidente a conferma dei propri assunti, che, appuntandosi segnatamente le doglianze ricorrenti sulle citate delibere consortili, nella specie non era dato constatare “una violazione del diritto di elettorato attivo in sé considerato atteso che detto diritto non viene certamente eliminato in capo ai ricorrenti/reclamati dalla adozione delle due predette delibere”, quanto piuttosto una contestazione ricadente sulle “modalità di svolgimento delle operazioni elettorali come stabilite dal Consorzio”, con l’effetto appunto di devolverne la cognizione al giudice amministrativo. E del resto, aggiungeva ancora il decidente sconfessando il contrario rilievo operato dal primo giudice che nella specie le citate delibere potessero essere disapplicate, rilevandone incidentalmente l’illegittimità – atteso il radicamento della domanda nell’adozione da parte del Consorzio di dette delibere, “e’ proprio l’adozione di tali delibere… che ha causato… l’asserita lesione del diritto di elettorato attivo azionato in giudizio”, onde è la legittimità delle stesse che “costituisce oggetto principale del sindacato del giudice”, il cui accertamento “passa necessariamente attraverso una decisione giudiziale che presuppone non la semplice disapplicazione di dette delibere consortili ma (quanto meno in maniera implicita) il loro vero e proprio annullamento che non appare possibile da parte della A.G.O.”.

1.4. A fronte di tale ultimo deliberato Confedilizia Piacenza e P.R. promuovevano perciò il giudizio di cui si è detto innanzi ed in quella sede, al fine di addivenire alla sollecita definizione della controversia su un punto pregiudiziale di essa, hanno chiesto a queste SS.UU., a mezzo del proposto regolamento preventivo di giurisdizione ex art. 41 c.p.c., che in relazione alle domande da essi proposte sia riconosciuta e dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario.

1.5. Al mezzo così dispiegato si oppone il Consorzio che chiede respingersi il ricorso e dichiararsi la giurisdizione del giudice amministrativo.

Il regolamento è stato avviato alla trattazione camerale sulla base delle conclusioni scritte del Pubblico Ministero, ai sensi dell’art. 380-ter c.p.c., con cui si chiede dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

2. Il proposto regolamento di giurisdizione, ancorché richiesto dagli stessi attori ed inteso a riconoscere in ordine alla vicenda di causa la giurisdizione del giudice ordinario adito da costoro, deve ritenersi ammissibile, giusta la considerazione, reiteratamente ricorrente nella giurisprudenza di questa Corte, secondo cui la natura oggettiva dell’interesse alla corretta soluzione della questione di giurisdizione comporta la legittimazione a ricorrere, ai sensi dell’art. 41 c.p.c., comma 1, anche del soggetto che, avendo instaurato il giudizio di merito non ancora definito, abbia poi, spontaneamente o su eccezione della controparte, ragionevolmente dubitato della correttezza della originaria scelta da lui effettuata. E’ infatti ravvisabile nella specie quel “ragionevole dubbio” sulla giurisdizione – inteso come interesse concreto ed immediato alla risoluzione della questione da parte delle Sezioni Unite, anche al fine di ottenere un giusto processo di durata ragionevole – in guisa del quale si reputa ammissibile l’istanza di che trattasi anche se a farsene interprete sia lo stesso soggetto che ha adito il giudice della cui giurisdizione si chiede di riconoscere la sussistenza (Cass., Sez. U., 18/12/2018, n. 32727; Cass., Sez. U., 21/09/2006, n. 20504; Cass., Sez. U., 23/04/2001, n. 174).

3. Ciò premesso, va poi sgombrato il campo dalle pregiudiziali opposte in senso preclusivo alla scrutinabilità del ricorso dal Consorzio resistente, dell’avviso, da un lato, che il mezzo dispiegato costituisca “una surrettizia forma di impugnazione dell’ordinanza che ha definito il giudizio cautelare, con violazione o quantomeno elusione dell’art. 669-terdecies c.p.c.”, e dall’altro, che essendosi sulla questione già pronunciato il giudice amministrativo in occasione della pregressa tornata elettorale con successive conformi sentenze del T.A.R. Emilia Romagna 285/2016 e del Consiglio di Stato724/2018 su di essa “incidono in maniera decisiva le pronunce irrevocabili del giudice amministrativo”, con la conseguenza che sulla ivi implicitamente affermata giurisdizione del giudice amministrativo si è affermato il giudicato.

Ne’ l’una, né l’altra, tuttavia, esplicano l’effetto sperato dal deducente, sul punto non potendo che condividersi le riflessioni di diverso segno del Procuratore Generale, che, quanto alla prima, ha fatto notare come già questa Corte, nel solco del ricordato insegnamento a beneficio della legittimazione attorea nella proposizione del ricorso ex art. 41 c.p.c., abbia esteso il principio così affermato anche al giudizio di merito che faccia seguito alla definizione di un procedimento d’urgenza ai sensi dell’art. 700 c.p.c., di modo che non è dubitabile che “il regolamento preventivo di giurisdizione può essere proposto anche dal ricorrente rimasto soccombente in sede cautelare sussistendo, in presenza di ragionevoli dubbi sui limiti esterni della giurisdizione del giudice adito, un interesse concreto ed immediato alla risoluzione della questione, in via definitiva, da parte delle Sezioni Unite della Corte di cassazione per evitare che vi possano essere successive modifiche della giurisdizione nel corso del giudizio, anche al fine di ottenere un giusto processo di durata ragionevole” (Cass., Sez. U., 26/06/2020, n. 12861); e quanto alla seconda ha messo l’accento sul fatto che è regola, nell’invocare l’efficacia preclusiva del giudicato, che la pronuncia irrevocabile sia intervenuta tra le medesime parti circostanza qui non ravvisabile riguardando il giudizio amministrativo soggetti diversi dagli odierni ricorrenti – ed, ancora, che nella citata occasione la proposta impugnativa atteneva specificatamente alla legittimità degli atti consortili adottati in vista della scadenza elettorale e non, come qui, l’accertamento del diritto dei ricorrenti di votare con modalità telematiche in relazione alle nuove elezioni indette per il rinnovo della cariche consortili.

4. E proprio quest’ultimo rilievo segna l’asse di demarcazione tra l’oggetto del procedimento cautelare intentato dai ricorrenti e conclusosi con l’accoglimento del reclamo del Consorzio da parte del Tribunale in composizione collegiale e ciò che è invece è oggetto del giudizio di cognizione ordinaria analogamente proposto dai ricorrenti nei confronti del Consorzio che sfocia ora nella presente istanza regolatoria. E vale ad indirizzare, come bene si intuisce, sui giusti binari anche la soluzione dell’odierno incidente processuale.

5. Va detto, infatti, come chiarisce introduttivamente l’ordinanza tribunalizia 11.12.2020, che nel promuovere il procedimento a mente dell’art. 700 c.p.c., onde conseguire l’adozione in quella sede in via d’urgenza dei provvedimenti in grado di consentire loro l’esercizio del diritto di voto in via telematica in relazione alle imminenti elezioni consortili, i ricorrenti avevano agito in giudizio lamentando l’illegittimità, per contrarietà allo statuto e alla normativa regionale, delle delibere assunte dal Consorzio preclusive della possibilità, loro appunto accordata dallo statuto e dalle norme regionali, di partecipare alle operazioni voto esprimendo la loro volontà in forma telematica. Ora eppur vero che richiamandosi implicitamente al consolidato assunto secondo cui la giurisdizione si determina alla luce del petitum sostanziale da indentificarsi in funzione della causa petendi, il giudice di prime cure si è indotto a ricusare l’eccepito difetto di giurisdizione fermando la sua attenzione sul fatto che le delibere oggetto di contestazione comportassero “una lesione dell’effettività nell’esercizio del diritto di elettorato attivo” e su ciò maturando dunque la convinzione che la controversia, malgrado il ricordato incipit, avesse ad oggetto una questione di diritto soggettivo e non già di mero interesse legittimo, in guisa del che ritenere sussistente la propria giurisdizione ad occuparsi della domanda cautelare. Tuttavia il dato formale – a margine del quale il Tribunale in composizione collegiale ha pure ritenuto improprio evocare il principio della disapplicazione degli atti amministrativi illegittimi, in quanto nella vertenza non si questionava di diritti perfetti – è quello che l’ordinanza 17.2.21 pronunciata nell’occasione ha inteso conclusivamente valorizzare nell’atto di dichiarare il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, con ciò chiudendo il cerchio della disputa intorno alla mera legittimità delle delibere oggetto di contestazione da parte dei ricorrenti.

6. Tutt’altra portata ha invece il giudizio promosso dai ricorrenti in via ordinaria. Basta infatti leggere le conclusioni – che sintetizzano il petitum reclamato dagli attori – con cui si chiude l’atto di citazione a tal fine notificato al Consorzio, in cui si chiede che il Tribunale adito voglia “accertare e dichiarare che ai sensi dell’art. 18, comma 8, dello statuto del Consorzio di Bonifica di Piacenza, i consorziati al Consorzio di Bonifica di Piacenza, ivi incluso l’attore signor P.R., hanno diritto di esercitare il loro diritto di voto nell’assemblea del Consorzio di Bonifica di Piacenza in forma telematica” ed, ancora, che voglia “accertare e dichiarare che il convenuto Consorzio di Bonifica di Piacenza è tenuto e, per l’effetto, condannare il Consorzio di Bonifica di Piacenza a consentire l’esercizio in forma telematica del diritto di voto nelle assemblee del Consorzio di Bonifica di Piacenza per le elezioni dei componenti del consiglio di amministrazione ivi inclusa l’assemblea convocata nei giorni 18 aprile 2021 e lunedì 19 aprile 2021”, per avere chiara ed immediata contezza che la causa petendi in funzione del quale determinare il petitum sostanziale, secondo il ben noto assunto enunciato dalla giurisprudenza di queste SS.UU., nella controversia che ne occupa, come bene ha detto il Procuratore Generale, non si compendia in una richiesta volta ad accertare e dichiarare l’illegittimità dei provvedimenti amministrativi pregiudicanti l’esercizio del diritto di voto da parte dei consorziati in forma telematica, quanto piuttosto nella richiesta di “accertare la consistenza del diritto soggettivo di elettorato attivo dei singoli consorziati e di dichiararla anche in funzione della tutela nei confronti del Consorzio, proponendo azione di accertamento diretta a determinare il perimetro del loro diritto di elettorato attivo da riconoscere come esercitabile anche nelle forme del voto telematico in maniera libera eguale, personale e diretta”.

7. Conclusione questa che si allinea perfettamente con quanto queste SS.UU. – pur con riferimento alla materia del contenzioso elettorale, ma i cui principi si rendono estensibili anche al caso de quo, anche qui ponendosi una questione sul diritto di elettorato attivo degli interessati – hanno già affermato riconoscendo la giurisdizione del giudice ordinario non solo dove la domanda abbia ad oggetto come petitum sostanziale la tutela del diritto di elettorato attivo, la cui cognizione non può che spettare appunto alla giurisdizione del giudice ordinario “quale giudice naturale dei diritti fondamentali e, tra questi, dei diritti politici” (Cass., Sez. U., 20/10/2016, n. 21262), ma anche laddove la controversia avente ad oggetto i diritti di elettorato attivo e passivo sia stata introdotta mediante l’impugnazione del provvedimento di proclamazione o di convalida degli eletti, “perché anche in tali ipotesi la decisione non verte sull’annullamento dell’atto amministrativo impugnato, bensì direttamente sul diritto soggettivo perfetto inerente all’elettorato suddetto” (Cass., Sez. U., 26/05/2017, n. 13403).

8. E né a smentita di essa è invocabile la speciale competenza che il legislatore con gli artt. 126,129 e 130 cod. proc. amm., ha voluto serbare in materia elettorale alla giurisdizione del giudice amministrativo perché, fermo in principio che non si tratta di materia ricadente nell’ambito della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo per il testuale tassativo dettato dell’art. 133 cod. proc. amm., la giurisdizione che tali disposizioni assegnano al giudice amministrativo, come già si è precisato e come pure ritenuto dal Consiglio di Stato (Cons. Stato, Sez. III, 19/07/2019, n. 5102), ha ad oggetto le sole “operazioni elettorali”, ossia la regolarità delle forme procedimentali di svolgimento delle elezioni, alle quali fanno capo nei singoli posizioni che hanno la consistenza dell’interesse legittimo, non del diritto soggettivo, onde se ne sottraggono le controversie nelle quali si fanno valere posizioni di diritto soggettivo, quali in ipotesi, come nel caso che ne occupa quelle che sono dirette ad accertare il diritto dei ricorrenti ad esercitare il diritto di voto in forma telematica. E seppure è vero, come ancora ha conclusivamente considerato il Procuratore Generale, che rispetto al diritto soggettivo fatto valere dai ricorrenti nel giudizio a quo – e che rileva ai fini della determinazione qui richiesta – è tema di merito quello che si riconnette al riconoscimento dell’effettività tale diritto e, segnatamente, alla possibilità di esercitare in concreto il diritto voto in modo che ne sia salvaguardata l’unicità, la sicurezza della sua provenienza, la segretezza e la non modificabilità, nondimeno si rende perciò argomentabile la sussistenza della giurisdizione amministrativa ai sensi del combinato disposto dell’art. 31 e art. 133, comma 1, lett. a), n. 3, cod. proc. amm., posto che, come riconosce lo stesso Consorzio, palesando le difficoltà di dare attuazione alla norma statutaria in materia di voto telematico, l’art. 31, si rende applicabile solo in caso di attività vincolata ovvero quando non residuino margini di discrezionalità, evenienza chiaramente non rinvenibile nel caso di specie.

9. Va dunque dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario avanti al quale le parti andranno rimesse anche ai fini della liquidazione del presente incidente processuale.

P.Q.M.

Dichiara la giurisdizione del giudice ordinario avanti al quale rimette le parti anche ai fini della liquidazione delle spese del presente incidente processuale.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezioni Unite Civili, il 9 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 17 febbraio 2022

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA