Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5203 del 17/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 17/02/2022, (ud. 12/01/2022, dep. 17/02/2022), n.5203

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPOLITANO Lucio – Presidente –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10768-2020 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI, 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

GRUPPO ELETTRONICO B. SRL, in persona del legale rappresentante

pro tempore, domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa

dell’avvocato FILIPPO FREDA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 14/2/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CAMPANIA SEZIONE DISTACCATA di SALERNO, depositata

il 04/01/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 12/01/2022 dal Consigliere Relatore Dott. LORENZO

DELLI PRISCOLI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

La parte contribuente proponeva ricorso avverso avvisi di accertamento relativi ad IRES, IVA ed IRAP per il 2011 in quanto l’Ufficio aveva ritenuto non inerenti ai costi sostenuti dalla Società gruppo elettronico B. s.r.l. per sponsorizzazione fatta nei confronti dell’associazione calcistica dilettantistica ASD Aterrana.

La Commissione Tributaria Provinciale respingeva il ricorso ma la Commissione Tributaria Regionale ne accoglieva parzialmente l’appello affermando che la L. n. 289 del 2002, art. 90, comma 8, introduce una presunzione legale assoluta circa l’inerenza e la deducibilità dei costi di sponsorizzazione al ricorrere di determinati presupposti e nel caso di specie il soggetto sponsorizzato è una compagine sportiva dilettantistica, è stato rispettato il limite quantitativo di spesa e la sponsorizzazione mira a promuovere l’immagine ed i prodotti dello sponsor con l’inserimento della denominazione sociale e del marchio aziendale nelle locandine e negli appositi spazi nello stadio in occasione delle gare.

L’Agenzia delle entrate propone ricorso affidato ad unico motivo, cui replica la parte contribuente con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con il motivo d’impugnazione, proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia delle entrate lamenta la violazione e falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, art. 90, e dell’art. 2697 c.c., sostenendo che è onere del contribuente provare il requisito dell’inerenza delle spese di sponsorizzazione, dal momento che la presunzione di cui al suddetto art. 90, si riferisce alla deducibilità dei costi, non anche alla prova dell’inerenza degli stessi all’attività d’impresa, che non è stata assolta dalla società contribuente.

Il motivo è infondato atteso che, così come correttamente rilevato dai giudici di appello, la fattispecie in esame rientra nell’ambito di applicazione di cui alla L. n. 289 del 2000, art. 90, comma 8, che prevede che “il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 Euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario, ai sensi del testo unico delle imposte sui redditi, art. 74, comma 2, di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917”.

La citata disposizione ha, quindi, introdotto, a favore del solo “soggetto erogante” il corrispettivo (nella specie la società contribuente), una presunzione legale assoluta circa la natura pubblicitaria di tali spese. E questa Corte ha più volte ribadito, al riguardo, che “in tema di detrazioni fiscali, le spese di sponsorizzazione di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 90, comma 8, sono assistite da una “presunzione legale assoluta” circa la loro natura pubblicitaria, e non di rappresentanza a condizione che: a) il soggetto sponsorizzato sia una compagine sportiva dilettantistica; b) sia rispettato il limite quantitativo di spesa; c) la sponsorizzazione miri a promuovere l’immagine ed i prodotti dello sponsor; d) il soggetto sponsorizzato abbia effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale” (Cass. n. 31080 del 2021; Cass. n. 14232 del 2017), “senza che rilevino, pertanto, requisiti ulteriori” (Cass. n. 31080 del 2021; Cass. n. 8981 del 2017; v., altresì, Cass. n. 7202 del 2017 e nn. 1420 e 13508 del 2018).

Pertanto, in presenza di tutte le sopra indicate condizioni, nel caso di specie tutte sussistenti, le valutazioni circa l’inerenza e la congruità di quei costi restano del tutto irrilevanti ed il chiaro tenore letterale del citato art. 90, non consente di ipotizzare un’interpretazione diversa da quella operata da questa Corte.

Ne consegue che il ricorso va rigettato e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali, nella misura liquidata in dispositivo.

Poiché risulta soccombente una parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater (Cass., Sez. 6 – T, Ordinanza n. 31080 del 2/11/2021; Cass., Sez. 6 – L, Ordinanza n. 1778 del 29/01/2016, Rv. 638714).

PQM

rigetta il ricorso.

Condanna l’Agenzia delle entrate al pagamento in favore della controricorrente delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in Euro 4.100,00 per compensi, Euro 200,00 per esborsi, oltre al rimborso forfettario nella misura del 15% dei compensi e agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 12 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 17 febbraio 2022

 

 

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