Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5201 del 06/03/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 5201 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: CONTI ROBERTO GIOVANNI

ORDINANZA
sul ricorso 14494-2016 proposto da:
GIARDINA ALESSANDRO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
VINCENZO BELLINI 24, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO
A. JACCHLk, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati
ANTONELLA TERRANOVA, FABIO FERRAR°, DANIELA
AGNELLO;

– ricorrente contro
AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI (già
Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) Ufficio Regionale del
Lazio, in persona del suo legale rappresentante pro-tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,
presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la
rappresenta e difende ope legis;

Con troricorrente

Data pubblicazione: 06/03/2018

avverso la sentenza n. 6804//2015 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di ROMA, depositata il 17/12/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 24/01/2018 dal Consigliere Dott. ROBERTO
GIOVANNI CONTI.

Giardina Alessandro impugnava innanzi alla CTP Roma l’avviso
di accertamento relativo alla ripresa a tassazione dell’imposta
unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse per l’anno
d’imposta 2007.
Il giudice di primo grado dichiarava cessata la materia del
contendere, tenuto conto della proposta di conciliazione
depositata dall’ufficio prima dell’udienza di merito ai sensi
dell’art.48 d.lgs.n.546/1992.
Il successivo appello proposto dal Giardina veniva dichiarato
inammissibile dalla CTR Lazio con la sentenza indicata in
epigrafe. Il giudice di appello rilevava l’assenza dell’esposizione
sommaria dei fatti di causa. Aggiungeva, poi, che a fronte della
richiesta di conciliazione intervenuta tra le parti ed accettata
dall’ufficio non era più possibile, per il contribuente, impugnare
la decisione che aveva dichiarato cessata la materia del
contendere, essendosi il giudizio estinto per effetto della sola
manifestazione di volontà del contribuente di adesione alla
proposta conciliativa e potendo soltanto l’Ufficio eventualmente
impugnare la pronunzia di primo grado in ragione
dell’inadempimento del contribuente.
Il Giardina ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due
motivi, al quale ha resistito l’Agenzia delle Dogane con
controricorso. Il ricorrente ha depositato memoria.

Ric. 2016 n. 14494 sez. MT – ud. 24-01-2018
-2-

Fatti e ragioni della decisione

Il procedimento può essere definito con motivazione
semplificata.
Il primo motivo di ricorso, con il quale si prospetta la violazione
dell’art.53 d.lgs.n.546/1992, è manifestamente fondato e
assorbe l’esame del secondo. La CTR ha dichiarato

contenesse l’esposizione sommaria dei fatti nemmeno
desumibile dalla sentenza di primo grado senza considerare
che il ricorrente aveva preliminarmente dedotto il mancato
perfezionamento della conciliazione per effetto del mancato
pagamento dell’importo concordato. Ragione sufficiente per
escludere che l’impugnazione proposta non contenesse gli
elementi idonei per investire il giudice di appello del merito
della controversia, relativa alla debenza o meno dell’imposta
unica sui concorsi pronostici.
Sulla base di tali considerazioni ed in accoglimento del primo
motivo di ricorso, assorbito il secondo, la sentenza impugnata
va cassata, con rinvio ad altra sezione della CTR Lazio anche
per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità
PQM
Accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo. Cassa
la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della C R Lazio
anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso il 24.1.2018 in Roma.
Il Pr4dente

l’inammissibilità dell’appello sul presupposto che esso non

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