Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5178 del 03/03/2010

Cassazione civile sez. I, 03/03/2010, (ud. 03/12/2009, dep. 03/03/2010), n.5178

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VITRONE Ugo – Presidente –

Dott. SALVAGO Salvatore – Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – rel. Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. FITTIPALDI Onofrio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 12445-2008 proposto da:

L.P. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliato in ROMA, V. SICILIA 235, presso l’avvocato DI GIOIA

GIULIO, che lo rappresenta e difende, giusta procura a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositato il

13/11/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

03/12/2 0 09 dal Consigliere Dott. RENATO BERNABAI;

udito, per il ricorrente, l’Avvocato GIULIO DI GIOIA che ha chiesto

l’accoglimento del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

PRATIS Pierfelice che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso depositato il 5 aprile 2002 il sig. L.P. conveniva dinanzi la Corte d’appello di Roma il Ministero della Giustizia per ottenere l’equa riparazione del danno da violazione del termine ragionevole del processo promosso nei confronti del Ministero dell’Interno con ricorso depositato il 18 aprile 1994 dinanzi al giudice del lavoro di Benevento, avente ad oggetto la rivalutazione e gli interessi legali sulle provvidenze a lui spettanti, quale invalido civile, ed erogate in ritardo, sulla base della sentenza della Corte costituzionale 27 aprile 1988 n. 497(dichiarativa dell’illegittimità costituzionale, in riferimento all’art. 2 Cost. e art. 38 Cost., comma 2, del D.L. 2 marzo 1974, n. 30, art. 13 convertito con modificazioni dalla L. 16 aprile 1974, n. 114, nella parte in cui, prescrivendo per la generalità dei lavoratori l’indennità ordinaria di disoccupazione involontaria nella misura fissa di L. 800 giornaliere, omette di prevedere un meccanismo di adeguamento del valore monetario ivi indicato): processo, definito con sentenza depositata in data 30 maggio 2000. Integrato il contraddittorio con la costituzione del Ministero della giustizia, la Corte d’appello di Roma, con Decreto 16 aprile 2003, ritenuta la carenza di prova del danno, rigettava la domanda, con compensazione delle spese di giudizio.

In accoglimento del successivo ricorso per cassazione, questa Corte, con sentenza 24 marzo 2006, considerato che il danno non patrimoniale, seppur non in re ipsa, doveva ritenersi presuntivamente sussistente, salva la prova contraria di circostanze particolari che lo escludessero, cassava la decisione, con rinvio alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione.

Riassunta ritualmente la causa, la Corte d’appello di Roma, con decreto 13 novembre 2007,accertato il ritardo di ragionevole in anni due, condannava il Ministero della Giustizia al pagamento della somma di Euro 1600,00, in considerazione della modestia della posta in giuoco, oltre interessi legali e spese dei tre gradi di giudizio.

Avverso il provvedimento proponeva ricorso per cassazione il L., deducendo la violazione di legge e la carenza di motivazione nella liquidazione delle spese processuali poste a carico del ministero soccombente, in misura inferiore ai minimi tabellari.

Resisteva con controricorso del ministero alla giustizia.

All’udienza del 3 dicembre 2009 il Procuratore generale ed il difensore del ricorrente precisavano le rispettive conclusioni come da verbale, in epigrafe riportate.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso è fondato limitatamente alla liquidazione delle spese dei gradi di merito che appaiono, in effetti inferiori, senza motivazione, ai limiti tabellari per i procedimenti contenziosi. In assenza della necessità di ulteriori accertamenti di fatto, si può decidere la causa nel merito, previa cassazione in parte qua del decreto impugnato e liquidare le spese di giudizio dinanzi alla corte d’appello di Roma, in primo grado e in sede di rinvio, in complessivi Euro 840,00, di cui Euro 310,00 per diritti ed Euro 480,00 per onorari, oltre le spese generali e gli accessori di legge.

Appare invece congrua la liquidazione delle spese del giudizio di cassazione per le quali non vi è luogo al riconoscimento delle competenze di procuratore.

L’accoglimento parziale del ricorso giustifica la compensazione di due terzi delle spese della fase di legittimità, con la conseguente condanna del Ministero della Giustizia alla rifusione del residuo terzo, liquidato come in dispositivo, sulla base del valore della causa del numero e complessità delle questioni svolte.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso nei limiti di cui in motivazione, cassa il decreto impugnato in relazione alla censura accolta e, decidendo nel merito, condanna il Ministero della Giustizia alla rifusione delle spese del giudizio di primo grado, liquidate in complessivi Euro 840,00, di cui Euro 310,00 per diritti ed Euro 480,00 per onorari, oltre le spese generali e gli accessori di legge; nonchè del giudizio di rinvio, liquidate in complessivi Euro 840,00, di cui Euro 310,00 per diritti ed Euro 480,00 per onorari, oltre le spese generali e gli accessori di legge;

condanna il Ministero della Giustizia alla rifusione di un terzo delle spese del presente giudizio di cassazione, frazione liquidata in complessivi Euro 234,00, di cui Euro 200,00 per onorari, oltre le spese generali e gli accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 3 Dicembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 3 marzo 2010

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA