Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5170 del 06/03/2018


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Civile Ord. Sez. 3 Num. 5170 Anno 2018
Presidente: SPIRITO ANGELO
Relatore: GIANNITI PASQUALE

ORDINANZA

sul ricorso 5252-2016 proposto da:
BIANCOFIORE NATALIA, elettivamente domiciliata in
ROMA, VIA SALARIA 400, presso lo studio dell’avvocato
MASSIMILIANO DE LUCA, rappresentata e difesa
dall’avvocato VITO DE FALCO giusta procura a margine
del ricorso;
– ricorrente contro

TELECOM ITALIA SPA 00471850016;
– intimata –

avverso la sentenza n. 901/2015 del TRIBUNALE di
POTENZA, depositata il 18/09/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di

1

Data pubblicazione: 06/03/2018

consiglio

del

15/12/2017

dal

Consigliere

Dott.

PASQUALE GIANNITI;
lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero,
in persona del Sostituto Procuratore generale Dott.
CORRADO MISTRI che ha concluso chiedendo

senza rinvio della sentenza impugnata per tardiva
proposizione dell’atto di appello;

2

l’accoglimento del ricorso, con conseguente cassazione

RILEVATO CHE

1.Nel 2006 Biancofiore Natalia conveniva davanti al Giudice di
Pace di Bella Telecom Italia s.p.a. per sentire condannare
quest’ultima alla restituzione della somma di euro 15,28, oltre al
risarcimento del danno per violazione dell’obbligo di correttezza ex
art. 1175 c.c., da quantificarsi in via equitativa.

preliminare, il difetto di legittimazione del giudice ordinario e
l’incompetenza per valore del giudice di pace e, comunque, nel
merito, l’infondatezza della domanda attorea.

2. Il Giudice di Pace di Bella, con sentenza 78/2007, in
accoglimento della domanda attorea, condannava Telecom spa alla
restituzione della somma richiesta nonché al risarcimento del
danno, quantificato in via equitativa.

3. Avverso la sentenza del Giudice di Pace proponeva appello
Telecom, reiterando in via preliminare le eccezioni di difetto di
giurisdizione e di difetto di competenza per valore e contestando
nel merito la motivazione della sentenza impugnata.
Si

costituiva

in

giudizio

la

Biancofiore,

eccependo

l’inammissibilità dell’appello, perché proposto oltre il termine, e
comunque la sua infondatezza nel merito.

4. Il Tribunale di Potenza, con la sentenza impugnata, in
accoglimento dell’appello proposto da Telecom Italia spa e, quindi,
in riforma della sentenza di primo grado – ha rigettato la domanda
proposta da Biancofiore nei confronti della Telecom, compensando
integralmente tra le parti le spese processuali in relazione ad
entrambi i giudizi di ~rito.

3

Si costituiva in giudizio Telecom, eccependo, in via

5. Avverso la sentenza del giudice di appello proponeva
ricorso la Biancofiore, articolando un unico motivo di doglianza.
Telecom Italia non si costituiva.

6.In vista dell’odierna adunanza camerale, pervenivano
conclusioni del P.G. – che chiedeva l’accoglimento del ricorso, con

CONSIDERATO CHE

1.11 ricorso è fondato.

2.11 ricorrente censura la sentenza impugnata, in relazione
all’art. 360 comma 1 n. 3 c.p.c., per violazione e/o falsa
applicazione degli artt. 327 c.p.c. e 82 RD n. 37/1934.
Il Tribunale di

Potenza ha respinto l’eccezione di

inammissibilità dell’appello Telecom, sollevata da Biancofiore, in
quanto la sentenza di primo grado – che non risultava notificata a
Telecom Italia, presso il domicilio da questa eletto nel circondario
del Tribunale di Potenza – era stata pubblicata in data 5/2/2007,
mentre l’atto di appello Telecom risultava notificato in data
15/3/2008 e, quindi, entro il termine legale di impugnazione di 1
anno e 45 giorni, previsto dall’art. 327 c.p.c. nella formulazione
previgente, applicabile ratione temporis.
Senonché, come risulta dagli atti del fascicolo processuale al quale questa Corte accede in considerazione della natura
processuale della doglianza proposta – la Biancofiore, in sede di
atto di appello, aveva dedotto la tardività del gravame e, nelle
conclusionali, aveva precisato che tanto era avvenuto per mancato
rispetto (non del termine c.d. lungo, ma) del termine breve ad
impugnare, adducendo che:
a) Telecom aveva agito in primo grado con un difensore non
iscritto nell’albo del circondario del Tribunale di Potenza_
4

cassazione senza rinvio della sentenza impugnata.

circondario nel quale è compreso il Giudice di Pace di Bella – come
risultava della sentenza di primo grado regolarmente notificata;
b) detto difensore si era domiciliato presso altro difensore
iscritto nell’albo di Potenza;
c) la sentenza di primo grado era stata notificata presso la
Cancelleria, considerando ivi domiciliata Telecom ai sensi del RD n.
37 del 1934, art. 82.

decennio, hanno avuto modo di precisare che, ai sensi dell’art. 82
del r.d. n. 37 del 1934 – non abrogato neanche per implicito dagli
artt. 1 e 6 della legge n. 27 del 1997 ed applicabile anche al rito
del lavoro – il procuratore, che eserciti il suo ministero fuori della
circoscrizione del tribunale cui è assegnato, deve eleggere
domicilio, all’atto di costituirsi in giudizio, nel luogo dove ha sede
l’ufficio giudiziario presso il quale è in corso il processo,
intendendosi, in difetto, che egli abbia eletto domicilio presso la
cancelleria della stessa autorità giudiziaria. Ne consegue che tale
domicilio assume rilievo ai fini della notifica della sentenza per il
decorso del termine breve per l’impugnazione, nonché per la
notifica dell’atto di impugnazione, rimanendo di contro irrilevante
l’indicazione della residenza o anche l’elezione del domicilio fatta
dalla parte stessa nella procura alle liti. (cfr. sent. n. 20845 del
05/10/2007, Rv. 599054 – 01)
E, in applicazione di tale principio, in una fattispecie analoga,
relativa a giudizio pendente davanti al giudice di pace di Bella,
proprio questa Sezione (cfr. ord. n 17908 del 2013) ha avuto modo
di precisare che, nel procedimento dinanzi al giudice monocratico,
l’art. 58 disp. att. cod. proc. civ., ove prevede la notificazione degli
atti presso la cancelleria, nei confronti della parte che non abbia
fatto dichiarazione di residenza od elezione di domicilio a norma
dell’art. 314 cod. proc. civ., riguarda il solo caso in cui la parte stia
in giudizio personalmente, mentre, nel caso di costituzione a mezzo
di procuratore, la notificazione medesima, a norma dell’art. 82
5

Orbene, le Sezioni Unite di questa Corte, ormai da un

R.D. 22 gennaio 1934 n. 37, va effettuata, se il procuratore operi
nell’ambito della propria circoscrizione, nel domicilio da esso
indicato o risultante dall’albo professionale (ancorché si trovi in un
comune diverso da quello della sede dell’ufficio giudiziario), ovvero,
quando eserciti fuori di detta circoscrizione, nel domicilio eletto nel
luogo della sede dell’ufficio giudiziario, considerandosi, in difetto,
elettivamente domiciliato presso la cancelleria di quell’ufficio.

sentenze di merito risulta che Telecom era domiciliata con il suo
difensore, agente al di fuori del circondario, non già a Bella bensì a
Potenza.
Ne consegue che la sentenza del Giudice di Pace di Bella è
stata correttamente notificata a Telecom Italia nella Cancelleria di
detto Giudice di Pace, e che, poiché tale notifica risulta essere
avvenuta in data 6/3/2007, l’appello proposto da Telecom in data
15/3/2008 è tardivo, in quanto proposto quando era già
abbondantemente scaduto il termine di giorni 30 previsto dall’art.
325 comma 1 c.p.c.

3. Dalla tardività dell’appello consegue ulteriormente che la
sentenza di primo grado era già passata in giudicato al momento
della presentazione dello stesso.
Pertanto, la sentenza impugnata deve essere cassata senza
rinvio.
In considerazione degli alterni esiti della vicenda processuale,
tenuto conto del disposto di cui all’art. 92 comma 2 c.p.c. nella
formulazione vigente all’epoca dell’introduzione del giudizio di
primo grado, si ravvisano giusti motivi per compensare
integralmente tra le parti le spese processuali relative a tutti i
giudizi.

6

Nella specie, dalla stessa intestazione di entrambe le

P.Q.M.

Cassa senza rinvio la sentenza impugnata.
Dichiara integralmente compensate tra le parti le spese
processuali relative a tutti i giudizi.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Terza

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