Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5153 del 16/02/2022

Cassazione civile sez. trib., 16/02/2022, (ud. 10/02/2022, dep. 16/02/2022), n.5153

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. D’ANGIOLELLA Rosita – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 26974/2015 R.G. proposto da:

C.D.A., rappresentata e difesa come da procura speciale a

margine del ricorso, dall’Avv. Lucio Modesto Maria Rossi,

elettivamente domiciliata in Roma, Via E.Q. Visconti, presso lo

studio dell’Avv. Angelo Petrone;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato presso i

cui uffici è domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Campania, n. 3275/22/2015, depositata il 7 aprile 2015;

Udita la relazione svolta nella Camera di Consiglio del 10 febbraio

2022 dal Consigliere D’Orazio Luigi.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. A seguito di invito, notificato il 10 marzo 2011, con il quale fu chiesto a C.D.A. di fornire prove documentali atte a giustificare l’acquisto, avvenuto nel 2007, di un’autovettura di lusso, cui la stessa diede riscontro, l’Agenzia delle entrate, in data 19 novembre 2012, notificò alla predetta un avviso di accertamento con il quale, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, rettificò sinteticamente il reddito relativo all’anno 2008, contestando maggiore Irpef, Addizionale regionale e comunale e irrogando una sanzione pecuniaria, in ragione del riscontrato possesso di tre autovetture, di un’abitazione principale e dell’entità delle rate di un finanziamento versate, oltre che delle spese per mantenere detti beni. Impugnato il predetto atto dalla contribuente, la Commissione tributaria provinciale di Caserta rigettò il ricorso con sentenza n. 663/5/2013, che fu confermata dalla Commissione tributaria regionale della Campania con sentenza n. 3275/33/2015, depositata il 7 aprile 2015.

2. Avverso tale sentenza la contribuente propone ricorso per cassazione.

3. Resiste l’Agenzia delle entrate con controricorso.

4. Questa Corte, con ordinanza del 12 maggio 2021, ha assegnato alla contribuente il termine di 60 giorni per la notifica all’Avvocatura Generale dello Stato dei documenti allegati all’istanza di estinzione del giudizio, ai sensi del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, art. 6, convertito in L. 1 dicembre 2016, n. 225.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con il primo motivo di impugnazione la ricorrente deduce la “nullità della sentenza per avere pronunciato oltre i limiti della domanda con violazione dell’art. 112 c.p.c., violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36 e violazione dell’art. 132 c.p.c., n. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4; violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, comma 2, e della L. n. 212 del 2000, art. 7, violazione della L. n. 4 del 1929, art. 24 e della L. n. 212 del 2000, art. 10, comma 1, e art. 12, comma 7, nonché violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 6, e del D.M. 10 settembre 1992, art. 4, comma 2, la violazione degli artt. 2697,2727 e 2729 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3”.

2. Con il secondo motivo di impugnazione la ricorrente lamenta la “nullità della sentenza di 20 grado motivata per relationem alla sentenza di primo grado, violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 1, 36 e 61, nonché dell’art. 132 c.p.c., n. 4, e dell’art. 118 disp. att. c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4. Nullità della sentenza per aver ritenuto legittimo l’accertamento originariamente impugnato, fondato esclusivamente su indici da redditometro (mero possesso di auto e un’abitazione principale, nonché una rata di finanziamento), considerati presunzione grave, precisa e concordante, senza preventivo contraddittorio sul punto, in presenza di un difetto di carenza di prova. Falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, commi 4, 5 e 6, all’epoca vigente, violazione degli artt. 2697,2727 e 2729 c.c., violazione dell’art. 53 Cost., nonché violazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4.”.

3. Con il terzo motivo di impugnazione la ricorrente si duole della “nullità della sentenza per motivazione meramente apparente, illogicità manifesta ed irriducibile contraddittorietà D.Lgs. n. 546 del 1992 ex art. 36, comma 2, n. 4, e omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c., nonché travisamento delle prove e violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4. Violazione del D.M. 10 settembre 1992, art. 38, commi 4, 5 e 6, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4.”.

4. Deve essere pronunciata l’estinzione del giudizio per intervenuta cessazione della materia del contendere, avendo la contribuente aderito alla definizione agevolata di cui al D.L. n. 193 del 2016, art. 6, convertito in L. n. 225 del 2016, ed avendo rinunciato espressamente al ricorso per cassazione.

4.1. Invero, dopo l’emissione dell’avviso di accertamento, relativo all’Irpef del 2008 (TF70 10904049/2012), l’Ufficio ha notificato alla contribuente anche la cartella n. 02820100014496147.

Dopo la presentazione dell’istanza volta alla dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, Equitalia Servizi Riscossione S.p.A. ha confermato l’accoglimento dell’istanza di rottamazione, con comunicazione n. 02890201702339265000. In tale comunicazione il debito da pagare per la definizione era determinato in complessivi Euro 21.127,09, da suddividere in cinque rate da versare rispettivamente, entro il 31 luglio 2017 la somma di Euro 5138,65, entro il 30 settembre 2017 la somma di Euro 4924,43, mentre entro il 30 novembre 2017 la somma di Euro 4924,46, entro il 30 aprile 2018 la somma di Euro 3211,62, entro il 30 settembre 2018 la somma di Euro 3211,65.

Tutte le somme sono state pagate nei termini previsti, come risulta dalle quietanze di pagamento prodotte in giudizio.

Inoltre, l’Avvocatura Generale dello Stato, in data 30 settembre 2021, ha chiesto dichiararsi l’estinzione del giudizio per intervenuta cessazione della materia del contendere con compensazione delle spese di giudizio. La Direzione Regionale della Campania, con mail del 22 settembre 2021, ha comunicato “la regolarità dei pagamenti entro le scadenze per il piano di definizione agevolata 02890201702339265”.

5. In caso di definizione agevolata deve essere disposta la compensazione delle spese (Cass., 27 aprile 2018, n. 10198; Cass., sez. 6-5, 7 novembre 2018, n. 28311).

6. Nell’ipotesi di causa di inammissibilità sopravvenuta alla proposizione del ricorso per cassazione non sussistono i presupposti per imporre al ricorrente il pagamento del cd. “doppio contributo unificato” – fattispecie in tema di rinuncia al ricorso da parte del contribuente per adesione alla definizione agevolata di cui al D.L. n. 193 del 2016, art. 6, comma 2, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 225 del 2016 (Cass., sez. 5, 7 dicembre 2018, n. 31732).

P.Q.M.

Dichiara estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, ai sensi del D.L. n. 193 del 2016, art. 6.

Compensa le spese del giudizio tra le parti.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 10 febbraio 2022.

Depositato in Cancelleria il 16 febbraio 2022

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA