Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5108 del 28/02/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 28/02/2017, (ud. 20/07/2016, dep.28/02/2017),  n. 5108

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. GRECO Antonio – rel. Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 663-2011 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrenti –

contro

N.M.;

– intimati –

sul ricorso 681-2011 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrenti –

contro

EXPERT AUTO SNC di D.B.A. in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

F. SAVERIO NITTI 11, presso lo studio dell’avvocato MARIO GIRARDI,

che lo rappresenta e difende delega a margine;

– controricorrenti –

sul ricorso 696-2011 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrenti –

contro

D.T.D.;

– intimati –

avverso l’ordinanza 227/2009 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI e

avverso le sentenze n. 225/2009 e 226/2009 depositate il 23/11/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

20/07/2016 dal Consigliere Dott. GRECO ANTONIO;

udito per il ricorrente l’Avvocato GAROFOLI che ha chiesto

l’accoglimento;

udito per il n. r g. 681/11 controricorrente l’Avvocato GIRARDI che

ha chiesto l’inammissibilità o il rigetto;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CUOMO LUIGI che ha concluso per l’accoglimento dei ricorsi.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con ricorso rubricato al rgn. 681/11, l’Agenzia delle entrate impugna per cassazione, con unico motivo, la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania n. 225/31/09 che, accogliendo l’appello della s.n.c. Expert Auto e dei relativi soci D.T.D. e N.M., e in riforma della sentenza di primo grado (che aveva ridotto l’entità della pretesa impositiva), ha ritenuto l’integrale illegittimità dell’avviso di accertamento irap ed iva emesso per l’anno 2003 a carico della società sul presupposto del riscontro della fatturazione di vendite di autovetture per importi inferiori a quelli dei relativi finanziamenti.

Con ricorsi, pure in unico motivo, rispettivamente rubricati come rgn. 663/11 e 696/11, l’Agenzia delle entrate ha impugnato per cassazione le sentenze della Commissione tributaria regionale della Campania nn. 227/31/09 e 226/31/09 che, accogliendo gli appelli principali dei contribuenti e disattendendo quelli incidentali dell’Agenzia, hanno ritenuto, in riforma delle sentenze di primo grado (che avevano ridotto l’entità degli accertamenti), l’integrale illegittimità degli avvisi di accertamento irpef emessi per l’anno 2003, a carico dei soci, in relazione ai corrispondenti redditi di partecipazione di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5.

I giudici del gravame hanno ritenuto illegittimo l’accertamento a carico della società (e, conseguentemente, quelli a carico dei soci per i corrispondenti redditi di partecipazione), in quanto il primo, essendo basato su procedimento presuntivo, risultava precluso, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal D.L. n. 269 del 2003, art. 33, comma 8, (convertito nella L. n. 326 del 2003), dalla circostanza che la società contribuente aveva provveduto ad aderire al concordato preventivo biennale di cui al citato testo di legge.

Tale essendo il tenore delle decisioni impugnate, l’Agenzia ricorrente vi riscontra vizi motivazionali in merito alla valutazione della dedotta circostanza della mancata rispondenza tra entità dei finanziamenti e prezzi di vendita.

La società contribuente ed i soci resistono con controricorso nel giudizio avente ad oggetto l’accertamento a carico della società.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Preliminarmente va disposta la riunione dei ricorsi.

Invero – vertendosi in tema di controversia avente ad oggetto l’accertamento del reddito di società di persona, incidente, “per trasparenza”, il D.P.R. n. 917 del 1986, ex art. 5, sul reddito di partecipazione dei correlativi soci – si ricorre in ipotesi di litisconsorzio necessario, alla luce di quanto puntualizzato da Cass., ss.uu., n. 14815 del 2008 e n. 10145 del 2012; e, nella prospettiva di cui a Cass. n. 2907 del 2010, n. 3830 del 2010 e n. 2014 del 2014, deve, peraltro, ritenersi già soddisfatta l’esigenza del simultaneus processus nei gladi di merito, atteso che, in questi, i diversi ricorsi esaurenti la fattispecie couplessiva, seppur resi oggetto di distinti documenti decisionali, hanno avuto, nella completezza del contraddittorio, trattazione e decisione simultanee.

Nel merito, la doglianza svolta dall’Agenzia nei tre ricorsi riuniti va disattesa, giacchè – prospettando la ricorrenza di insufficienze motivazionali in merito all’inadeguato riscontro della circostanza, dedotta a fondamento dell’accertamento, della mancata rispondenza tra entità dei finanziamenti e prezzi di vendita delle autovetture – nemmeno lambisce l’effettiva ratio decidendi, inequivocabilmente incentrata sulla ritenuta illegittimità dell’accertamento presuntivo in presenza di adesione, da parte della società contribuente, al concordato preventivo biennale, di cui al D.L. n. 269 del 2003 (convertito nella L. n. 326 del 2003): ratio, semmai, censurabile sul piano della violazione di legge.

Alla stregua delle considerazioni che precedono, s’impone il rigetto dei ricorsi riuniti.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

PQM

La Corte riunisce, al presente ricorso 663/11, i ricorsi 681/11 e 696/11; rigetta i ricorsi riuniti e condanna la ricorrente Agenzia al pagamento delle spese, liquidate in Euro 4.500,00, oltre spese forfetarie nella misura del 15% ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 20 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 28 febbraio 2017

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