Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5101 del 16/02/2022

Cassazione civile sez. III, 16/02/2022, (ud. 16/12/2021, dep. 16/02/2022), n.5101

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. DI FLORIO Antonella – rel. Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 31488/2019 proposto da:

N.S., rappresentato e difeso dall’avv.to Cosimo

Castrignanò, ed elettivamente domiciliato in Roma piazza Cavour,

presso la Cancelleria civile della Corte di Cassazione;

– ricorrente –

contro

Ministero Dell’interno in persona del Ministro pro tempore,

rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato ed

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12;

– resistente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di NAPOLI n. 6709/2019, depositato

il 20/09/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

16/12/2021 da Dott. DI FLORIO ANTONELLA.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. N.S., proveniente dal Gambia, ricorre affidandosi a quattro motivo per la cassazione del decreto del Tribunale di Napoli che aveva rigettato la domanda di protezione internazionale declinata in tutte le forme gradate, proposta in ragione del diniego a lui opposto in sede amministrativa dalla competente Commissione territoriale.

2. Il Ministero dell’Interno ha depositato “atto di costituzione” non notificato al ricorrente, chiedendo di poter partecipare alla eventuale udienza di discussione della causa ex art. 370 c.p.c., comma 1.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con il primo motivo, il ricorrente deduce la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, comma 10, lett. c), in relazione all’art. 24 Cost., comma 2, per la mancata assunzione dei mezzi di prova.

2. Con il secondo motivo, lamenta la violazione dell’art. 50 bis c.p.c., comma 2, in relazione all’art. 738 c.p.c., per mancata composizione collegiale del Tribunale nell’udienza istruttoria;

3. Con il terzo motivo, deduce la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, comma 9, in relazione al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3;

4. Con il quarto motivo, si duole, infine della violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 3 e 7, in relazione alla violazione del diritto di difesa, con difetto di motivazione.

5. Tanto premesso, il ricorso è inammissibile.

5.1. Si osserva, infatti, che le censure proposte sono completamente prive, sia in premessa che nel loro sviluppo, della sommaria esposizione del fatto come prescritto dall’art. 366 c.p.c., n. 3, che risulta, dunque, inosservato.

5.2. Al riguardo, questa Corte ha affermato il principio, ormai consolidato, secondo il quale “nel ricorso per cassazione è essenziale il requisito, prescritto dall’art. 366 c.p.c., n. 3, dell’esposizione sommaria dei fatti sostanziali e processuali della vicenda, da effettuarsi necessariamente in modo sintetico, con la conseguenza che la relativa mancanza determina l’inammissibilità del ricorso, essendo la suddetta esposizione funzionale alla comprensione dei motivi nonché alla verifica dell’ammissibilità, pertinenza e fondatezza delle censure proposte”. (cfr. Cass. 10072/2018; Cass. 7025/2020).

5.3. Nel caso in esame, le censure contenute nei motivi proposti, sono riferite ad una vicenda sostanziale e processuale che rimane del tutto oscura, sia rispetto al racconto del richiedente che è stato oggetto di valutazione dal Tribunale, sia in relazione alle censure prospettate: ciò non consente a questa Corte di apprezzare gli errori che sono stati denunciati.

6. In conclusione, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.

7. Non sono dovute spese, atteso che il ricorso viene deciso in adunanza camerale, in relazione alla quale – assente la discussione orale – l’atto di costituzione del Ministero risulta irrilevante ex art. 370 c.p.c., comma 1.

8. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello cui è tenuto per il ricorso proposto, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte;

dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello cui è tenuto per il ricorso proposto, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte di Cassazione, il 16 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 16 febbraio 2022

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