Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5097 del 25/02/2021

Cassazione civile sez. VI, 25/02/2021, (ud. 19/01/2021, dep. 25/02/2021), n.5097

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ACIERNO Maria – rel. Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso per conflitto di competenza, iscritto al n. 21815/2020

R.G., sollevato dal Tribunale di Milano con ordinanza del 15/07/2020

nel procedimento tra:

D.M.;

e

MINISTERO DELL’INTERNO, iscritto al n. 47473/2019 R.G. di

quell’Ufficio;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/01/2021 dal Presidente Relatore Dott.ssa ACIERNO MARIA;

lette le conclusioni scritte dal Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott.ssa SANLORENZO RITA, che ritiene

fondato il regolamento di competenza proposto e chiede alla Corte di

dichiarare la competenza del Tribunale di Brescia.

 

Fatto

FATTI E RAGIONI DELLA DECISIONE

Con ordinanza del 15/07/2020 il Tribunale di Milano – Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’unione Europea – a seguito della pronuncia con la quale il Tribunale di Brescia aveva declinato la propria competenza a conoscere del ricorso promosso da D.M., avverso il provvedimento di diniego del riconoscimento della protezione internazionale emesso dalla C.T. di Milano, ha sollevato regolamento di competenza d’ufficio, ritenendo a sua volta competente il Tribunale di Brescia.

Il Tribunale di Milano ha evidenziato che il D.L. n. 13 del 2007, art. 4, comma 3, stabilisce espressamente che, nel caso in cui il ricorrente sia ospite presso una struttura di accoglienza, la competenza deve essere determinata avendo riguardo al luogo in cui ha sede la struttura o il centro. Nel caso di specie, il ricorrente si trovava in un centro di accoglienza a Mozambano (Mantova), precisamente in un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria), segnatamente la Cooperativa Olinda. Pertanto, ha ritenuto di declinare la propria competenza a favore del Tribunale di Brescia, a nulla rilevando la tipologia del centro di accoglienza e disattendendo quanto prospettato dalla difesa che insisteva per la competenza del Tribunale di Milano, atteso non si trattava di strutture governative di accoglienza primaria (gli attuali CARA, CDA e CPSA) o di SPRAR (centri di accoglienza secondaria).

Le parti non si sono avvalse della facoltà prevista dall’art. 47 c.p.c., comma 5, di depositare scritture difensive e documenti.

Il Procuratore generale presso questa Corte ha chiesto che sia dichiarata la competenza del Tribunale di Brescia alla luce del nuovo orientamento di questa Corte, segnato dall’ordinanza n. 31127 del 2019.

Sono da condividersi le conclusioni del Procuratore generale.

Con la citata ordinanza (n. 31127 del 2019), questa Corte ha ritenuto di disattendere la soluzione indicata nelle precedenti ordinanze n. 18755, 18756, 18757 del 2019, per le ragioni che seguono.

L’interpretazione del D.L. n. 13 del 2007, art. 4, comma 3, convertito nella L. n. 46 del 2017, coordinato con il comma 1, deve essere costituzionalmente orientata in funzione dell’attuazione del diritto di difesa sancito dall’art. 24 Cost.. All’interno di questa cornice costituzionale, la posizione strutturalmente svantaggiata del cittadino straniero in relazione all’esercizio del diritto di difesa induce a ritenere preferibile, ai fini del radicamento della competenza territoriale, il collegamento territoriale con la struttura di accoglienza del ricorrente, fissandolo nella sede della Sezione specializzata in materia d’immigrazione del Tribunale più prossima ad essa, da individuarsi in quella nella cui circoscrizione ha sede la struttura od il centro ove il cittadino straniero sia ospitato.

Il principio applicato è coerente anche con l’obbligo, imposto dall’art. 13 CEDU e dall’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, di garantire un ricorso effettivo “ad ogni persona”. Il criterio indicato, peraltro, è applicabile anche in relazione al quadro normativo innovato dal D.L. n. 113 del 2018.

Non rileva al riguardo la tipologia del centro di accoglienza dal momento che il criterio di radicamento della competenza si fonda sulla prossimità del luogo che accoglie il cittadino straniero rispetto all’autorità giudiziaria cui è rivolto il ricorso. Al fine di far scattare l’applicazione del citato criterio è condizione sufficiente che il centro di accoglienza o la struttura che ospita il cittadino straniero sia a tale attività destinata ex lege senza che possa rilevare la qualificazione “ordinaria” o “straordinaria” della struttura stessa. Il criterio generale di definizione della competenza giurisdizionale, fondato sul collegamento con il luogo in cui è ubicata la Commissione territoriale che ha adottato il provvedimento impugnato, si applica quando il cittadino straniero abbia un domicilio privato, non assimilabile ad alcuno dei centri di accoglienza previsti dalla legge.

In conclusione, per i ricorsi proposti da cittadino straniero richiedente protezione internazionale, avverso il provvedimento emesso nei suoi confronti dalla cd. Unità Dublino, attualmente operante presso il Dipartimento delle libertà civili e dell’immigrazione, costituita presso il Ministero dell’Interno, la competenza territoriale si radica nella Sezione specializzata in materia d’immigrazione del Tribunale nella cui circoscrizione ha sede la struttura di accoglienza o centro nel quale sia ospitato il ricorrente. Il medesimo principio è applicabile D.L. n. 13 del 2017, ex art. 4, comma 3, convertito nella L. n. 46 del 2017, anche all’ipotesi in cui il ricorrente sia trattenuto in un centro di cui al D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 14.

Deve pertanto essere affermata la competenza territoriale della Sezione specializzata per l’immigrazione del Tribunale di Brescia, cui si rimette la causa nei termini di legge.

Nessun provvedimento sulle spese, poichè trattasi di regolamento d’ufficio.

P.Q.M.

Dichiara la competenza del Tribunale di Brescia, dinanzi a cui il giudizio dovrà essere riassunto nei termini di legge.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 19 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 febbraio 2021

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