Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5097 del 03/03/2010

Cassazione civile sez. II, 03/03/2010, (ud. 21/01/2010, dep. 03/03/2010), n.5097

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAZZIOTTI DI CELSO Lucio – Presidente –

Dott. GOLDONI Umberto – Consigliere –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

M.M., (OMISSIS), elettivamente domiciliato

in ROMA, VIALE ANGELICO 92, presso lo studio dell’avvocato ALOISIO

ROBERTO GIOVANNI, che lo rappresenta e difende unitamente a se

medesimo;

– ricorrente –

contro

LABORATORIO DE APLICACIONES FARMACODINAMICAS SA in persona del legale

rappresentante pro tempore;

– intimata –

avverso la sentenza n. 4044/2004 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 23/09/2004;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

21/01/2010 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;

udito l’Avvocato ALOISIO Roberto Giovanni, difensore del ricorrente

che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MARINELLI Vincenzo, che ha concluso per improcedibilità del ricorso,

nel merito rigetto del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L’avv. M.M., con atto notificato l’8.11.2002, convenne dinanzi alla Corte di appello di Roma la Laboratorio De aplicaciones Farmacodinamicas S.A., in seguito per brevità Fardi, chiedendo la riforma della sentenza del Tribunale di Roma del 18.2.2002, che aveva rigettato la domanda di condanna della società al pagamento di L. 37.029.286, residuo corrispettivo rispetto ad un giudizio monitorio ed a due giudizi civili, poi riuniti, ritenendo congruo l’importo già corrisposto di L. 15.000.000.

Resistette la società.

Con sentenza n. 4044/2004 la Corte di appello rigettò il gravame con condanna alle spese, condividendo la decisione del Tribunale sulla congruità del compenso posto che la stessa tariffa prevede l’unicità dello stesso in caso di pluralità di cause riunite ed, in ogni caso, l’importo richiesto per spese e diritti per ogni singolo giudizio ammontava complessivamente a L. 5.040.000, il valore della controversia doveva desumersi dalla transazione e non dalla richiesta, con la conseguenza che la somma versata da Fardi pari a L. 15.000.000, comprensiva di onorari per L. 9.960.000 era sufficiente.

Ricorre il M. con cinque motivi, illustrati da memoria, non svolge attività difensiva controparte.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Col primo motivo si denunzia violazione del D.M. n. 585 del 1994, art. 5 e degli artt. 115, 116 e 132 c.p.c., perchè l’unificazione del compenso avviene dal momento dell’avvenuta riunione; col secondo motivo si lamentano violazione della tabella A-3 ed A-9, del D.M. n. 585 del 1994, artt. 4, 5 e 6 e degli artt. 115, 116 e 132 c.p.c., vizi di motivazione posto che il D.M. citato, art. 6, trova applicazione solo in riferimento alle cause per le quali si proceda a determinazione presuntiva del valore; col terzo motivo si deducono violazione dell’art. 111 Cost., degli artt. 112, 115, 116 e 132 c.p.c., art. 118 disp. att. c.p.c. e vizi di motivazione in relazione al parere formulato dall’ordine professionale; col quarto motivo si lamentano violazione degli artt. 112, 115 e 116 c.p.c., art. 2697 c.c., e vizi di motivazione per avere la Corte di appello ritenuto determinante l’intervento di altro legale spagnolo; col quinto motivo si lamentano violazione delle tabelle A e vizi di motivazione in ordine alle spese liquidate.

Osta all’esame del ricorso la preliminare considerazione che si indica la avvenuta notifica della sentenza il 3 dicembre 2004 ma non si produce detta copia notificata ma copia autentica rilasciata il 15.10.2004, in violazione del disposto dell’art. 369 c.p.c., che prevede, a pena di improcedibilità, la produzione della copia autentica della sentenza con la relazione di notificazione, se questa è avvenuta, senza provare la tempestività dell’impugnazione.

Sul punto si sono pronunziate le S.U. di questa Corte con la sentenza n. 9005/09, dirimendo un contrasto tra le sezioni semplici.

Donde l’improcedibilità del ricorso, senza pronunzia sulle spese, attesa la mancata costituzione di controparte.

P.Q.M.

La Corte dichiara improcedibile il ricorso.

Così deciso in Roma, il 21 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 3 marzo 2010

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