Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5092 del 16/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 16/02/2022, (ud. 16/11/2021, dep. 16/02/2022), n.5092

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14931-2021 proposto da:

S.M.M., ricorrente che non ha depositato il ricorso

nei termini previsti dalla legge;

– ricorrente non costituito –

contro

AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI, (OMISSIS), in persona del

Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende, ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 5/1/2021 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELLA SARDEGNA, depositata il 18/01/2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 16/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA ENZA

LA TORRE.

 

Fatto

RITENUTO

che:

Come si evince dal controricorso proposto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, S.M.M. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della CTR della Sardegna, n. 5/2020 depositata in data 18.01.2021 – ma ne ha omesso, il deposito in cancelleria come da certificazione negativa di quest’ultima, ex art. 369 c.p.c. (ai sensi del quale il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della Corte, a pena di improcedibilità (artt. 375 e 387 c.p.c.), nel termine di giorni venti dall’ultima notificazione alle parti contro le quali è proposto).

Diritto

CONSIDERATO

che:

Il potere della Corte di cassazione di dichiarare di ufficio l’improcedibilità del ricorso sussiste anche in ipotesi di mancato deposito di esso, ove la parte intimata ne abbia portato a conoscenza della Corte l’esistenza con il controricorso.

Costituisce infatti giurisprudenza consolidata di questa Corte, attesa la perentorietà del termine previsto dall’art. 369 c.p.c., che il deposito tardivo del ricorso per cassazione dopo la scadenza del ventesimo giorno dalla notifica del gravame comporta l’improcedibilità del ricorso stesso, rilevabile anche d’ufficio e non suscettibile di successiva sanatoria derivante dalla costituzione del controricorrente ex art. 156 c.p.c. (v. (cfr. Cass. n. 25453 del 2017; Cass. n. 26529 del 2017; Cass. n. 25201; principio già affermato da Cass. Sez., U n. 4859-81 e Cass. Sez. U n. 6420-81; v. anche Cass. n. 20327 del 2019).

In conseguenza, anche l’omesso depositò del ricorso – ipotesi più grave del deposito tardivo – deve essere sanzionato dalla declaratoria di improcedibilità, giusto il disposto dell’art. 369 c.p.c. (cfr. in tal senso, Cass. 24 maggio 2013, n. 12894; Cass. n. 15544 del 2012).

Il ricorso principale, dunque, deve essere dichiarato improcedibile. Dato il rilievo officioso della improcedibilità, le spese vanno compensate. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1- bis, se dovuto.

P.Q.M.

Dichiara improcedibile il ricorso e compensa le spese. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, il 16 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 16 febbraio 2022

 

 

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