Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5090 del 05/03/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 5090 Anno 2018
Presidente: CRISTIANO MAGDA
Relatore: SCALDAFERRI ANDREA

ORDINANZA

sul ricorso 98-2015 proposto da:
UNICREDIT SPA, in persona del legale rappresentante,
elettivamente domiciliata in ROMA, LUNG.TEVERE A. DA
BRESCIA 9-10, presso lo studio dell’avvocato ANDREA
FIORETTI, rappresentata e difesa dall’avvocato GUIDO UBERTO
TEDESCHI;
– ricorrente contro
FALLIMENTO RABOR SRL, FALLIMENTI RAPETTI INDUSTRIE

SRL, in persona dei Curatori, elettivamente domiciliati in
ROMA, PIAZZA MANCINI 4, presso lo studio dell’avvocato
CRISTINA BERTOCCHINI, che li rappresenta e difende
unitamente all’avvocato STEFANO POLI;
– controricorrenti –

Data pubblicazione: 05/03/2018

avverso il decreto n. 3952/2013de1 TRIBUNALE di PARMA,
depositato il 12/11/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 14/12/2017 dal Consigliere Dott. ANDREA

Il Collegio
rilevato che, con ricorso notificato in data 28 dicembre 2014,
UNICREDIT S.P.A. ha proposto ricorso per cassazione del
decreto, depositato in data 12 novembre 2014 con il quale il
Tribunale di Parma ha respinto l’opposizione allo stato passivo
dei Fallimenti RAPETTI INDUSTRIE S.R.L. e RABOR S.R.L.
proposta dall’odierna ricorrente;
che gli intimati Fallimenti resistono con unico controricorso;
considerato che il ricorso si basa su due motivi, illustrati anche
da memoria;
che con il primo motivo la ricorrente censura, sotto il profilo del
vizio di motivazione, la statuizione con la quale il Tribunale ha
rigettato l’eccezione di giudicato interno del decreto ingiuntivo
su cui si basavano le due istanze di ammissione agli stati
passivi dei fallimenti, laddove il Tribunale avrebbe diTIEUZD
erroneamente rilevato la mancata apposizione della formula di
esecutorietà al decreto ai sensi dell’art. 647 c.p.c., atteso che,
trattandosi, come più volte dedotto in atti,di mancata
proposizione di opposizione, il passaggio in giudicato doveva
ritenersi automatico, con conseguente intangibilità delle
somme portate dal provvedimento monitorio (invece decurtate
dal giudice delegato);
che il secondo motivo di ricorso lamenta l’identico errore,
questa volta sotto il profilo della violazione di legge (art. 2909
cod. civ.);
Ric. 2015 n. 00098 sez. M1 – ud. 14-12-2017
-2-

SCALDAFERRI.

ritenuto di procedere alla redazione della motivazione in forma
semplificata;
ritenuto che i due motivi, da esaminarsi congiuntamente, sono

••

infondati atteso che -come la giurisprudenza di questa Corte è
ormai costante nell’affermare- il decreto ingiuntivo acquista

inoppugnabile per l’ammissione al passivo, solo nel momento
in cui il giudice, dopo averne controllato la ritualità della
notificazione, lo dichiari, in mancanza di opposizione o di
costituzione dell’opponente, esecutivo ai sensi dell’art. 647
c.p.c., laddove, in caso di opposizione, come si evince dal
coordinato disposto degli artt. 653 e 308 c.p.c., basta che il
relativo giudizio si sia estinto e che, al momento della sentenza
di fallimento, sia decorso il termine di dieci giorni per proporre
reclamo avverso l’ordinanza di estinzione (cfr. ex multis: Cass.
n. 23775/17; n. 3987/16; n.1650/14; n.2302/13;
n.28553/11);
che la motivazione impugnata ha fatto corretta applicazione dei
citati principi, avendo rilevato che nella specie si verteva in
ipotesi di mancata proposizione di opposizione avverso il
decreto ingiuntivo e mancava il decreto di esecutorietà ex art.
647 c.p.c.;
che pertanto il ricorso deve essere rigettato;
che le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in
dispositivo;
P.Q.M.
rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al rimborso in favore
dei controricorrenti delle spese di questo giudizio, in C 5100,00
(di cui C 100,00 per esborsi), oltre spese generali forfetarie e
accessori di legge.

Ric. 2015 n. 00098 sez. M1 – ud. 14-12-2017
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efficacia di giudicato sostanziale, idoneo a costituire titolo

Dà inoltre atto, ai sensi dell’art.13 comma

1 quater D.P.R.

n.115/2002, della sussistenza dei presupposti per il
versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a
titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a
norma del comma 1 bis dello stesso articolo 13.

2017

,
Il res• ente

Funzionprio Giudizio
T7UJR

_
DEPOSITATO IN CANCF; LFRIA
Roma,

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 14 dicembre

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