Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5082 del 05/03/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 5082 Anno 2018
Presidente: CRISTIANO MAGDA
Relatore: ACIERNO MARIA

ORDINANZA
sul ricorso 7419-2015 proposto da:
VALDEMBURG MASSIMILIANO EDOARDO, VALDEMBURG
ROBERTO CRISTIANO, quali eredi del sig. Sergio Valdemburg, in
proprio e quale socio amministratore e legale rappresentante della
società estinta SAR_M SNC di Sergio Valdemburg & C., LUCIA ALDA
SARTORI, sia quale erede del sig. Sergio Valdemburg sia quale ex
socia della predetta società, elettivamente domiciliati in ROMA,
LUNGOTEVERE FLAMINIO 60, presso lo studio dell’avvocato
FABRIZIO PARAGALLO, che li rappresenta e difende unitamente
all’avvocato ANGELO FORNI;
– ricorrenti contro

Data pubblicazione: 05/03/2018

CARMELO ZAPPULLA, nella qualità di Curatore del fallimento del
Gruppo SARPLAST SPA, elettivamente domiciliato in ROMA,
PIAZZA CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di
CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato PAOLO

– controricorrente avverso la sentenza n. 170/2014 della CORTE D’APPELLO di
CATANIA, depositata il 03/02/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 14/12/2017 dal Consigliere Dott. MARIA ACIERNO.

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con atto di citazione del 19/02/2002 la curatela del fallimento del
gruppo Sarplast s.p.a. ha convenuto in giudizio la Sam S.n.c. di Sergio
Valdemburg e Luigia Sartori chiedendo che venissero dichiarati
inefficaci ex art. 67, comma secondo, 1.f., due pagamenti eseguiti in
favore della stessa Sarplast nell’anno anteriore all’ammissione della
società alla procedura di amministrazione controllata e nella pendenza
della procedura di concordato preventivo.
Con sentenza n.789/2009 il Tribunale ha accolto parzialmente la
domanda e la Corte d’appello, con sentenza del 27/01/2014, ha
rigettato l’impugnazione, affermando:
1) l’accertamento della natura simulata della costituzione della società
Sarm (finalizzata a “coprire” il rapporto di lavoro subordinato con
Sergio Valdemburg, così da eludere gli obblighi contributivi) non
era stato richiesto in primo grado, per cui la censura doveva
considerarsi nuova;
Ric. 2015 n. 07419 sez. M1 – ud. 14-12-2017
-2-

MUNAF0′;

2) la qualificazione del rapporto da cui sono scaturiti i pagamenti
come di lavoro subordinato esorbitava dalla competenza del giudice
fallimentare ed era di ostacolo all’accertamento della natura
privilegiata del credito;
3) come poteva evincersi dalla documentazione in atti, sussisteva la

controllata.

Avverso questa pronuncia propongono ricorso per cassazione
Massimiliano Edoardo Valdemburg e Roberto Cristiano Valdemburg,
quali eredi di Sergio Valdemburg, sulla base di due motivi, cui resiste
con controricorso la curatela.
Nel primo motivo viene censurata la violazione degli artt. 36, 38, e 413
c.p.c. per avere la Corte d’appello ritenuto che il giudice della
revocatoria fallimentare fosse incompetente per materia in ordine alla
domanda riconvenzionale relativa all’accertamento della natura
subordinata del rapporto di lavoro, sulla quale il Tribunale non si era
pronunciato senza tuttavia declinare la propria competenza avendo
svolto istruttoria sul punto.
Nel secondo motivo viene dedotta la violazione dell’art. 112 c.p.c., ex
art. 360 n. 4, c.p.c., per avere la Corte d’appello ritenuto che fosse stata
richiesta domanda di accertamento della natura simulata della
costituzione della società Sarm, mentre la domanda riconvenzionale
aveva avuto ad oggetto l’interposizione fittizia soggettiva volta
all’elusione degli obblighi previdenziali e a occultare il rapporto di
lavoro subordinato.

Ric. 2015 n. 07419 sez. M1 – ud. 14-12-2017
-3-

scientza decoctionis già dalla sottoposizione ad amministrazione

Rilevato:
— che è stato depositato atto di rinuncia al ricorso ex art. 390 c.p.c.,
sottoscritto dai ricorrenti e dal loro avvocato e notificato alla
curatela controricorrente in data 06/12/2017;

atto notificato il 06/12/2017 e sottoscritto dal curatore stesso e dal
suo avvocato;
deve essere conseguentemente dichiarata l’estinzione del giudizio,
senza provvedere sulle spese ex art. 391, ult. comma, c.p.c.

P.Q.M.

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 14 dicembre 2017.

— che la curatela ha dichiarato di aderire alla predetta rinuncia con

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