Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5066 del 16/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 16/02/2022, (ud. 16/12/2021, dep. 16/02/2022), n.5066

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20488-2020 proposto da:

C.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DOMENICO

CIRILLO 15, presso lo studio dell’avvocato AGNESE CONDARELLI, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 8293/13/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CAMPANIA, depositata il 05/11/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16/12/2021 dal Consigliere Relatore Dott. COSMO

CROLLA.

 

Fatto

CONSIDERATO IN FATTO

1. C.V. impugnava davanti alla Commissione Tributaria Provinciale Napoli l’estratto di ruolo riferito a nove cartelle di pagamento assumendo il difetto di notifica delle cartelle.

2. La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva parzialmente il ricorso con riferimento a due cartelle di pagamento ritenendo che l’Agenzia delle Entrate non avesse fornito la prova della notifica.

3. La sentenza veniva impugnata dal contribuente e la Commissione Tributaria Regionale della Campania rigettava l’appello rilevando, per quanto di interesse in questa sede: a) che la notifica delle cartelle di pagamento era stata validamente eseguita; b) che, in ogni caso, il contribuente si era limitato solamente a dedurre il vizio di notifica dell’atto esattivo senza muovere alcuna contestazione in merito al credito fiscale.

4. Avverso la sentenza della CTR ha proposto ricorso per Cassazione il contribuente sulla base di due motivi. Si è costituita l’Agenzia delle Entrate depositando controricorso.

5. Sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi del novellato art. 380 bis c.p.c. risulta regolarmente costituito il contraddittorio. Il contribuente ha depositato memoria illustrativa.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1. Con il primo motivo di impugnazione il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 140,148 e 149 c.p.c. e del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 1, lett. e), della L. n. 890 del 1982, artt. 7, 8 e 14, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per non avere la CTR rilevato l’inesistenza o l’invalidità della notifica dell’avviso di liquidazione non essendo stata osservata la procedura prevista dalla normativa di settore.

1.1 Con il secondo motivo lamenta il contribuente la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, dell’art. 156 c.p.c., del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 3, 10, 11, 12, 15, 20, 25, 26, 30, 49, 50 e 57, del D.M. n. 321 del 1999, artt. 1,2,3 e 6, del D.Lgs. n. 46 del 1999, artt. 11 e 12, nonché della L. n. 241 del 1990, artt. 3 e 22 e della L. n. 212 del 2000, artt. 6,7,12 e 17, si argomenta che la notifica dell’atto è elemento essenziale in quanto consente al contribuente di essere reso edotto della pretesa fiscale per l’esercizio del diritti di impugnazione.

2. In difformità con la proposta del relatore, il Collegio, ritiene di esaminare prioritariamente il secondo motivo di impugnazione avente ad oggetto l’autonoma ratio decidendi della sentenza di secondo grado che ha rilevato l’inammissibilità dell’appello essendosi il contribuente limitato solamente a dedurre il vizio di notifica dell’atto esattivo senza muovere alcuna contestazione in merito al credito fiscale.

2.1 Il motivo è infondato.

2.2 Questa Corte ha ripetutamente affermato che “la notificazione è una mera condizione di efficacia e non un elemento costitutivo dell’atto amministrativo di imposizione tributaria, cosicché il vizio di nullità ovvero di inesistenza della stessa è irrilevante ove l’atto abbia raggiunto lo scopo” (Cass. n. 654/2014) E’ il raggiungimento dello scopo, infatti, e cioè consentire al contribuente la piena conoscenza dell’atto impositivo, quel che realizza il nucleo forte di tutela dell’esercizio del diritto di difesa cui sono parametrare tutte le garanzie offerte dall’ordinamento rerché tale effetto sia davvero conseguito, senza dar rilievo ad aspetti puramente formali che ostacolino la pronuncia sostanziale di giustizia alla quale tende l’ordinamento. La sanatoria, tuttavia, si è precisato “non esplica alcun effetto sui requisiti di validità ed esistenza dell’avviso di accertamento, non potendo, quindi, impedire il decorso del termine di decadenza previsto dalla legge per l’esercizio della potestà impositiva, eventualmente maturato precedentemente al fatto sanante” (Cass. n. 10445/2011)” (cfr. Cass. nr 21171/2018). Alla luce di tale principio l’irritualità della notificazione può essere fatta valere dal contribuente unicamente al fine di eccepire la decadenza dell’amministrazione dalla possibilità di esercitare la pretesa tributaria, o la prescrizione dell’azione, ovvero al fine di dimostrare la tempestività dell’impugnazione dell’atto, altrimenti il contribuente non ha interesse a dedurre un vizio della notificazione che non ridonda, di per sé, in vizio dell’avviso di accertamento (cfr. Cass. nr 16403/2003 10079/2017).

2.3 Nella fattispecie in esame è pacifico che il contribuente abbia impugnato l’estratto di ruolo deducendo esclusivamente l’invalidità della notifica della cartella esattoriale non muovendo alcuna contestazione, né di carattere formale né sostanziale, sulla pretesa creditoria dell’Ufficio.

2.4 La CTR nell’escludere la carenza di interesse del contribuente, rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento, ha fatto buon governo dei principi sopra indicati.

3. Il rigetto del secondo motivo esime questo Collegio dall’esame del primo motivo dal momento che si rileva del tutto superfluo l’accertamento della validità della notifica della cartella.

4. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

PQM

La Corte;

rigetta il secondo motivo del ricorso, assorbito il primo. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio che si liquidano in Euro 5.600,00 per compensi oltre spese prenotate a debito.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente principale dell’ulteriore importo pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 16 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 16 febbraio 2022

 

 

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