Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5064 del 25/02/2020

Cassazione civile sez. VI, 25/02/2020, (ud. 31/10/2019, dep. 25/02/2020), n.5064

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Presidente –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 29209/2018 R.G. proposto da:

C.D., quale liquidatore della AGRIVENST S.R.L. e quale

rappresentante legale della CADIVENST S.R.L., rappresentate e difese

dall’avv. Rosario Dicanosa, con domicilio in Cerignola, via Gubbio

n. 3.

– ricorrente –

contro

DAVENIA ALIMENTARCOMMERCIALE S.R.L., in persona del legale

rappresentante.

– intimata –

avverso la sentenza della Corte d’appello di Bari n. 1364/2017,

depositata in data 21.9.2017.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 31.10.2019.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Corte distrettuale di Bari, in accoglimento dell’appello proposto

dalla Davenia s.r.l. ed in integrale riforma della sentenza del Tribunale di Foggia n. 13/2012, ha revocato il decreto ingiuntivo ottenuto dalla Agrinvest s.r.l., per il pagamento delle forniture di cui alle fatture nn. (OMISSIS) e (OMISSIS), rilevando che:

il credito azionato in via monitoria era già stato opposto in compensazione nel giudizio proposto dalla Davenia s.r.l. dinanzi al tribunale di Milano per il pagamento della somma di Euro 42.551,30;

il Tribunale, con sentenza passata in giudicato, aveva escluso che vi fosse prova dell’accordo transattivo con cui le parti avevano definito ogni reciproca spettanza;

la domanda di pagamento oggetto della presente controversia, doveva ritenersi preclusa dal suddetto giudicato esterno, non potendo riproporsi nessuna questione la cui soluzione, in senso diverso avrebbe l’effetto di annullare o diminuire la portata del giudicato;

nello specifico, vi era totale identità dei fatti costitutivi delle pretese dedotte nei due giudizi, poichè il credito della Agrinvest, azionato dinanzi al tribunale di Foggia, si identificava con quello opposto in compensazione dinanzi al tribunale di Milano (avendo titolo nel rapporto di fornitura documentato dalle fatture nn. (OMISSIS) e (OMISSIS) e dai documenti di trasporto nn. (OMISSIS) e (OMISSIS)), così come il credito della Davenia, fondato sulla fattura n. (OMISSIS) e sui relativi documenti di trasporto, era stato già azionato nella prima controversia oltre che opposto in compensazione nel presente giudizio;

la sentenza del Tribunale di Milano aveva accertato l’esistenza del credito della Davenia, ritenendo infondate le eccezioni e gli assunti difensivi dell’Agrinvest, perchè non sorretti da riscontro probatorio e tale pronuncia, passata in giudicato, impediva di riesaminare le contrapposte pretese creditorie, rendendo inammissibile la domanda della ricorrente.

La cassazione della sentenza è chiesta da C.D., quale liquidatore dell’Agrinvest e quale rappresentante della Cadivenst s.r.l., socia della predetta società, con ricorso in unico motivo, illustrato con memoria.

La Davenia Alimentarcommercial s.r.l. non ha svolto difese.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Deve preliminarmente darsi atto che il ricorso risulta proposto da C.D. nella duplice qualità di liquidatore dell’Agrinvest s.r.l., cancellata dal registro delle imprese in data (OMISSIS), e di amministratore della Cadinvest s.r.l., socia della società estinta.

Di conseguenza, l’impugnazione deve ritenersi ritualmente proposta solo dalla Cadinvest s.r.l., poichè la cancellazione dell’Agrivest dal registro delle imprese ha determinato l’estinzione della società, la cessazione degli amministratori e dei liquidatori e la successione nel credito da parte dei soci, unici legittimati a proporre il ricorso, dovendo inoltre ritenersi che, avendo l’Agrinvest agito per il recupero prima della cancellazione dal registro delle imprese, non abbia affatto inteso rinunciare alla pretesa (Cass. 17492/2018; Cass. 8582/2018; Cass. 15637/2019; Cass. 13921/2019).

2. Con l’unico motivo di ricorso si censura la violazione dell’art. 2909 c.c., artt. 39 e 324 c.p.c., sostenendo che, contrariamente a quanto sostenuto dalla Corte distrettuale, nel giudizio di opposizione instaurato dinanzi al Tribunale di Milano e conclusosi con sentenza passato in giudicato, la Agrinvest non aveva affatto eccepito in compensazione il credito azionato dinanzi al Tribunale di Foggia (non avendo disponibilità di un titolo giudiziale), ma si era limitata a chiedere il rigetto della domanda sulla base di una transazione perfezionata con la Davenia, riservandosi di agire separatamente per il pagamento di quanto dovutole.

Il motivo è fondato.

L’azione di pagamento, proposta in forma monitoria dalla Agrinvest nel presente giudizio, era fondata sulle fatture nn. (OMISSIS) (e sui relativi documenti di trasporto).

Spiegando opposizione, la Davenia aveva dedotto in compensazione il proprio credito derivante dalla fattura n. (OMISSIS), già oggetto di accertamento con sentenza passata in giudicato del Tribunale di Milano, assumendo che detta pronuncia avesse negato la sussistenza della pretesa opposta in compensazione dall’Agrinvest.

La Corte d’appello, dopo aver rilevato la perfetta identità dei crediti dedotti nei due giudizi, ha dichiarato inammissibile la domanda principale poichè preclusa dalla pronuncia del tribunale di Milano, che, siccome passata in giudicato, non consentiva di riproporre, in un diverso procedimento, le questioni la cui soluzione avrebbe posto nel nulla o limitato gli effetti del giudicato (cfr. sentenza, pag. 7). Tale assunto non può essere condiviso.

Premesso che, dovendosi verificare la sussistenza del giudicato esterno, questa Corte ha possibilità di accedere agli atti di causa, è dato evincere dall’esame della sentenza che, mentre il credito vantato dalla Davenia dinanzi al tribunale di Milano era lo stesso eccepito in compensazione nel presente giudizio (per la corrispondenza tra le fatture prodotte nelle due distinte controversie), detto giudicato non presupponeva anche l’accertamento dell’insussistenza della pretesa dedotta dalla Agrinvest e poi nuovamente azionata dinanzi al tribunale di Foggia. In quella sede la ricorrente aveva resistito alla domanda non solo affermandosi creditrice dell’importo di Euro 42.442,40 in base alle fatture nn. (OMISSIS) e (OMISSIS), ma deducendo che le rispettive ragioni di credito erano state composte con transazione, sicchè la Davenia non aveva titolo a pretendere alcunchè.

Come inoltre evidenziato in ricorso, detta società si era riservata di agire separatamente per ottenere il pagamento del prezzo delle forniture, dichiarando di aver già conferito il mandato al difensore per procedere in sede giudiziale.

Tali allegazioni non sostanziavano il contenuto dell’eccezione di compensazione, essendo prospettato un diverso fatto estintivo – il negozio transattivo – la cui dichiarata insussistenza non implicava,sul piano logico e giuridico, la negazione del credito dell’Agrinvest che ne aveva costituito oggetto.

La pronuncia del tribunale di Milano si era inoltre limitata ad affermare che non vi era prova della transazione, senza stabilire neppure implicitamente – che l’Agrinvest non avesse alcun titolo per pretendere il pagamento del corrispettivo delle forniture eseguite in favore della Davenia.

Non sussisteva – dunque – alcun giudicato negativo che precludesse nuovamente l’azionabilità del credito dinanzi al tribunale di Foggia, poichè, in considerazione dell’inscindibile rapporto di connessione tra l’oggetto del giudicato e l’oggetto del processo nel quale questo si era formato, l’efficacia della pronuncia si estendeva alle sole questioni che avevano costituito i presupposti logicamente e giuridicamente ineliminabili della statuizione finale (Cass. 3669/2019; Cass. 3434/2011).

In definitiva, non avendo l’Agrinvest proposto un’eccezione di compensazione, era escluso che la pronuncia del tribunale di Milano implicasse la negazione del credito vantato o che tale negazione fosse implicita nella statuizione con cui il medesimo tribunale aveva accertato l’insussistenza dell’atto transattivo.

Inoltre – come evidenziato nella memoria ex art. 380 bis c.p.c., – il credito opposto in compensazione dalla Davenia nel presente giudizio, sebbene fondato sul giudicato, era stato estinto per effetto dell’assegnazione delle somme disposta dal giudice dell’esecuzione con provvedimento del 4.11.2010, per cui non residuava in capo alla resistente alcuna pretesa capace di paralizzare la domanda di pagamento proposta in via principale dalla Agrinvest.

Va – in conclusione – dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal Davenia s.r.l., nella qualità di amministratore e liquidatore dell’Agrivest s.r.l., mentre va accolto l’unico motivo di ricorso proposto a nome e nell’interesse della Cadinvest s.r.l..

La sentenza impugnata va cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio della causa ad altra sezione della Corte d’appello di Bari, anche per la pronuncia sulle spese del presente giudizio di legittimità. Nulla sulle spese riguardo al ricorso dichiarato inammissibile, non avendo la Davenia s.r.l. svolto difese.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso proposto da C.D. in qualità di liquidatore ed amministratore dell’Agrivest s.r.l., accoglie l’unico motivo di ricorso proposto a nome e nell’interesse della Cadinvest s.r.l., cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa ad altra sezione della Corte d’appello di Bari, anche per la pronuncia sulle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 31 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 25 febbraio 2020

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