Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5050 del 16/02/2022

Cassazione civile sez. un., 16/02/2022, (ud. 28/09/2021, dep. 16/02/2022), n.5050

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Primo Presidente –

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente di Sez. –

Dott. ACIERNO Maria – Presidente di Sez. –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. MAROTTA Caterina – Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – rel. Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso R.g. n. 26460/2020 proposto da:

V.A., elettivamente domiciliato in Roma, Largo Amilcare

Ponchielli 6, presso lo studio dell’avvocato Domenico RECCIA, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato Marco JOIMA;

– ricorrente –

contro

COOP. ED. UNIONE a r.I., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Via Raffaele Caverni 6,

presso lo studio dell’avvocato Annamaria SANTINI, che la rappresenta

e difende;

– controricorrente –

per regolamento di giurisdizione in relazione al giudizio R.g.

67930/2019 pendente presso il TRIBUNALE di ROMA;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

28/09/2021 dal Consigliere Dott. MILENA FALASCHI;

lette le conclusioni scritte del P.M. in persona del Sostituto

Procuratore Generale Dott. PEPE Alessandro, che, visto l’art. 380

ter c.p.c., ha chiesto alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

di voler dichiarare la giurisdizione del Giudice ordinario.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Con atto notificato il 23 ottobre 2020 V.A. ha proposto ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, basato su un unico motivo, in relazione al giudizio pendente dinanzi al Tribunale di Roma tra il medesimo ricorrente e la società cooperativa edilizia a r.l. UNIONE, da lui introdotto per ottenere sentenza avente gli effetti costitutivi dell’acquisto di unità immobiliare ex art. 2932 c.c., nel corso del quale la società convenuta si è costituita ed oltre a difendersi nel merito, preliminarmente, ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo.

Al regolamento preventivo ha resistito la società cooperativa, con controricorso, concludendo per la inammissibilità ovvero la infondatezza del ricorso.

Il ricorso è stato avviato alla trattazione in Camera di consiglio sulla base delle conclusioni scritte, ai sensi dell’art. 380-ter c.p.c., del Pubblico Ministero, il quale ha chiesto dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Alla esposizione del motivo di ricorso è preliminare il rilievo che il regolamento di giurisdizione proposto è divenuto inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.

La parte ricorrente ha, infatti, depositato il 27 settembre 2021 atto di rinuncia al regolamento, attestante anche l’avvenuta rinuncia agli atti del giudizio pendente dinanzi al Tribunale di Roma, a seguito di accordo bonario intervenuto fra le parti, che con atto del Notaio I. del 14 maggio 2021 hanno proceduto all’assegnazione al V. dell’alloggio oggetto di controversia, definendo tutte le pendenze economiche sussistenti, rinuncia (che reca la data del 16 luglio 2021) presentata dallo stesso ricorrente ed accettata dalla società cooperativa Unione, con sottoscrizione da parte dei rispettivi difensori.

Tale atto di rinuncia comunque è successiva al deposito delle conclusioni del RG., pacificamente pervenute alle parti in data 17.06.2021 (v. dichiarazione contenuta nella stessa rinuncia), e quindi è tardivo (art. 390 c.p.c., comma 1, u.p.). La documentazione depositata, tuttavia, dimostra che la parte ricorrente ha perso ogni interesse alla decisione del ricorso; e poiché la parte controricorrente ha chiesto, in via principale, che il regolamento venga dichiarato inammissibile, non sussiste alcuna ragione perché la Corte esamini nel merito la questione di giurisdizione (v. ordinanze n. 3164 del 2019 e n. 26897 del 2020 di queste Sezioni Unite).

Il regolamento proposto, pertanto, va dichiarato inammissibile.

In ragione dell’esito finale, della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, la Corte ritiene giusta l’integrale compensazione delle spese del presente regolamento.

Non vi è luogo all’applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, in quanto l’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, si applica ai soli casi – tipici del rigetto dell’impugnazione o della declaratoria d’inammissibilità o improcedibilità della stessa, e, trattandosi di misura eccezionale, lato sensu sanzionatoria, è di stretta interpretazione e non suscettibile di interpretazione estensiva o analogica (cfr. di recente, Cass., Sez. Un., 9 novembre 2018 n. 28650), vertendosi nella specie di regolamento preventivo di giurisdizione e non già di impugnazione.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

dichiara interamente compensate fra le parti le spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio delle Sezioni Unite Civili della Corte Suprema di Cassazione, il 28 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 16 febbraio 2022

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