Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5047 del 05/03/2018


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Civile Ord. Sez. 2 Num. 5047 Anno 2018
Presidente: LOMBARDO LUIGI GIOVANNI
Relatore: CORRENTI VINCENZO

ORDINANZA
sul ricorso 18583-2014 proposto da:
BUCCHIERI GIUSEPPA,

ZAPPALA ROSARIO,

elettivamente

domiciliati in ACIREALE (CATANIA), VIA FABIO N.74,
rappresentati e difesi dall’avvocato CARMEN LOMBARDO;
– ricorrenti contro
RUSSO VINCENZO, elettivamente domiciliato in ZAFFERANA
ETNEA, VIA ROMA 241, rappresentato e difeso da se
2018
23

medesimo ex art.86 cpc;

controricorrente e ricorrente incidentale

avverso la sentenza n. 1437/2013 della CORTE D’APPELLO
di CATANIA, depositata il 18/07/2013;
udita la relazione della causa svolta nella camera di

Data pubblicazione: 05/03/2018

FATTO
Con citazione 23.2.2012 Zappalà Rosario e Salvatore, Buccheri Giuseppa
e Maria convenivano davanti la Corte di appello di Catania l’avv. Vincenzo
Russo proponendo appello alla sentenza del Tribunale di Catania, sezione
di Acireale, che aveva stabilito il confine tra due fondi finitimi delle parti

della loro riconvenzionale per danni.
Il Russo resisteva proponendo appello incidentale in riferimento alla
statuizione con la quale il giudice gli aveva ordinato di provvedere
periodicamente a ripulire da rovi e sterpaglie una striscia del suo terreno
adiacente al confine ed alla omessa pronunzia sulla domanda di
demolizione del muro di accesso.
La Corte di appello di Catania, con sentenza 18.7.2013, confermava
integralmente la sentenza condannando gli appellanti principali a due
/
terzi di spese sul presupposto che sul piano fattuale era pacifico il confine
di fatto ed irrilevanti le deposizioni implicanti una qualificazione giuridica
né si ravvisavano altri vizi della decisione.
Ricorrono Zappalà Rosario e Buccheri Giuseppa con due motivi, illustrati
da memoria, resiste Vincenzo Russo proponendo ricorso incidentale.
RAGIONI DELLA DECISIONE
Il ricorso principale denunzia 1) violazione degli artt 116 cpc, 1140,
1141, 1158 e vizi di motivazione per essere stata ritenuta indimostrata
l’eccezione di usucapione; 2) violazione degli artt. 115 cpc, 1140, 1141,
1158, 2697 e vizi di motivazione perché l’attuale possesso non era mai
stato contestato.
1

in Ad i Sant’Antonio in conformità alla richiesta dell’appellato col rigetto

Col ricorso incidentale si denunziano nullità del giudizio ( artt. 112, 113,
115 cpc) ed omesso esame di fatto decisivo per il rigetto del capo
dell’appello incidentale relativo ai danni quantificati dal ctu in euro 550 ed
alla correzione della quantificazione delle spese vive liquidate dal
Tribunale in euro 139 mentre doveva aggiungersi l’importo di euro

Ciò premesso, si osserva:
La sentenza, come dedotto, ha confermato la sentenza di primo grado sul
presupposto che sul piano fattuale era pacifico il confine di fatto ed
irrilevanti le deposizioni implicanti una qualificazione giuridica né si
ravvisavano altri vizi della decisione.
I ricorrenti, col primo motivo, denunziano violazione di norme processuali
e sostanziali e vizi di motivazione ma, a prescindere dalla promiscuità
delle censure incompatibili con la necessaria specificità della
impugnazione, non dimostrano l’esistenza dei presupposti per l’
usucapione rispetto ad una sentenza che ha statuito sulla genericità della
prova implicante una qualificazione giuridica interdetta ai testi che
devono riferire di uno stato di fatto.
Il secondo motivo è generico e non risolutivo nel riferimento ad uno stato
di fatto attuale e non contestato.
Il ricorso incidentale, rispetto ad una sentenza che riferisce di un appello
incidentale relativo alla statuizione con la quale il giudice aveva ordinato
di provvedere periodicamente a ripulire da rovi e sterpaglie una striscia di
terreno adiacente al confine ed alla omessa pronunzia sulla domanda di
demolizione del muro di accesso, è generico nella denunzia dei vizi tanto
2

1062,45 pari alla metà delle spese di ctu.

più che la decisione impugnata, a pagina otto, riferisce che le ulteriori
doglianze non integravano motivi di impugnazione non risultando sorrette
da adeguata argomentazione fattuale e giuridica, il che avrebbe dovuto
comportare una formale impugnazione sul punto,né trascrive i motivi che
non risultano dalla sentenza impugnata ( cass. n. 17049/2015). .

che un esame della questione oggetto di doglianza vi sia pur sempre
stato da parte del giudice di merito, ma che esso sia affetto dalla totale
pretermissione di uno specifico fatto storico.
Nel caso di specie non si ravvisano né l’omesso esame di un fatto
decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, né
un’anomalia motivazionale.
La Corte d’appello, infatti, ha deciso la controversia sulla base delle
risultanze, congruamente delibate.
Donde l’inammissibilità dei ricorsi e la compensazione delle spese.
PER QUESTI MOTIVI
La Corte dichiara inammissibili i ricorsi e compensa le spese, dando
atto dell’esistenza dei presupposti ex dpr 115/2002 per il versamento
dell’ulteriore contributo unificato a carico di entrambe le parti.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Seconda Sezione
Civile della Corte suprema di Cassazione, il 10 gennaio 2018.
( Il Presic(ente

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ari° G iudiziario

NERI

DEPOSITATO IN CANCELLERIA

Roma, 0 5 MAR. 2018

Il vizio motivazionale previsto dal n. 5) dell’art. 360 c.p.c. presuppone

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