Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5028 del 02/03/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 5028 Anno 2018
Presidente: PETITTI STEFANO
Relatore: MANNA FELICE

ORDINANZA
sul ricorso 16782-2015 proposto da:
D’ERUTTA SALVATORE, nella sua qualità di procuratore speciale
della sig.ra Palanga Caterina elettivamente domiciliato in R( )\ VIA
DARDANH,LI 37, presso lo studio dell’avvocato GICSITPF,
(\MPANl2L1 J. rappresentar() e difeso dall’avvocato) ROCCO St.TALV,

ricorrente –

contro
GLRRADO

GURRADO I ,LON ARDO ,

GURRADO

MASSIMO, e la SF,MA SAS DI GURRADO NIASSINIO & C. IN
LIQUIDAZIONI, in persona del suo liquidatore e legale
rappresentante in carica, elettivamente domiciliati in ROMA,
LUNGOTEVERE NIARZIO i, presso lo studio dell’avvocato
ITIL\NCISCO ALV,,\RIO, rappresentati e difesi dall’avvocato
VINCENZO VITO CRIONNA;

C U

Data pubblicazione: 02/03/2018

- controricorrente nonché contro
GURRADO KATIA, GURRADO CESARE, NEGLIA DANIELA;

intimati

LECCE SEZIONE DISTACCATA di “FARANTO, depositata il
20/09/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 23/06/2017 dal Consigliere Dott. FELICE [ANNA.

Ric. 2015 n. 16782 sez. M2 – ud. 23-06-2017
-2-

avverso la sentenza n. 60/2015 della CORTE D’APPELLO di

T2′

IN FATTO E IN DIRITTO
Con due distinti atti di citazione, und del 2006, l’altro del 2008, Salvatore
D’Erchia, non in proprio bensì nella qualità di procuratore speciale di Caterina
Palanga, con citazione notificata il 10.3.2006 conveniva in giudizio, davanti al
Tribunale di Taranto, dapprima Massimo, Alessio, Cesare e Katia Gurrado,
nonché la Sema, di Gurrado Massimo & C. s.a.s., poi Leonardo Gurrado,

oltre al risarcimento dei danni.
Riunite le due cause e integrato il contraddittorio nei confronti di. Daniele
Neglia, il Tribunale rigettava le domande con sentenza n. 1709/12.
L’appello proposto da Salvatore D’ Erchia, sempre nella ridetta qualità, era
dichiarato inammissibile dalla Corte d’appello di Lecce, sezione distaccata di
Taranto, con ordinanza n. 60/15 resa ai sensi dell’art. 348-bis e 348-ter c.p.c.
La cassazione di tale ordinanza e della sentenza di primo grado è chiesta da
Salvatore D’Erchia con ricorso affidato complessivamente a tre motivi di
ricorso.
La Sema, di Gurrado Massimo & C. s.a.s. in liquidazione, Massimo, Alessio
e Leonardo Gurrado, resistono con controricorso.
Gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva.
Attivato il procedimento camerale ex art. 380-bis c.p.c., modificato. a
decon-ere dal 30 ottobre 2016, dall’art. 1-bis, comma 1, lett. e), D.L. 31 agosto
2016, n. 168, convertito, con moditìcazioni, dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197,
parte ricorrente ha depositato memoria.
11 primo motivo di ricorso, rivolto contro l’impugnata ordinanza della Corte
d’appello, col quale è dedotta la violazione o falsa applicazione dell’art. 342
c.p.e., è inammissibile, in quanto la decisione della Corte territoriale non è
basata su tale disposizione, ma è stata emessa ai sensi dell’art. 348-bis c.p.c., e
dunque previo apprezzamento negativo della prognosi di accoglibilità del
gravame nel merito.
Il secondo motivo, sempre rivolto contro detta ordinanza, col quale è
dedotta la violazione o falsa applicazione dell’art. 348-bis c.p.c. e degli artt.
1362 e 2721 e ss. cc ., è inammissibile, perché non prospetta vizi relativi alla
legittima emissione di tale provvedimento.

domandando la risoluzione di alcuni contratti di vendita e di una locazione,

. Infatti, l’ordinanza d’inammissibilità del gravarne resa ai sensi dell’art. 348-

ter c.p.c. è ricorribile per cassazione, ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost.,
limitatamente ai vizi suoi propri costituenti violazione della legge processuale,
quali l’inosservanza delle specifiche previsioni di cui agli artt. 348-bis, comma
2, e 348-ter, commi 1, primo periodo e 1 primo periodo, c.p.c., purché
compatibili con la logica e la struttura del giudizio ad essa sotteso (Cass. S.U.

Né le considerazioni che parte ricorrente ha svolto nella sua memoria, con le
quali prospetta un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’alt 348-bis
c.p.c., colgono nel segno, atteso che questa Corte ha già avuto modo di
escludere, in radice, dubbi di legittimità della norma.
Anche il terzo motivo, propriamente diretto contro la sentenza di primo
grado, il quale contesta la mancata ammissione delle prove e, in sostanza, le
modalità di accertamento della volontà negoziale delle parti, è inammissibile.
Le istanze istruttorie non accolte in primo grado e reiterate con l’atto
d’appello, ove non siano state riproposte in sede di precisazione delle
conclusioni, sia in primo grado che nel giudizio di gravame, devono reputarsi
rinunciate, a prescindere da ogni indagine sulla volontà della parte interessata
(Cass. n. 16886/16).
Nella specie, il ricorrente non ha neppure dedotto di aver reiterato dette
istanze e, comunque, non ha neppure riportato il contenuto dell’atto in cui
sarebbero state articolate: né ha riportato il contenuto dei contratti di cui critica
l’interpretazione giudiziale tornita, sicché la censura difetta sotto ogni profilo
di specificità.
Il ricorso va dunque respinto.
1>eutiono a carico della parte ricorrente le spese. liquidate come in giudizio,
e il raddoppio del contributo unificato.
P. Q. M.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente, nella ridetta sua qualità,
alla rifusione delle spese, che liquida in € 6.200,00, di cui 200,00 per esborsi,
oltre spese forfettarie nella misura del 15% ed accessori di legge.

4

2

n. 1914/16).

Dichiara il ricorrenteenutb, in solido tra loro_.
_ • al versamento di un ulteriore
importo a titolo di contributo unificato, a norma dell’art. 13, comma

1-quater

D.P.R. n. 115/02.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sesta sezione civile
della Corte Suprema di Cassazione, il 23.6.2017.
Il Presidente

r

df. Stefano Penni

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