Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5024 del 25/02/2020

Cassazione civile sez. III, 25/02/2020, (ud. 06/11/2019, dep. 25/02/2020), n.5024

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ARMANO Uliana – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – rel. Consigliere –

Dott. OLIVIERI Stefano – Consigliere –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 10528/2018 proposto da:

B.G., domiciliato ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA

DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dagli avvocati

EMILIO TRUCCO, ANTONIO DAVI’;

– ricorrente –

contro

UNIPOSAI ASSICURAZIONI SPA, in persona del legale rappresentante il

procuratore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CRISTOFORO

COLOMBO 440, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO TASSONI, che

la rappresenta e difende unitamente all’avvocato ISABELLA TASSONI;

CONSORZIO ARTIGIANI ROMAGNOLO CAR SOCIETA’ COOPERATIVA, in persona

del legale rappresentante pro tempore, domiciliato ex lege in ROMA,

presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato ROBERTO GIOVANNELLI;

CONS COOP CONSORZIO FRA COOPERATIVE DI PRODUZIONE E LAVORO SOCIETA’

COOPERATIVA, domiciliato ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA

DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

PASQUALINA IANNI;

– controricorrenti –

e contro

ARTEMIDE SRL;

– intimata –

avverso la sentenza n. 325/2017 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 22/02/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/11/2019 dal Consigliere Dott. DANILO SESTINI;

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

B.G. convenne in giudizio il Comune di Siracusa, il CONS.COOP – Consorzio fra Cooperative di Produzione e Lavoro e la Artemide s.r.l. per ottenere il risarcimento dei danni (quantificati in oltre 167.000,00 Euro) provocati alla sua attività commerciale da lavori di manutenzione straordinaria e rifacimento del manto stradale che erano stati realizzati nella strada in cui si affacciava il proprio esercizio e che ne avevano impedito l’accesso e la visibilità da parte della clientela;

costituitisi in giudizio tutti i convenuti, il CONS.COOP (aggiudicatario dei lavori) chiamò in causa il Consorzio Artigiano Romagnolo – C.A.R. (impresa assegnataria dei lavori), mentre la Artemide sr.l. (impresa esecutrice) chiamò in manleva la propria assicuratrice Milano Assicurazioni s.p.a.;

il Tribunale di Siracusa, dichiarati il difetto di legittimazione passiva del CONS.COOP e del C.A.R. e la cessazione della materia del contendere tra l’attore e il Comune (per espressa rinuncia alla domanda da parte del B.), rigettò la domanda per difetto di prova del danno, non risultando prodotti in causa elementi documentali inerenti all’attività dell’attore; condannò, inoltre, il B. al pagamento delle spese processuali in favore dei convenuti e dei terzi chiamati;

pronunciando sull’impugnazione del B., la Corte di Appello di Catania ha accolto parzialmente il gravame, disponendo la compensazione per metà delle spese del giudizio di primo grado nei confronti dell’Artemide e della Milano Assicurazioni; ha inoltre condannato l’appellante al pagamento delle spese del grado in favore del CONS.COOP e del C.A.R. e ha compensato per metà le spese nei confronti della Artemide e della Milano Assicurazioni;

ha proposto ricorso per cassazione il B., affidandosi a cinque motivi; hanno resistito, con distinti controricorsi, il CONS.COOP Consorzio fra Cooperative di Produzione e Lavoro Società Cooperativa, il C.A.R. – Consorzio Artigiani Romagnolo Società Cooperativa e la UnipolSai Assicurazioni s.p.a. (già Milano Assicurazioni);

hanno depositato memoria la Cons.Coop e la UnipolSai Assicurazioni.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

la Artemide s.r.l. non ha svolto attività difensiva nel presente giudizio;

il ricorso per cassazione del B. risulta notificato alla Artemide presso l’avv. Giuseppe Cro, indicato – nella relata – come suo procuratore costituito;

tuttavia, dalla sentenza impugnata non risulta che la Artemide si fosse costituita nel giudizio di appello e che lo avesse fatto a ministero dell’avv. Cro: l’intestazione della sentenza non indica la Artemide fra le parti del giudizio e neppure dalla motivazione è dato evincere se la società fosse presente nella fase di gravame; per di più, il quinto motivo del ricorso è basato proprio sull’assunto che la Artemide sia rimasta contumace in appello;

non sussistendo quindi la certezza che l’avv. Cro sia stato il difensore della Artemide nel giudizio di appello, difettano elementi certi nel senso della ritualità della notifica del ricorso per cassazione nei confronti dell’Artemide;

in una siffatta situazione di dubbio, deve pertanto disporsi che il ricorrente provveda a documentare l’eventuale costituzione della Artemide in grado di appello o – in difetto – a rinnovare la notificazione del ricorso personalmente alla Artemide, alla luce del principio secondo cui “la notifica del ricorso per cassazione effettuata nel domicilio eletto per il primo grado alla parte che sia rimasta contumace in appello è nulla, e non inesistente, in quanto l’atto, pur se viziato, poichè eseguito al di fuori delle previsioni dell’art. 330 c.p.c., commi 1 e 3, può essere riconosciuto come appartenente alla categoria delle notificazioni, anche se non idoneo a produrre in modo definitivo gli effetti propri del tipo di atto; conseguentemente, deve essere disposta la rinnovazione della notificazione ai sensi dell’art. 291 c.p.c.” (Cass., S.U. n. 10817/2008; cfr. anche Cass. n. 16952/2006 e Cass. n. 11485/2018).

P.Q.M.

La Corte dispone che il ricorrente provveda, entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, a comprovare l’eventuale costituzione della Artemide s.r.l. nel giudizio di appello o, in difetto, a rinnovare la notificazione del ricorso alla predetta parte personalmente.

Così deciso in Roma, il 6 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 25 febbraio 2020

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