Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5008 del 25/02/2020

Cassazione civile sez. trib., 25/02/2020, (ud. 21/11/2019, dep. 25/02/2020), n.5008

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CAVALLARI Dario – rel. Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 27646/2014 R.G. proposto da:

B.C., rappresentato e difeso dagli Avvocati Roberto Succio

e Francesco D’Ayala Valva, presso il cui studio in Roma, viale

Parioli 43, ha eletto domicilio;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

generale dello Stato;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale di Torino,

n. 823/31/14, depositata il 19 giugno 2014.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 21 novembre

2019 dal relatore Dario Cavallari.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

B.C. ha adito la CTP di Alessandria, impugnando un avviso di accertamento con il quale era stato rettificato il classamento di un immobile di sua proprietà proposto dal medesimo contribuente.

La CTP di Alessandria, nel contraddittorio delle parti, con sentenza n. 84/5/12, ha accolto in parte il ricorso.

L’Agenzia del territorio ha proposto appello che la CTR di Torino, nel contraddittorio delle parti, con sentenza n. 823/31/14, ha accolto.

B.C. ha proposto ricorso per cassazione sulla base di un motivo.

L’Agenzia delle Entrate ha resistito con controricorso.

Il solo contribuente ha depositato memorie.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con un unico motivo parte ricorrente deduce la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, del D.Lgs. n. 212 del 2000, art. 7, comma 1, e della L. n. 241 del 1990, art. 3, perchè il provvedimento impugnato non era stato adeguatamente motivato, contenendo esso la semplice indicazione dei dati numerici relativi al nuovo classamento.

Inoltre, la CTR di Torino avrebbe errato nell’affermare che il dedotto vizio di motivazione potesse essere sostanzialmente superato dalle difese di merito svolta nel ricorso e che la P.A. potesse integrare i motivi che legittimavano la pretesa fiscale.

La doglianza è fondata.

In tema di classamento di immobili, qualora l’attribuzione della rendita catastale avvenga in seguito alla procedura disciplinata dal D.L. n. 16 del 1993, art. 2, convertito, con modificazioni, in L. n. 75 del 1993 e dal D.M. n. 701 del 1994 (cd. procedura DOCFA), l’obbligo di motivazione dell’avviso di classamento è soddisfatto con la mera indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita solo se gli elementi di fatto indicati dal contribuente non siano stati disattesi dall’ufficio e l’eventuale discrasia tra rendita proposta e rendita attribuita derivi da una valutazione tecnica del valore economico dei bei classati; in caso contrario, la motivazione deve essere più approfondita e specificare le differenze riscontrate, sia per consentire il pieno esercizio del diritto di difesa del contribuente, sia per delimitare l’oggetto dell’eventuale contenzioso (Cass., Sez. 6-5, n. 12389 del 21 maggio 2018).

Non può ritenersi, quindi, come sostiene il ricorrente, che la semplice non condivisione della proposta del contribuente renda automaticamente sempre più gravoso l’onere motivazionale della P.A.

Nella specie, la CTR di Torino, nel confermare l’atto di classamento immobiliare in esame, non ha specificato se il diverso classamento rispetto alla richiesta del contribuente fosse stato conseguenza di una diversa valutazione dei medesimi fatti posti a base della proposta di variazione, nel qual caso la motivazione del provvedimento impugnato (contenente, secondo la sentenza, i dati identificativi del bene, la rendita catastale, i riferimenti normativi e le metodologie operative che avevano presieduto all’attribuzione della detta rendita) sarebbe stata sufficiente o se, invece, quel diverso classamento si fosse fondato sulla ponderazione di fatti diversi da quelli indicati nella richiesta, ipotesi in cui la motivazione del provvedimento sarebbe stata insufficiente.

Se ne ricava che il giudice di appello dovrà effettuare tale accertamento al fine di stabilire se il classamento de quo sia stato motivato in maniera completa.

2. Il ricorso è, quindi, accolto nei termini di cui in motivazione.

La sentenza impugnata è cassata con rinvio alla CTR Piemonte, in diversa composizione, affinchè decida la causa nel merito anche in ordine alle spese di lite.

PQM

La Corte,

accoglie il ricorso nei termini di cui in motivazione;

cassa la sentenza impugnata con rinvio alla CTR Piemonte, in diversa composizione, che deciderà la controversia nel merito anche in ordine alle spese di lite.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 5 Sezione Civile, il 21 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 25 febbraio 2020

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