Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5003 del 28/02/2017


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Cassazione civile, sez. III, 28/02/2017, (ud. 21/09/2016, dep.28/02/2017),  n. 5003

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMBROSIO Annamaria – Presidente –

Dott. RUBINO Lina – rel. Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 3604/2015 proposto da:

C.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA C. POMA 2,

presso lo studio dell’avvocato GREGORIO TROILO, che lo rappresenta e

difende giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

EQUITALIA CENTRO SPA DI FIRENZE, in persona del suo procuratore pro

tempore, Avv. L.G., elettivamente domiciliata in ROMA,

VIA DELLE MILIZIE 22, presso lo studio dell’avvocato BARBARA

PALOMBI, rappresentata e difesa dall’avvocato SALVATORE MENDITTO

giusta procura in calce al controricorso;

COMUNE DI FOSSOMBRONE, in persona del sig. Sindaco p.t.

P.M., elettivamente domiciliato in ROMA, P.LE CLODIO 56 QUARTO

PIANO INT. 8, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI BONACCIO,

rappresentato e difeso dall’avvocato ALDO VALENTINI giusta procura

in atti;

– controricorrenti –

e contro

EQUITALIA CENTRO SPA DI (OMISSIS);

– intimata –

avverso la sentenza n. 992/2014 del TRIBUNALE di PESARO, depositata

il 30/10/2014;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

21/09/2016 dal Consigliere Dott. LINA RUBINO;

udito l’Avvocato GREGORIO TROILO;

udito l’Avvocato GIOVANNI BONACCIO per delega;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SOLDI Anna Maria, che ha concluso per il rigetto del motivo n. 1,

inammissibilità nel resto (iscrizione ipotecaria).

Fatto

I FATTI

Nel 2013 C.M. proponeva opposizione avverso la comunicazione di avvenuta iscrizione ipotecaria notificatagli il 13.3.2013 da Equitalia Centro s.p.a., relativa alla intimazione di pagamento di un debito di oltre 5 milioni di Euro per omesso pagamento di sanzioni amministrative nei confronti del Comune di Fossombrone, deducendo:

– l’invalidità dell’atto di iscrizione ipotecaria, per mancata notifica dell’atto presupposto, ovvero della cartella esattoriale;

– l’invalidità dell’atto di iscrizione ipotecaria per mancata notifica della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria;

– l’invalidità dell’atto di iscrizione ipotecaria per mancanza dei requisiti essenziali, ed anche;

– l’inesistenza del diritto di iscrivere ipoteca e di procedere esecutivamente sui beni del C. in quanto costituiti in fondo patrimoniale.

Il Tribunale di Pesaro, all’esito del giudizio di primo grado, rigettava l’opposizione compensando le spese del giudizio al 50%.

C.M. propone ricorso per cassazione articolato in tre motivi nei confronti del Comune di Fossombrone e di Equitalia Centro s.p.a. avverso la sentenza del Tribunale di Pesaro n. 992/2014 del 30.10.2014, notificata il 26.11.2014, che rigettava le opposizioni all’esecuzione e agli atti esecutivi da lui promosse

Resistono con separati controricorsi sia Equitalia Centro s.p.a. che il Comune di Fossombrone. Quest’ultimo ha depositato anche memoria ex art. 378 c.p.c..

Diritto

LE RAGIONI DELLA DECISIONE

Quanto all’ammissibilità dell’impugnazione, il ricorrente puntualizza che i motivi di opposizione da lui proposti erano riconducibili i primi tre ad una opposizione agli atti esecutivi e l’ultimo ad una opposizione all’esecuzione.

Avendo il tribunale di Pesaro pronunciato congiuntamente su tutti senza qualificare l’opposizione proposta, egli propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza di primo grado in relazione ai motivi di cui all’art. 617, e afferma che proporrà appello per l’ultimo motivo, in cui si deduceva l’inesistenza del diritto a procedere esecutivamente dell’amministrazione.

Il ricorrente ci tiene a precisare che la pretesa da cui muove l’iscrizione si fonda sul mancato pagamento, da parte di una società di capitali ed anche del C., socio e direttore tecnico, di sanzioni amministrative in origine per quasi quattro milioni di euro per aver compiuto attività estrattive al di là del consentito da una cava, ribadendo la marginalità della sua posizione, e l’illegittimità della irrogazione della sanzione a fronte della asseritamente già avvenuta riduzione in pristino dei luoghi.

Rappresenta anche che il Comune proponeva separatamente azione revocatoria ordinaria avverso il fondo patrimoniale costituito nel 2008, accolta in primo grado, pendente in appello, mentre nessuna azione revocatoria veniva proposta avverso il fondo patrimoniale del 2002.

Tutto ciò premesso, con il primo motivo di ricorso deduce l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, la violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 1, n. 4, dell’art. 118 disp. att. c.p.c. e dell’art. 111 Cost. e in via gradata la violazione della L. n. 890 del 1982, art. 7.

Il ricorrente sostiene che non vi è prova della notifica della cartella esattoriale recando l’estratto di ruolo un numero diverso e non essendovi coincidenza neppure sulle date e sulla base di ciò sostiene l’illegittimità della iscrizione ipotecaria a suo danno.

Contesta poi la regolarità della notificazione al C. della cartella esattoriale, deducendo che essa sarebbe stata inviata a mezzo posta senza il rispetto delle formalità stabilite per le notifiche a mezzo posta che sarebbero anche esse applicabili, oltre al D.P.R. n. 26 del 1973, art. 26, in quanto la notifica della cartella sarebbe stata ricevuta in indirizzo diverso dal suo a mani del padre, familiare non convivente. Dalla nullità della notifica dell’atto presupposto discenderebbe la nullità della iscrizione ipotecaria.

Con il secondo motivo il ricorrente deduce sempre l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 1, n. 4, dell’art. 118 disp. att. c.p.c. e dell’art. 111 Cost. e aggiunge la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, comma 2 bis e art. 26, nonchè dell’art. 7 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Contesta che sia stata regolarmente notificata la comunicazione preventiva all’iscrizione ipotecaria (impugnata anche autonomamente), in quanto la sentenza non avrebbe preso posizione rispetto ai suoi rilievi secondo i quali la comunicazione preventiva era stata notificata presso un luogo diverso (località (OMISSIS), anzichè località (OMISSIS)) ed a persona diversa da lui, ovvero al padre, non convivente e non abilitato a ricevere l’atto.

Deduce l’inesistenza della notifica della comunicazione preventiva, non suscettibile di sanatoria ed idonea ad inficiare la legittimità di tutti gli atti successivi.

Sostiene il ricorrente che il giudice del merito non avrebbe tenuto conto del fatto che manca completamente una motivazione sull’atto notificato, ovvero sulla comunicazione di avvenuta iscrizione ipotecaria, come pure mancherebbero le indicazioni relative al responsabile del procedimento e ai termini per proporre opposizione.

Non si procede ad un esame della fondatezza dei predetti motivi di ricorso, perchè il ricorso stesso è inammissibile: manca una espressa qualificazione dell’opposizione proposta, da parte del giudice adito, in termini di opposizione agli atti esecutivi. Solo in presenza di tale qualificazione espressa, sulla base del principio dell’apparenza, sarebbe stato consentito alla parte proporre direttamente ricorso per cassazione.

In mancanza di essa, il mezzo di impugnazione che avrebbe dovuto essere utilizzato dal ricorrente avverso la sentenza di primo grado era l’appello, e non il ricorso per cassazione, in applicazione del principio di diritto affermato dalla pronuncia a Sezioni Unite n. 19667 del 2014, che colloca l’iscrizione ipotecaria esattoriale fuori dall’ambito esecutivo: “L’iscrizione ipotecaria prevista da D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77, non costituisce atto dell’espropriazione forzata, ma va riferita ad una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria, sicchè può essere effettuata anche senza la necessità di procedere alla notifica dell’intimazione di cui al cit. D.P.R. n. 602, art. 50, comma 2, la quale è prescritta per l’ipotesi in cui l’espropriazione forzata non sia iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento”. L’impugnazione dell’ipoteca, iscritta ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77 e del fermo di beni mobili registrati, iscritto ex art. 86 dello stesso D.P.R., costituisce infatti un’azione di accertamento negativo della pretesa dell’agente della riscossione, sicchè dà luogo ad un giudizio ordinario di cognizione che si conclude con sentenza appellabile (v. Cass. n. 24234 del 2015; Cass. n. 25745 del 2015).

Il ricorso è pertanto inammissibile.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come al dispositivo.

Infine, il ricorso risulta notificato successivamente al termine previsto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 18, pertanto deve darsi atto della sussistenza dei presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla citata L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Liquida le spese del presente giudizio in complessivi euro 29.000,00 in favore del Comune di Fossombrone ed in complessivi Euro 22.000,00 in favore di Equitalia Centro s.p.a., di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori e contributo spese generali.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 21 settembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 28 febbraio 2017

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