Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4993 del 15/02/2022

Cassazione civile sez. VI, 15/02/2022, (ud. 27/01/2022, dep. 15/02/2022), n.4993

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

Dott. VARRONE Luca – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3525-2021 proposto da:

VS EXECUTIVE SERVICES SOCIETA’ COOPERATIVA, elettivamente domiciliata

in ROMA, VIA FRANCESCO CARACCIOLO 10, presso lo studio dell’avvocato

MARIANNA ANTENUCCI, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

ROMA CAPITALE, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEL TEMPIO DI

GIOVE 21, presso lo studio dell’avvocato NICOLA SABATO, che la

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 8975/2020 del TRIBUNALE di ROMA, depositata il

22/06/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

27/01/2022 dal Consigliere Dott. VARRONE LUCA;

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. Vs Executive Services Società Cooperativa ha proposto ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Roma di riforma di sentenza del giudice di pace su opposizione a sanzione amministrativa con compensazione delle spese.

2. Roma Capitale ha resistito con controricorso.

3. Su proposta del relatore, ai sensi dell’art. 391-bis c.p.c., comma 4, e art. 380-bis c.p.c., commi 1 e 2, che ha ravvisato la manifesta fondatezza del ricorso, il Presidente ha fissato con decreto l’adunanza della Corte per la trattazione della controversia in camera di consiglio nell’osservanza delle citate disposizioni.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Con due motivi di ricorso si censura la sentenza del Tribunale nella parte in cui ha disposto la compensazione delle spese dell’intero giudizio.

2. Il Relatore ha avanzato la seguente proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.: Il motivo è manifestamente fondato in quanto da un lato deve affermarsi che la soccombenza è situazione che concettualmente precede la regolazione delle spese processuali, il cui contenuto non incide sulla soccombenza stessa, né sulle ragioni che l’hanno determinata (ex plurimis Sez. 3, Sent. n. 7028 del 1999) e dall’altro che se pure l’errore scusabile che aveva determinato la sanzione era stato dedotto solo in sede contenziosa, ciò poteva giustificare la compensazione delle spese nel primo grado di giudizio ma non per quello di appello.

3. Il Collegio non condivide la proposta del Relatore.

In particolare, osserva II Collegio che la valutazione della compensazione delle spese deve farsi avuto riguardo all’esito complessivo del giudizio, sicché permangono anche con riferimento al giudizio di appello le ragioni che giustificano la compensazione delle spese motivata dal Tribunale sulla base del fatto che la Società ricorrente con il proprio errore materiale nella trasmissione del numero di targa aveva determinato l’elevazione dei verbali di violazione di ingresso in zona a traffico limitato.

Ne consegue che ricorrono quelle ragioni di assoluta incertezza nella soluzione della questione trattata che giustificano la compensazione. Nel caso di specie, infatti, l’assoluta incertezza riguardava, secondo quanto accertato nel giudizio di merito con giudizio insindacabile da questa Corte, l’applicabilità della L. n. 689 del 1981, art. 3, alla fattispecie.

In sostanza si vuole dare continuità al seguente principio di diritto: Ai sensi dell’art. 92 c.p.c., come risultante dalle modifiche introdotte dal D.L. n. 132 del 2014 e dalla sentenza n. 77 del 2018 della Corte costituzionale, la compensazione delle spese di lite può essere disposta (oltre che nel caso della soccombenza reciproca), soltanto nell’eventualità di assoluta novità della questione trattata o di mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti o nelle ipotesi di sopravvenienze relative a tali questioni e di assoluta incertezza che presentino la stessa, o maggiore, gravità ed eccezionalità delle situazioni tipiche espressamente previste dall’art. 92 c.p.c., comma 2, Sez. 6 – 2, n. 4696 del 18/02/2019)”.

Il ricorrente lamenta anche un vizio di carenza assoluta di motivazione ex art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, che non è dato riscontrare. Per motivazione apparente la giurisprudenza di questa Corte ricomprende, oltre alla motivazione in tutto o in parte mancante, anche le ipotesi in cui la stessa non contenga una effettiva esposizione delle ragioni alla base della decisione, nel senso che le argomentazioni sviluppate non consentono di ricostruire il percorso logico -giuridico alla base del decisum. Nella specie, invece, la motivazione per quanto succinta è idonea a rendere esplicito il percorso logico-giuridico seguito per la compensazione delle spese.

4. La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

5. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

6. Ricorrono i presupposti processuali di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater per il raddoppio del versamento del contributo unificato, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte Suprema di Cassazione

dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 1500 più 200 per esborsi; dichiara la sussistenza dei presupposti processuali di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, per il raddoppio del versamento del contributo unificato, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della VI-2 Sezione Civile, il 27 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 15 febbraio 2022

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