Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4987 del 15/02/2022

Cassazione civile sez. lav., 15/02/2022, (ud. 15/12/2021, dep. 15/02/2022), n.4987

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BERRINO Umberto – Presidente –

Dott. MANCINO Rossana – rel. Consigliere –

Dott. MARCHESE Gabriella – Consigliere –

Dott. CAVALLARI Luigi – Consigliere –

Dott. DE FELICE Alfonsina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16015-2016 proposto da:

EQUITALIA SUD S.P.A. (DIREZIONE E COORDINAMENTO EQUITALIA S.P.A.

SOCIO UNICO), incorporante di EQUITALIA POLIS S.P.A., in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA FILIPPO CORRIDONI 4, presso lo studio dell’avvocato

CARMELA TROTTA, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

I.N.A.I.L. – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI

INFORTUNI SUL LAVORO, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA IV NOVEMBRE 144,

presso lo studio degli avvocati LORELLA FRASCONA e RAFFAELA FABBI,

che lo rappresentano e difendono;

– controricorrente –

e contro

T.I., T.A.;

– intimate –

avverso la sentenza n. 503/2016 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,

depositata il 11/05/2016 R.G.N. 401/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15/12/2021 dal Consigliere Dott.ssa MANCINO ROSSANA.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. con la sentenza n. 503 del 2016 la Corte d’appello di Salerno ha dichiarato inammissibile il gravame avverso la pronuncia con la quale il primo giudice aveva accolto l’opposizione a cartella esattoriale portante contributi INAIL;

2. la Corte di merito, previa qualificazione dell’azione proposta come opposizione agli atti esecutivi, tenuto conto del tenore delle domande svolte, riteneva la relativa decisione suscettibile di impugnazione con il ricorso per cassazione e non con l’appello;

3. avverso tale sentenza Equitalia Sud s.p.a., ora Agenzia delle Entrate Riscossione, ha proposto ricorso, affidato ad un motivo, per violazione degli artt. 615,616 e 618 bis c.p.c. e del D.Lgs. n. 46 del 1999, incentrato sulla qualificazione implicita dell’opposizione da parte del giudice di primo grado, inferendola dal riferimento, nella sentenza di primo grado, alla questione di merito prospettata – l’applicazione dell’art. 2495 c.c. – e invocando il principio dell’apparenza con riferimento esclusivo alla qualificazione dell’azione proposta effettuata dal giudice a quo, fosse essa corretta o meno, a prescindere dalla qualificazione che ne avessero dato le parti;

4. l’INAIL ha resistito con controricorso adesivo;

5. T.I. e T.A. sono rimaste intimate.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

6. il ricorso è da rigettare;

7. la sentenza di primo grado ha accolto l’opposizione svolta dalle attuali intimate avvero l’estratto di ruolo esclusivamente per irregolarità formali, rimarcando che le cartelle erano state. notificate alle attuali intimate non in proprio bensì quali coobbligate in solido con la società Comel di T.i. & C., cancellata dal registro delle imprese dal 2009, epoca antecedente alla notificazione, così ritenendo fondata la domanda svolta relativamente all’applicazione dell’art. 2495 c.c.;

8. non emerge, dunque, affatto, diversamente da quanto prospettato dall’Agenzia delle Entrate che la decisione del primo giudice abbia contestualmente accolto l’opposizione per irregolarità formali e per l’infondatezza del credito contributivo vantato dall’INAIL;

9. non si verte, dunque, nell’ipotesi in cui un’unica sentenza contenga sia decisioni riguardanti il merito della pretesa sia decisioni riguardanti la regolarità formale del procedimento (quali in particolare quelle della cartella e/o della notificazione), nel qual caso ciascun tipo di decisione è assoggettata al proprio regime impugnatorio e cioè, rispettivamente, l’appello per le prime (nel regime applicabile ratione temporis) e il ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost. per le seconde, salvo il rispetto del principio dell’apparenza (ex multis: Cass. n. 16133 del 2020 e i precedenti ivi richiamati);

10. tale ultimo principio comporta che per individuare il mezzo di impugnazione si deve fare riferimento esclusivo alla qualificazione dell’azione compiuta dal giudice nel provvedimento, indipendentemente dall’esattezza di essa e dalla qualificazione dell’azione operata dalla parti, sicché una sentenza emessa a definizione di un giudizio di opposizione esecutiva è impugnabile con l’appello se il giudice ha qualificato l’azione come opposizione all’esecuzione, mentre è impugnabile solo con ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost. se è stata qualificata dal giudice come opposizione agli atti esecutivi (fra le tante: Cass. n. 16379 del 2005);

11. inoltre, al fine della corretta qualificazione della domanda occorre fare riferimento alla causa petendi e al petitum che, nell’opposizione all’esecuzione, investono l’an dell’esecuzione, cioè il diritto del creditore di procedervi, mentre nell’opposizione agli atti esecutivi investono il quomodo, vale a dire le modalità con le quali il creditore può agire in sede esecutiva (v., fra le altre, Cass. n. 13381 del 2017);

12. in conclusione, proprio per la premessa dianzi illustrata, e per avere le opponenti agito per contestare esclusivamente irregolarità formali del procedimento, come emerge dalla lettura della sentenza di primo grado, correttamente la Corte territoriale ha ritenuto inammissibile l’appello svolto avverso pronuncia di primo grado, di opposizione agli atti esecutivi, non gravata innanzi alla Corte di cassazione;

13. non si provvede alla regolazione delle spese per non avere le parti intimate svolto attività difensiva;

14. ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, sussistono i presupposti processuali per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello per il ricorso ex art. 13, comma 1, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, sussistono i presupposti processuali per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello per il ricorso ex art. 13, comma 1, se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza camerale, il 15 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 15 febbraio 2022

 

 

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