Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4971 del 28/02/2011

Cassazione civile sez. trib., 28/02/2011, (ud. 11/01/2011, dep. 28/02/2011), n.4971

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. BERNARDI Sergio – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – rel. Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

V.G. e V.P., entrambi residente a

(OMISSIS), rappresentati e difesi, giusta delega a margine

del ricorso, dagli Avv.ti Brusatori Felice e Pio Corti, elettivamente

domiciliato nello studio del secondo in Roma, Viale Parioli n. 47;

– ricorrenti –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato,

nei cui uffici, in Roma, Via dei Portoghesi, 12 è domiciliata;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 28/27/2006 della Commissione Tributaria

Regionale di Milano – Sezione n. 27, in data 10/03/2006, depositata

il 06 aprile 2006.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio

dell’11 gennaio 2011 dal Relatore Dott. Antonino Di Blasi;

Sentito il Procuratore Generale dott. Tommaso Basile.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Nel ricorso iscritto al n. 15828/2007 R.G., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“1 – E’ chiesta la cassazione della sentenza n. 28/27/2006 pronunziata dalla C.T.R. di Milano, Sezione n. 27, il 10.03.2006 e DEPOSITATA il 06 aprile 2006.

Con tale decisione, la C.T.R. ha accolto l’appello dell’Agenzia Entrate e rigettato l’originario ricorso dei contribuenti.

2 – Il ricorso, che attiene ad impugnazione di avviso di liquidazione della maggiore INVIM, censura l’impugnata sentenza per violazione e falsa applicazione di legge e vizi della motivazione.

3 – L’intimata Agenzia, giusto controricorso, ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso e, comunque,il rigetto dell’impugnazione.

4 – La questione posta dal primo motivo del ricorso si ritiene possa essere risolta sulla base del consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui “In tema di condono fiscale, non è ipotizzabile una “lite pendente”, suscettibile di definizione a norma della L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 16, comma 3, lett. a) in riferimento all’avviso di liquidazione emesso dall’Ufficio del registro in base alla volontà espressa dalle parti di volersi avvalere, ai fini della determinazione dell’imponibile, del sistema automatico di valutazione di cui al D.L. 14 marzo 1988, n. 70, art. 12 convertito nella L. 13 maggio 1988, n. 154, in quanto in tale ipotesi l’Amministrazione finanziaria si limita a recuperare l’imposta dovuta sulla base della dichiarazione dei contribuenti, svolgendo un’attività1 meramente liquidatoria, non inquadrabile neppure nella categoria residuale prevista con l’ampia formula descrittiva di “ogni altro atto di imposizione”. In conseguenza della non definibilità come “lite fiscale pendente”, non può essere operante la sospensione fino al 30 aprile 2004 dei termini per la proposizione dei ricorsi per cassazione, sancita dallo stesso art. 16 cit., successivo comma 6″ (Cass. n. 14677/2006, n. 12669/2005, n. 19507/2004, n. 4738/2006).

4 bis – Il secondo mezzo, tenuto conto della correttezza, sul piano logico-formale, della motivazione della decisione impugnata, sembra, poi, formulato in spregio al consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui la parte, in sede di ricorso per cassazione, “ha l’onere di indicare in modo esaustivo le circostanze di fatto che potevano condurre, se adeguatamente considerate, ad una diversa decisione, in quanto il detto ricorso deve risultare autosufficiente e, quindi, contenere in sè tutti gli elementi che diano al Giudice di legittimità la possibilità di provvedere al diretto controllo della decisività dei punti controversi e della correttezza e sufficienza della motivazione della decisione impugnata, non essendo sufficiente un generico rinvio agli atti ed alle risultanze processuali” (Cass. n. 849/2002, n. 2613/2001, n. 9558/1997). Ciò in quanto, costituisce pacifico principio quello secondo cui “per potersi configurare il vizio di motivazione su un asserito punto decisivo della controversia, è necessario un rapporto di causalità fra la circostanza che si assume trascurata e la soluzione giuridica data alla controversia, tale da far ritenere che quella circostanza, se fosse stata considerata, avrebbe portato ad una diversa soluzione della vertenza” (Cass. n. 9368/2006, n. 1014/2006, n. 22979/2004).

5 – Si propone, dunque, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c., che il ricorso venga trattato in camera di consiglio e rigettato per manifesta infondatezza, in applicazione dei trascritti, principi.

Il Relatore Cons. Dr. Antonino Di Blasi”.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

La Corte:

Vista la relazione, il ricorso, il controricorso e tutti gli altri atti di causa;

Considerato che il Collegio condivide le argomentazioni, in fatto ed in diritto, svolte nella relazione;

Considerato, in particolare, con riferimento al motivo con cui si deduce il vizio della motivazione, che lo stesso non è spendibile per sindacare la valutazione compiuta in ordine alla quaestio iuris (Cass. 4593/2000, n. 1430/1999);

Ritenuto che, in base a tali condivisi motivi ed ai richiamati principi, il ricorso va rigettato; Considerato che le spese seguono la soccombenza e vanno liquidate in complessivi Euro duemilacento, oltre spese prenotate a debito;

Visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

P.Q.M.

rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti, in solido, al pagamento, in favore dell’Agenzia Entrate, delle spese del giudizio di Cassazione, in ragione di complessivi Euro duemilacento, oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 11 gennaio 2011.

Depositato in Cancelleria il 28 febbraio 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA