Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4891 del 01/03/2018


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Civile Sent. Sez. L Num. 4891 Anno 2018
Presidente: NAPOLETANO GIUSEPPE
Relatore: TRICOMI IRENE

SENTENZA

sul ricorso 18607-2013 proposto da:
MOLINO MARIA LETIZIA MLNMLT6OH55F158H, elettivamente
domiciliata in ROMA, CORSO TRIESTE 87, presso lo
studio dell’avvocato ARTURO ANTONUCCI, rappresentata
e difesa dagli avvocati FABIO SAITTA, NAZARENO
SAITTA, giusta delega in atti;
– ricorrente –

2017
4392

contro

PROVINCIA REGIONALE DI MESSINA, in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata
in ROMA VIALE DEI PARIOLI N. 24 presso lo Studio

Data pubblicazione: 01/03/2018

dell’Avvocato TOMMASO GUALTIERI,

rappresentata e

difesa dall’Avvocato DOMENICO CANDELORO NANIA, giusta
delega in atti;
– controricorrente contro

avverso la sentenza n. 332/2013 della CORTE D’APPELLO
di MESSINA, depositata il 01/03/2013 R.G.N.
19612/2008;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 09/11/2017 dal Consigliere Dott. IRENE
TRICOMI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. RENATO FINOCCHI GHERSI che ha concluso
per il rigetto del ricorso;
udito l’Avvocato ARTURO ANTONUCCI per delega Avvocato
NAZARENO SAITTA;
udito l’Avvocato DOMENICO CANDELORO NANIA.

R.G. o. 18607 de: 2013

FATTI DI CAUSA
i. La Corte d’Appello di Messina ha riformato la sentenza emessa dal
Tribunale di Messina sulla domanda proposta da Molino Maria Letizia nei
confronti della Provincia regionale di Messina, ed ha dichiarato il difetto di
giurisdizione dell’A.G.O. in relazione alla domanda azionata dalla
lavoratrice.

concorso bandito dalla Provincia per un posto di “Direttore tecnico di riserva
naturale, 8 qualifica funzionale”, e di essere stata assunta con contratto
individuale.
Assumeva, tuttavia, l’erroneità del bando atteso che la legge della
Regione siciliana n. 98 del 1981, come modificata dalla legge della Regione
siciliana n. 14 del 1988, aveva individuato la qualifica di Dirigente tecnico
con funzioni di direttore tecnico di riserva naturale e chiedeva quindi
l’attribuzione di detta qualifica di dirigente con le conseguenziali differenze
retributive.
Il Tribunale rigettava la domanda. Proposto appello dalla lavoratrice,
la Provincia regionale di Messina costituitasi ribadiva il difetto di
giurisdizione e in subordine chiedeva il rigetto della domanda.
3. Per la cassazione della sentenza resa in grado di appello ricorre la
lavoratrice prospettando due motivi di ricorso.
4. La Provincia regionale di Messina ha depositato controricorso, che
non risulta notificato.
5. La lavoratrice ha depositato memoria ex art. 378 cod. proc. civ.

RAGIONI DELLA DECISIONE
1. Con il primo motivo di ricorso è dedotta la violazione del giudicato
implicito sulla giurisdizione ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 1, cod. proc.
civ.
Assume parte ricorrente che non era stata ritualmente reintrodotta
nel giudizio, mediante appello incidentale, la questione della giurisdizione, e
che pertanto sulla giurisdizione del giudice ordinario si era formato giudicato
interno, atteso che il Tribunale aveva deciso nel merito la controversia.
È richiamata la giurisprudenza di legittimità, tra cui Cass., S.U., n.
13799 del 2012.

2. La Molino aveva adito il Tribunale esponendo di avere superato il

o. 18(2)07 del 2013

1.1. Il motivo è fondato e va accolto.
Questa Corte, a Sezioni Unite (Cass., S.U., n. 25246 del 2008), ha
affermato che la parte risultata vittoriosa nel merito nel giudizio di primo
grado, al fine di evitare la preclusione della questione di giurisdizione risolta
in senso ad essa sfavorevole, è tenuta a proporre appello incidentale, non
essendo sufficiente ad impedire la formazione del giudicato sul punto la
mera riproposizione della questione, ai sensi dell’art. 346 cod. proc. civ., in

sede di costituzione in appello, stante l’inapplicabilità del principio di
rilevabilità d’ufficio nel caso di espressa decisione sulla giurisdizione e la non
applicabilità dell’art. 346 cod. proc. civ. (riferibile, invece, a domande o
eccezioni autonome sulle quali non vi sia stata decisione o non autonome e
interne al capo di domande deciso) a domande o eccezioni autonome
espressamente e motivatamente respinte, rispetto alle quali rileva la
previsione dell’art. 329, secondo comma, cod. proc. civ., per cui in assenza
di puntuale impugnazione opera su di esse la presunzione di acquiescenza.
Detti principi sono stati ribaditi da Cass., S.U., n. 13799 del 2012,
secondo cui allorché il giudice di primo grado abbia pronunciato nel merito,
affermando, anche implicitamente, la propria giurisdizione, la parte che
intende contestare tale riconoscimento è tenuta a proporre appello sul
punto, eventualmente in via incidentale condizionata, trattandosi di parte
vittoriosa; diversamente, l’esame della relativa questione è preclusa in sede
di legittimità, essendosi formato il giudicato implicito sulla giurisdizione.
Tali principi trovano applicazione nel caso di specie, atteso che il
Tribunale decidendo nel merito ha ritenuto la sussistenza della propria
giurisdizione, ragione per la quale la questione di giurisdizione avrebbe
dovuto costituire oggetto di appello incidentale e non di mera eccezione in
sede di comparsa di costituzione, per non dare luogo, come è avvenuto, al
giudicato interno.
2. All’accoglimento del primo motivo di ricorso segue l’assorbimento
del secondo motivo con cui veniva dedotta la violazione e falsa applicazione
degli artt. 63 e 69, comma 7, del d.lsg. n. 165 del 2001 (art. 360, comma
1, nn. 1 e 3) cod. proc. civ.
3. La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo
motivo.
2

R.G_ o. 12607 dei 2013

Cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese del presente
giudizio alla Corte d’Appello di Messina in diversa composizione.

PQM
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo
motivo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese del
presente giudizio alla Corte d’Appello di Messina in diversa composizione.

TI Presidente

Il Consigliere estensore

Giuseppe Napoletano

Irene Tricorni

3 Funzionario Giudiziarlo
GiovanniEU»; /

Plieltii<-11.(4, CORTE SUPREMA D! CASSAZIOtit w SezioneCosì deciso in Roma, nella camera di consiglio del 9 novembre 2017

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