Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4810 del 15/02/2022

Cassazione civile sez. trib., 15/02/2022, (ud. 09/07/2021, dep. 15/02/2022), n.4810

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPOLITANO Lucio – Presidente –

Dott. FEDERICI Francesco – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

Dott. FRACANZANI Marcello Maria – rel. Consigliere –

Dott. CENICCOLA Aldo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 12339/2015 R.G. proposto da:

C.V., con l’avv. Delio Guido e con domicilio eletto presso

il suo studio in Sulmona, alla via Antonio De Nino n. 8/41,

domiciliato in Roma, p.zza Cavour, presso la Cancelleria della Corte

di Cassazione;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del legale rappresentante p.t.,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio ex lege in Roma, alla via dei Portoghesi, n. 12;

– controricorrente –

e contro

Equitalia Centro s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t.,

con l’avv. Luca Frasca e con domicilio eletto presso il suo studio

in L’Aquila, alla via Gabriele D’Annunzio n. 28, domiciliata in

Roma, p.zza Cavour, presso la Cancelleria della Corte di Cassazione;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale

dell’Abruzzo, L’Aquila, n. 1104/01/14 pronunciata il 25 settembre

2014 e depositata il 15 ottobre 2014, non notificata;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 09 luglio

2021 dal Co: Marcello M. Fracanzani.

 

Fatto

RILEVATO

1.Il contribuente era raggiunto, in data 16.12.2011, da una cartella di pagamento, emessa dall’Agenzia della Riscossione a seguito di un controllo automatizzato D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis in relazione alla dichiarazione modello unico 2007 per l’anno d’imposta 2006.

2. Il contribuente impugnava la cartella, eccependo in principalità la nullità perché notificata oltre il termine del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione previsto dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, comma 19, lett. a), come tale in scadenza alla data del 31.12.2010.

3. I due gradi di merito erano favorevoli alle Amministrazioni, sul presupposto che la notifica in esame doveva ritenersi “in termini” alla luce della proroga disposta dall’OPCM n. 3780 del 2009.

4. Invoca la cassazione della sentenza il contribuente che propone un unico motivo di ricorso. Resistono con tempestivo controricorso sia l’Amministrazione finanziaria sia l’Agenzia della Riscossione.

Diritto

CONSIDERATO

1. Con l’unico motivo di ricorso il ricorrente avanza censura ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 per falsa applicazione di norme di diritto di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25 e all’OPCM n. 3780 del 2009, art. 4.

1.1 In particolare il contribuente denunzia l’illegittimità della sentenza nella parte in cui ha ritenuto applicabile alla cartella di pagamento notificatagli il disposto di cui all’OPCM n. 3780 del 2009, art. 4, comma 3. Lamenta che la proroga in oggetto dovrebbe applicarsi a cartelle di pagamento “aventi natura diversa” da quella oggetto di scrutinio, che invece sarebbe attratta alla tipologia prevista dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, comma 1, lett. a). Afferma altresì che l’OPCM n. 3780 del 2009, art. 4, comma 2, si applica solo ai contribuenti aventi domicilio fiscale nei comuni del “cratere”: avendo il contribuente domicilio fiscale fuori da detto ambito la deroga non può trovare applicazione. Irrilevante sarebbe poi la circostanza che l’Agenzia della riscossione abbia sede nella città de L’Aquila, compresa nel c.d. cratere del terremoto, giacché il comma 3, relativo alla notifica ai contribuenti aventi domicilio fiscale “fuori” dal cratere, si applica alle cartelle diverse da quelle del comma 2.

Il motivo è infondato.

2. L’OPCM n. 3780 del 2009, art. 4, comma 2, stabilisce che “Anche in deroga alle disposizioni della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 3, comma 3, concernente l’efficacia temporale delle norme tributarie, sono prorogati di un anno, con riferimento alle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2005 e 31 dicembre 2006, i termini di decadenza per la notifica, ai contribuenti aventi domicilio fiscale nei Comuni di cui al comma 1 del presente articolo, delle cartelle di pagamento di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 25, comma 1, lett. a) e b)”. Il successivo comma 3 afferma poi che “Anche in deroga alle disposizioni della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 3, comma 3, concernente l’efficacia temporale delle norme tributarie, sono prorogati al 31 dicembre 2011 i termini di decadenza e prescrizione per la notifica delle cartelle di pagamento diverse da quelle previste al comma 2 del presente articolo, derivanti da iscrizioni a ruolo riguardante debitori aventi domicilio fiscale, alla data del 6 aprile 2009, nei Comuni di cui al comma 1 del presente articolo, ovvero altrove ma di competenza di uffici pubblici operanti nei medesimi Comuni, la cui scadenza è compresa nel periodo tra il 6 aprile 2009 ed il 31 dicembre 2010”.

2.1 Orbene, è circostanza pacifica che sia l’Agenzia delle Entrate sia l’Agente della Riscossione abbiamo sede nel comune de L’Aquila, compreso nel cratere sismico. E’ altresì dato pacifico e incontestato tra le parti che il contribuente risieda fuori dal cratere sismico ma, in ogni caso, in un comune di competenza degli uffici pubblici operanti nel medesimo comune (L’Aquila). E’, infine, altrettanto pacifico che la cartella di cui trattasi sia diversa da quelle di cui al comma 2, tenuto conto che, come correttamente eccepito dal patrono erariale, l’ambito di applicazione del comma 2 citato è circoscritto a quelle destinate a contribuenti aventi domicilio fiscale nei comuni compresi nel cratere sismico. Ne’ il contribuente ha illustrato o precisato in che cosa dovrebbe consistere la pluri-invocata “diversità”, di tal via offrendo il fianco anche ad un profilo di inammissibilità della censura per difetto di specificità.

2.2 Non si tratta, quindi, di inapplicabilità del più volte citato comma 2 e, di conseguenza, inapplicabilità assoluta della proroga, bensì di soggezione della cartella al comma 3, perché è di competenza di Uffici pubblici operanti nei medesimi comuni inseriti nel “cratere fiscale”, perché tanto l’Agenzia delle entrate de l’Aquila, quanto l’incaricato della riscossione, sono operanti proprio in Comune de l’Aquila, cioè un comune rientrante nel “cratere fiscale”, per cui la norma in esame ha previsto la proroga dei termini, ritenendo limitatamente operativi quegli uffici in ragione del sisma, donde non dovevano essere pregiudicate le posizioni attive, anche delle pubbliche amministrazioni o degli incaricati di funzioni pubbliche, qual è l’agente per la riscossione, anche successivamente alla riforma che li ha trasformati da concessionari in agenti.

Il motivo è dunque infondato e il ricorso va respinto.

La novità della questione giustifica la compensazione delle spese.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Spese compensate.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis se dovuto.

Così deciso in Roma, il 9 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 15 febbraio 2022

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