Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4799 del 14/02/2022

Cassazione civile sez. I, 14/02/2022, (ud. 26/01/2022, dep. 14/02/2022), n.4799

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco A. – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – rel. Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17053/2021 proposto da:

C.V., nella qualità di madre delle minori R.S., e

R.C., elettivamente domiciliata in Roma, Via Baiamonti, 10,

presso lo studio dell’Avvocato Marco Casalini, e rappresentata e

difesa dall’Avvocato Roberto Lassini, per procura speciale in calce

al ricorso;

– ricorrente –

contro

RA.CL., domiciliato in Roma, Piazza Cavour, presso la

cancelleria civile della Corte di cassazione e rappresentato e

difeso dagli Avvocati Giovanni Quadri, e Pietro J. Quadri, per

procura speciale in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso il decreto della Tribunale per i minorenni di Milano, n.

3877/2021, depositato il 28/05/2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

26/01/2022 dal Cons. Dott. Laura Scalia.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. C.V. ricorre con due motivi, illustrati da memoria, per la cassazione del decreto in epigrafe indicato con cui il Tribunale per i minorenni di Milano, decidendo sul reclamo proposto da Ra.Cl. avverso il provvedimento del Giudice tutelare di Milano – che in accoglimento del ricorso presentato dalla signora C., madre delle minori R.S. e R.C., aveva autorizzato la genitrice ad ottenere dalla competente autorità amministrativa passaporto e carta d’identità validi per l’espatrio per le figlie -, in accoglimento del reclamo stesso revocava l’autorizzazione al rinnovo dei documenti di espatrio.

2. Resiste con controricorso Ra.Cl..

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso è inammissibile per il principio secondo il quale, in tema di autorizzazione al rilascio del passaporto al genitore con figlio minore, prevista della L. n. 1185 del 1967, art. 3, lett. b), quando difetti l’assenso dell’altro genitore, il provvedimento emesso dal tribunale in esito al reclamo avverso il decreto del giudice tutelare che abbia concesso o negato l’autorizzazione all’iscrizione richiesta non ha natura definitiva e decisoria, trattandosi di atto di volontaria giurisdizione volto non a dirimere in via definitiva un conflitto tra diritti soggettivi dei genitori del minore, ma a valutare la corrispondenza del mancato assenso di uno di loro all’interesse del figlio e, dunque, espressivo di una forma gestoria dell’interesse del minore, sicché non è ammissibile il ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost. (Cass. 23/10/2015, n. 21667; in termini: Cass. 28/11/2017, n. 28331; Cass. 14/05/2010, n. 11771).

2. Se pure l’indicato principio, alla cui piana applicazione si presta la fattispecie in esame, vale ad escludere la ricorribilità in cassazione del provvedimento impugnato – nella assolta sua natura di volontaria giurisdizione, volta non a dirimere conflitti sui diritti, ma a gestire, nella funzione latamente amministrativa avuta, gli interessi dell’incapace -, quanto pure emerge, agli atti, sui rapporti tra giudice tutelare e, in sede di reclamo, tribunale per i minorenni, da un lato, e giudice del conflitto o della separazione personale dei genitori delle minori, dall’altro, sollecita questa Corte ad un ulteriore rilievo.

3. Nella coeva pendenza del giudizio ordinario di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio ed in ogni altro in cui si controverta della responsabilità dei genitori verso i figli (artt. 337-bis c.c. e segg.) – e della correlata necessità di adozione di provvedimenti in punto di affido, frequentazione e mantenimento, tra i genitori e minori – si impone al giudice tutelare, o, ancora, al tribunale per i minorenni, che siano stati investiti, per le rispettive competenze, della domanda, della L. n. 1185 del 1967, ex art. 3, lett. b), di uno dei genitori di rilascio del documento di espatrio per i figli minori, nel dissenso frapposto dall’altro, di coordinarsi, nei contenuti dell’adottando provvedimento, con gli accertamenti svolti dal giudice del conflitto, la cui più ampia cognizione, guidata dal principio dell’interesse preminente del minore, ben può sostenere la statuizione ancillare alla cui adozione sono chiamati i giudici del procedimento di volontaria giurisdizione.

4. Conclusivamente, il ricorso è inammissibile ed il ricorrente va condannato alle spese di lite, liquidate come in dispositivo indicato. Contributo esente. Dati oscurati.

PQM

La Corte dichiara inammissibile in ricorso e condanna la ricorrente, C.V., a rifondere a Ra.Cl. le spese di lite che liquida in Euro 2.200,00 di cui Euro 200,00 per esborsi oltre spese generali al 15% forfettario sul compenso ed accessori di legge.

Trattandosi di procedimento esente dal contributo unificato, non trova applicazione il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.

Si dispone che ai sensi del D.Lgs. n. 198 del 2003, art. 52, siano omessi le generalità e gli altri dati identificativi in caso di diffusione del presente provvedimento.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 26 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 14 febbraio 2022

 

 

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