Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4784 del 01/03/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 4784 Anno 2018
Presidente: SCHIRO’ STEFANO
Relatore: SOLAINI LUCA

ORDINANZA
sul ricorso 3518-2017 proposto da:
DE LUCIA AIDA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
GOLAMETTO 2, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE
CACCESE, rappresentata e difesa dall’avvocato LUIGI RUSSO;
– ricorrentiecontro

AGENZIA DELLE ENTRATE C.F. 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;
– resistente –

avverso la sentenza n. 6862/34/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di NAPOLI, depositata il 14/07/2016;

Data pubblicazione: 01/03/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

R.G. 3518/17
Con ricorso in Cassazione affidato a un motivo, nei cui confronti l’Agenzia
delle Entrate ha depositato atto di costituzione tardiva, il ricorrente
impugnava la sentenza della CTR della Campania, relativa al silenzio
rifiuto serbato dall’Agenzia delle Entrate, nei confronti della istanza di
rimborso dell’IRAP per gli anni dal 2009 al 2011.
Con un primo motivo, il ricorrente deduce la violazione dell’art. 2 del
d.lgs. n. 446/97, ed omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione,
sul medesimo profilo di censura, in relazione all’art. 360 primo comma nn.
3 e 5 c.p.c., in quanto, i giudici d’appello, in violazione delle norme di cui
alla rubrica avrebbero erroneamente ritenuto sussistere il requisito
dell’autonoma organizzazione, sull’errato presupposto che avvalendosi il
ricorrente, in modo continuativo, nell’espletamento dell’attività
professionale, dell’apporto di un dipendente, ciò comproverebbe la
sussistenza di un’autonoma organizzazione atta a giustificare
l’applicazione dell’imposta.
Il Collegio ha deliberato di adottare la presente decisione in forma
semplificata.
Il ricorso merita adesione.
Infatti, va rilevato come sia regola affermata da questa Corte che in
materia di IRAP del medico convenzionato, il requisito della autonoma
organizzazione non ricorre quando il contribuente responsabile
dell’organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo
indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non
eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive (Cass. sez.
un. n. 9451 del 2016), cosi che in caso di convenzionamento non possono
ritenersi eccedenti il minimo indispensabile i beni usati conformemente
allo statuto della convenzione. Ossia, la disponibilità, da parte dei medici
di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, di
uno studio, avente le caratteristiche e dotato delle attrezzature indicate
nell’art. 22 dell’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti
con i medici di medicina generale, reso esecutivo con d.P.R. n. 270 del
2000, rientrando nell’ambito del “minimo indispensabile” per l’esercizio
dell’attività professionale, ed essendo obbligatoria ai fini dell’instaurazione
e del mantenimento del rapporto convenzionale, non integra, di per sé,
pur in presenza di personale dipendente con mansioni esecutive, il
requisito dell’autonoma organizzazione ai fini del presupposto impositivo
(Cass. n. 18881/16).
Nella fattispecie, i giudici d’appello hanno erroneamente evidenziato
come la sola circostanza che il professionista si sia avvalso negli anni in
contestazione di un dipendente, senza verificare la natura dell’apporto
(esecutivo o intellettuale), configurerebbe tale circostanza come un
elemento sintomatico dell’esistenza di un complesso organizzato di fattori
produttivi idoneo a giustificare l’assoggettamento a tributo; inoltre, il solo
ammontare dei ricavi dei compensi e delle spese non è di per sé indice di
autonoma organizzazione (Cass. ord. n. 23557/16).
Va, conseguentemente accolto il ricorso, cassata la sentenza impugnata,
e la causa va rinviata alla Commissione tributaria regionale della
Campania, in diversa composizione, affinché, alla luce dei principi sopra
esposti, riesamini il merito della controversia.

Ric. 2017 n. 03518 sez. MT – ud. 06-12-2017
-2-

partecipata del 06/12/2017 dal Consigliere Dott. LUCA SOLAINI.

P.Q.M.
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Accoglie il ricorso.
Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente
giudizio di legittimità, alla Commissione tributaria regionale della
Campania, in diversa composizione.
Così deciso in Roma, alla camera di consiglio del giorno 6.1.2017
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