Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4783 del 14/02/2022

Cassazione civile sez. I, 14/02/2022, (ud. 06/10/2021, dep. 14/02/2022), n.4783

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25894/2020 proposto da:

B.S.R., elettivamente domiciliato in Roma Via Del Casale

Strozzi, 31 presso lo studio dell’avvocato Barberio Laura che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato Veglio Maurizio;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno, elettivamente domiciliato in Roma Via Dei

Portoghesi 12 Avvocatura Generale Dello Stato. che lo rappresenta e

difende;

– controricorrente –

avverso il decreto del GIUDICE DI PACE di TORINO, depositato il

04/07/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/10/2021 dal Cons. FIDANZIA ANDREA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Il giudice di Pace di Torino, con decreto del 4.07.2020, ha convalidato il provvedimento del Questore di Trapani del 3.7.2020 con cui è stato disposto il trattenimento di B.S.R. presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri “(OMISSIS)” di Torino per 16 giorni.

Avverso il presente decreto ha proposto ricorso per cassazione B.S.R. affidandolo a tre motivi.

L’amministrazione intimata ha resistito in giudizio con controricorso.

Il ricorrente ha depositato la memoria ex art. 380 bis.1 c.p.c..

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo è stata dedotta la violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 14, comma 4, 15, par. 2 dir. 2008/115/CE, art. 111 Cost., comma 6, nonché motivazione perplessa e obiettivamente incomprensibile del provvedimento di convalida del trattenimento.

Espone preliminarmente il ricorrente, nella parte narrativa, che, in virtù delle norme emanate in materia di contrasto alla pandemia Covid-19, è stato sottoposto a quarantena precauzionale, a norma del D.L. n. 19 del 2020, art. 1, lett. d). per essere entrato nel territorio nazionale da aree ubicate al di fuori del territorio italiano. In particolare, soccorso in data 18 giugno nel tratto di mare mediterraneo tra la Tunisia e l’isola di Pantelleria, veniva trasferito in Sicilia, unitamente ad altri migranti, e condotto in un hotel di Trapani dove veniva sottoposto ad un regime di controllo e limitazione della libertà personale particolarmente pesante, essendo stato soggetto ad un regime di sorveglianza armata da parte delle forze dell’ordine.

Ad avviso del ricorrente, è stata applicata a suo carico una misura di limitazione della libertà individuale che si pone in contrasto con l’art. 13 Cost., sotto il profilo della violazione sia della riserva di legge (sul rilievo che un decreto legge aveva affidato ad una fonte amministrativa l’individuazione dei soggetti destinatari della misura restrittiva), sia della riserva di giurisdizione (non essendo la quarantena precauzionale stata soggetta ad alcuna forma di convalida giudiziaria).

Ciò premesso, il ricorrente lamenta la palese contraddittorietà e l’obiettiva incomprensibilità della motivazione con cui il giudice di Pace ha convalidato il trattenimento, il cui tenore è il seguente:

“Il GIUDICE, rilevato che sussistono i presupposti di cui al D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 13, atteso che: la parte motiva del decreto prefettizio di espulsione del 03.07.2020 esclude il respingimento, dunque in ipotesi ex art. 13, comma 2, lett. b) T.U.I. di cui ricorrono i presupposti (c.c. 27067/2019) all’esito dell’istruttoria orale a verbale;

non comprova restrizione personale ma è comprovato l’isolamento ai fini di accertamenti sanitari in quarantena;

che sussistono altresì i presupposti di cui al successivo art. 14 assente vettore e passaporto;

In ogni caso, trattandosi di misura restrittiva della libertà personale, seppur eccezionale incidente sulla stessa ed in riferimento all’art. 13 Cost. (c.c. n. 8091/19).

Non avendo comprovato la sussistenza di condizioni di isolamento fiduciario, né la sua richiesta.

P.Q.M.:

Convalida per sedici giorni il Provvedimento del Questore di Trapani…”.

2. Il motivo è fondato.

Il testo del decreto impugnato, oltre che essere di difficile comprensibilità, acuita dal riferimento, da parte del Giudice di Pace, a precedenti di questa Corte completamente estranei alla materia dell’espulsione e del trattenimento del cittadino straniero (la Cass. 27067/2019 si riferisce ad una fattispecie di protezione internazionale, mentre la Cass. n. 8091/2019 alla materia di tributi regionali), e’, altresì, contraddittorio. Infatti, in primo momento, si esclude la natura di restrizione personale relativamente alla quarantena sanitaria cui è stato sottoposto il ricorrente, mentre, qualche riga dopo, si fa riferimento ad una “misura restrittiva della libertà personale, seppur eccezionale incidente sulla stessa ed in riferimento all’art. 13 Cost.”, così non consentendo di cogliere l’iter logico-argomentativo seguito dal giudice di primo grado nel convalidare il trattenimento.

Il decreto impugnato è quindi incorso nel vizio di legge di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per motivazione perplessa ed incomprensibile – vizio che è stato dedotto nella rubrica e nell’illustrazione del motivo, pur non essendo stata indicata la norma di legge violata – rientrandosi in uno dei casi di vizio costituzionalmente rilevante contemplati dalla sentenza delle S.U. n. 8053/2014.

3. Il secondo ed il terzo motivo – aventi ad oggetto rispettivamente la dedotta violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, artt. 13 e 14, art. 13 Cost.,5 CEDU per illegittimità del trattenimento dal 18 giugno 2020 al 3 luglio 2020 (il secondo), e la violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, artt. 10 e 13 per manifesta illegittimità del provvedimento di espulsione (il terzo), sono assorbiti.

Il decreto impugnato va quindi cassato senza rinvio.

Le spese di entrambi i gradi del giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

PQM

Accoglie il primo motivo, assorbiti gli altri, cassa senza rinvio.

Condanna l’intimato al pagamento delle spese del procedimento di merito, da liquidarsi in Euro 1000,00, e del presente giudizio di legittimità, da liquidarsi in Euro 2.700,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie nella misura del 15% ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 6 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 14 febbraio 2022

 

 

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