Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4775 del 24/02/2020

Cassazione civile sez. VI, 24/02/2020, (ud. 11/12/2019, dep. 24/02/2020), n.4775

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18116-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

A.F.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 7274/9/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO, depositata il 07/12/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 11/12/2019 dal Consigliere Relatore Dott. RAGONESI

VITTORIO.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Commissione tributaria provinciale di Roma, con sentenza n. 29104/16, sez. 1 “accoglieva il ricorso proposto da A.F. avverso il diniego di rimborso Iva 38582/14 per l’anno 2001.

Avverso detta decisione l’Agenzia delle Entrate proponeva appello innanzi alla CTR Lazio.

Il giudice di seconde cure, con sentenza 7274/2017, rigettava l’impugnazione confermando l’orientamento espresso dal giudice di primo grado.

Avverso la detta sentenza ha proposto ricorso per Cassazione l’Amministrazione sulla base di due motivi.

Il contribuente non ha resistito con controricorso.

La causa è stata discussa in camera di consiglio ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso l’Agenzia sostiene che erroneamente il giudice di seconde cure ha ritenuto che l’istanza di rimborso non fosse stata presentata tardivamente oltre il termine biennale,in quanto, nonostante il credito di 12.456,00 Euro fosse stato inserito nel modello unico 2002 per l’anno 2001, non era stato tuttavia presentato tempestivamente il modello VR.

Il motivo è manifestamente infondato alla luce della giurisprudenza di questa Corte che ha stabilito che in tema d’IVA, ai fini del rimborso dell’eccedenza d’imposta, è sufficiente che il contribuente manifesti la propria volontà di esercitare il relativo diritto mediante l’esposizione del credito di imposta nella dichiarazione annuale che, da tale momento, è anche esigibile, in quanto l’eventuale presentazione del modello “VR” ha la sola funzione di sollecitare l’attività di verifica dell’Amministrazione in ordine alla correttezza dei dati riportati nella dichiarazione e di rendere possibile l’avvio del relativo procedimento di esecuzione (ex plurimis da ultimo Cass. 17151/18).

Con il secondo motivo l’Ufficio lamenta l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione fra le parti concernente l’inesatta indicazione nel modello RX della richiesta di rimborso.

Il motivo è manifestamente fondato.

Nel ricorso è infatti riportata, in osservanza del principio di autosufficienza, la censura avanza dall’Agenzia con l’atto di appello circa il fatto che il contribuente aveva riempito al rigo RX 4 soltanto le colonne 1 (importo a credito risultante dalla dichiarazione) e 4 (credito da utilizzare in compensazione e/o in detrazione) ma non già il capo riguardante la richiesta di restituzione.

Su tale questione il contribuente replicava contestando che l’istanza di rimborso era valida anche se non esercitata “attraverso l’indicazione della casellina somme richieste a rimborso” (brano riportato nel ricorso in osservanza del principio di autosufficienza).

Su tale questione, oggetto di discussione tra le parti e rilevante ai fini del decidere, non si rinviene nella sentenza cenno alcuno.

In conclusione quindi il ricorso va accolto nei termini di cui sopra, con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio alla CTR Lazio, in diversa composizione, per nuovo giudizio e per la liquidazione delle spese del presente grado.

P.Q.M.

Rigetta il primo motivo di ricorso, accoglie il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR Lazio, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese della presente fase.

Così deciso in Roma, il 11 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 24 febbraio 2020

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